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E così caro direttore è andata male. Molto male. Che poi se ci aggiungi pure le tre pappine che l’Inter si è beccata sabato capisci, vero?, che per me non è stato un bellissimo week end. Anche perché davvero pensavo vincessimo (sia al referendum che contro il Napoli). Pensavo che dopo decenni di odio per la casta, di repulsione per la politica, di scazzature per tutti i guai di cui soffre il nostro Paese gli italiani ne approfittassero. Non ho considerato che (e la spiego così l’altissima affluenza) gli italiani avevano e hanno bisogno di votare. Non ho considerato che alla fine (ed in parte anche per colpa sua) questo fosse un voto SU Renzi e non sulla Costituzione. Ma in fondo di cosa ci lamentiamo poi? Voglio dire: se c’è chi davvero pensa che le matite elettorali si possano cancellare, se crediamo alle scie chimiche, se ancora oggi c’è chi pubblica video per suffragare l’ipotesi che l’attacco alle Torri Gemelle sia stato un complotto di che ci lamentiamo? Ma io sono sereno, sai direttore? Molto sereno. Perché? Beh perché comunque la Costituzione sarà riformata. Non te lo sei dimenticato vero? Bersani e D’Alema hanno più volte dichiarato che una riforma la si può benissimo fare in sei mesi. Ma sono sereno anche perché or ora il buon Cicchitto ha già dato il via libera ad un governo di “larghe intese”. E, dunque, non avran più da accusare noi di essere alleati con Verdini, SI alleeranno loro con Berlusconi. E anche con Verdini. Sono sereno direttore. Perché quelli del NO perché “Renzi non è stato eletto dal popolo” si beccheranno l’ennesimo governo “non eletto dal popolo”. E sara pure un governo tecnico. Come quello che ha approvato la “legge Fornero” che Bersani ha pure votato. Ma che vuoi di più direttore? Ah, sono pure molto sereno perché Renzi si è dimesso: il prossimo cui accadrà di perdere come potrà rimanere seduto da qualche parte che non sia la veranda di casa sua? A meno che non sia quello del “siamo arrivati primi ma non abbiamo vinto”. Sono pure incacchiato però (si può essere sereni e incacchiati allo stesso tempo? Boh). Sono incacchiato perché Renzi ha fatto la stessa fine di Prodi. Entrambi vittime di un fuoco “amico” che amico non era e non è mai stato. E se guardò a cosa è accaduto dopo Prodi non è che sia ottimista. E adesso direttore? Adesso torna buona l’analisi che facesti tu qualche tempo fa. Perché i voti del NO mi pare siano un po’ come quel figlio di cui “madre certa, pater numquam”. Mentre quelli del SI fatta la tara al peso autentico degli alleati almeno per un buon 90% sono di Renzi. Ed è un patrimonio che la minoranza dem manco si sogna di avere mai. È mai avrà perché inconciliabili con il loro modo di essere e di pensare (sempre che pensino). E dunque adesso Matteo li capitalizzerà. Perché tutto di lui si può dire tranne che sia un arrendevole. Uno che se la metta via. Paradossalmente è uno cui le sconfitte fanno bene. Lo incattiviscono persino. Ed essere cattivi in politica è dote utile e preziosa. A partire da quando i DS tentarono di stopparlo lungo la strada che lo avrebbe portato a fare il sindaco di Firenze per continuare poi con le primarie prima perdute e poi vinte alla grande. Eh si. Io ho la sensazione che questa vicenda segni la fine del PD. E mica me ne dispiace se ciò che nascerà sarà finalmente un partito capace di fare politiche come quelle che stava facendo Renzi. A cominciare dallo scrollarsi di dosso certi collateralismi che son brutte bestie (con la CGIL in primis). Adesso quelli della minoranza dem sono gongolanti e trionfanti perché “il nemico è vinto, è battuto” ma non si rendono conto che il loro vero nemico li sta aspettando e vien da Genova non dalla Toscana. Ma dove vuoi che vadano, direttore? Ma, dimmi tu che se sei direttore significa che sei molto più intelligente di me, tu te lo vedi uno come Speranza (che gia il nome dice tutto) a fare l’alternativo a Berlusconi o a Grillo o a Salvini? Al massimo andranno a fare ciò che a loro riesce sempre bene: gli eterni sconfitti mai per colpa loro (come può essere colpa loro così intelligenti, strateghi, pontefici quali credono di essere?) ma sempre per colpa degli Italiani che “io so’ io e voi nu siete un c…o”. Insomma: i tronfi soloni che oggi festeggiano, domani condanneranno l’Italia o al declino o ad essere lo zimbello del mondo intero. Intanto aspettiamo di vedere la direzione del PD. Meglio: aspettiamo di vedere se ho ragione a pensare che Renzi si dismetterà anche da segretario. Io spero lo faccia. Perché a quel punto si andrà a congresso e siccome la maggioranza in Direzione è in mano a Renzi sarà la maggioranza a decidere se sarà congresso “aperto” o riservato solo agli iscritti. Se sarà aperto dove vuoi che vadano direttore? Renzi stravincerà. E si ricandiderà. E a quel punto proprio quelli che lo hanno accusato, insultato, disconosciuto dovranno necessariamente chiedergli scusa, Sai, direttore: a me qualche volta vengono pensieri cattivi. Ma proprio tanto cattivi. Stamani guardando la televisione, ad esempio, è venuto il’pensiero cattivo che forse Renzi ha cannato data. Ma di brutto. Si: bastava che il referendum lo facesse a novembre del 2017, l’anno prossimo insomma. E tutto sarebbe filato liscio. Perché? Ma che domanda direttore! Perché giusto stamani ho scoperto (l’hanno detto al tiggi’) ad ottobre 2017 i nuovi parlamentari maturano il diritto al vitalizio. Ci avevi pensato direttore? Nemmeno io. Credi davvero che i peones del,PD (tipo – lo so che “tipo” è orribile, prometto che non lo scriverò piu – quel parlamentare del PD che oggi su FB chiama noi del Si “pasdaran” ) potessero permettersi di terminare anzitempo la legislatura sapendo pure che con Renzi segretario e con la trasformazione del Senato difficilmente avrebbero avuto confermata la loro amata “cadrega”? E adesso? .Adesso ci sediamo, direttore, in riva al fiume. Non so direttore (non te l’ho mai chiesto effettivamente) se a te piace pescare. A me non tanto. Scegli tu dove sederci. Se in riva al fiume o vicino ad un rifugio dolomitici ma sediamoci, A noi due le buone letture non mancano. Ecco sediamoci a leggere e aspettiamo. Cosa? Che prima o poi qualcuno farà una telefonata a Rignano sull’Arno. Perché, direttore, io sono convinto che quella telefonata ci sarà. E anche se non ci fosse Matteo ritornerà. E prima di quel che si pensi. E, forse, sono sereno anche per questo…