Gattopardi d’Italia

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A meno che i sondaggi non stiano sparando dati clamorosamente sbagliati possiamo già dire, comunque vada, che i NO alla Legge Boschi saranno molti. Anche nell’ipotesi che nel Referendum vinca il SI (e la vedo durissima..) circa uno su due di coloro che si recheranno ai seggi voterà NO. Il che è assolutamente stupefacente perché, mettendosi ad analizzare in modo obiettivo ed oggettivo pro e contro, (cito ad esempio, tra i tanti, l’ottimo www.glistatigenerali.com) non ci sarebbe match. Se cioè il voto fosse 1) puramente razionale e 2) esclusivamente sul merito della Legge, i SI vincerebbero a man bassa.

Così non è appunto e in questi giorni caldi in cui mi è capitato di entrare in argomento con molte e disparate persone, mi sono in certo senso divertito a tracciare l’identikit degli elettori che votano NO. E condivido con i lettori queste impressioni.

Esiste effettivamente una quota parte di voto contro “razionale” in quanto dettato dall’utilità politica contingente. I Cinquestelle, Lega, Fratelli d’Italia, le frange della sinistra PD che sperano di mettere fuori gioco Renzi, avrebbero un oggettivo vantaggio dalla vittoria del NO. Molto meno ne avrebbe Forza Italia (per la quale si configura probabilmente un suicidio politico) ed infatti sembra che i suoi elettori siano piuttosto indecisi. Sia come sia, esistono delle forze politiche che per motivi diversissimi tra loro hanno interesse (il tempo dirà se fondato o meno) ad una sconfitta del Governo. Ho peraltro la sensazione che questa motivazione non sia quella prevalente nemmeno tra gli elettori delle citate forze politiche (se non i più motivati e fedeli al partito/movimento).

La larga maggioranza del popolo del NO vota invece in base a motivazioni non razionali e tantomeno nel merito della riforma. Esiste innanzi tutto un mondo sterminato che, sotto sotto, vota NO per mandare a casa Renzi ed il suo Governo per pura antipatia. Agisce in sostanza la pulsione “tirannicida” che avevo cercato di descrivere in un precedente articolo http://www.luminosigiorni.it/2016/04/aspiranti-tirannicidi/. A riprova, provate a ingaggiare una discussione con un interlocutore intenzionato a votare NO. Ribattete ai presunti rischi di dittatura che la Legge Boschi garantisce che non c’è una riga una che aumenti il potere dell’Esecutivo, anzi oggi esiste un’abnormità di Decreti Legge per cui oggi c’è un netta prevalenza di leggi di iniziativa governativa, molto più che a Legge Boschi eventualmente approvata. Incalzate l’interlocutore sul mostruoso contenzioso tra Stato e Regioni risolto ab origine. Sottolineate che il ping pong tra Camera e Senato provoca inevitabilmente leggi incongruenti e sovente assai peggiori di come erano state concepite. Giocatevi infine il jolly dell’abolizione del CNEL… Riceverete dapprima una serie di controargomentazioni un po’ deboli, tipo “non mi fido, meglio due Camere che si controllano a vicenda” oppure “non voglio che la Sanità sia portata via alle Regioni” (NdR: la Sanità NON viene portata via alle Regioni). Successivamente, se incalzato, dopo aver evocato Onida, Settis o Zagrebelsky e la legge elettorale cinica e bara, il nostro amico sbotterà infine un “Renzi è un burattino dell’Europa (o Goldman Sachs, i poteri forti, l’America, la Merkel, Standard & Poor’s e varianti sul tema), che infatti tifano per il SI” o “ma Renzi non è stato votato dagli elettori”, oppure ancora “ma questo Parlamento è illegittimo”. Insomma, alla fine, gratta gratta, si converge sempre al concetto che Renzi è brutto, cattivo, non legittimato, arrogante e altre nequizie assortite.

Infine, last but not least, l’invincibile propensione di molti italiani a temere il nuovo, sotto qualsiasi forma si presenti. Non sia mai che la nuova Costituzione introduca sconvolgimenti che mettano a repentaglio le tranquille abitudini, i piccoli interessi, le garanzie, le rendite di posizione. In realtà la Legge Boschi non ci azzecca in nulla di tutto questo ma meglio non rischiare, meglio la melassa, il consociativismo, meglio lamentarsi ed invocare il cambiamento piuttosto che attuarlo davvero. È un atteggiamento largamente inconscio ma netto e diffusissimo. Parafrasando il Gattopardo “diciamo che deve cambiare tutto per non cambiare nulla”. Fosse solo per spezzare questo cappa soffocante varrebbe la pena votare SI.

Nato a Venezia, vi ha sempre risieduto. Sposato con una veneziana, ha due figli gemelli. Ingegnere elettrotecnico, all’Enel dal 1987, è stato Responsabile della Zona di Venezia. Attualmente lavora come International Business Development Manager, sempre per l’Enel, lavoro che lo porta a passare molto tempo all’estero. È stato presidente del Comitato Venezia Città Metropolitana.