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Non ci si capisce più niente.

Pare una gara a chi fa peggio.

Si è passati da Mare Nostrum a Triton per andare poi verso una fase “diplomatica” in cui con Minniti il numero degli sbarchi era diminuito drasticamente e il fenomeno sembrava essere entrato in una fase di relativo controllo, con il consenso di tutti, in Europa, in Italia, anche in Africa e persino fra quelli che “ètuttacolpadelPd”.

Il problema ovviamente rimaneva e richiedeva una maggior disponibilità di tutti i partner europei a fronteggiare questa pressione, che non poteva, non può e non potrà essere arrestata, almeno nel breve-medio periodo.

Richiede più Europa, più cooperazione, più condivisione, più umanità. Richiede una strategia nel lungo periodo.

Poi esplode la campagna elettorale Italiana in cui quel bel tipino di Salvini parte lancia in resta contro il fenomeno in sé: zero soluzioni, zero proposte che non fossero di puro e semplice razzismo.

Al di là di ogni pur logico malessere che risponde più alla percezione del fenomeno che alla sostanza e alla reale dimensione. Almeno stando ai numeri ufficiali e non alle bufale e alla propaganda elettorale permanente.

E nel momento in cui, sulla base dei risultati elettorali, alla fine si forma questo po’ po’ di Governo del Cambiamento i toni si alzano ancora, se mai ce ne fosse stato bisogno e si va alla guerre côme alla guerre.

Contro tutto e contro tutti. Crisi diplomatiche, toni da guerrafondai. Umanità pari a zero.

In un tripudio di “il Paese è con me” che purtroppo è anche vero, certificato dai sondaggi.

Ma allora una qualche domanda e una qualche preoccupazione nascono dal fondo.

Com’è che fino a 15 giorni fa tutti ad osannare Minniti e nessuno a proporre le attuali misure salviniane di puro e semplice razzismo che si scontrano con i diritti umani?

Com’è che oggi tutti a considerare Salvini una specie di genio della politica migratoria, un novello Churchill in salsa padana?

Com’è che l’intellighenzia di casa nostra tace, e timidamente prova ad emettere solo qualche flebile parola?

Com’è che si lascia montare questa marea oltranzista, sovranista, razzista, xenofoba? Senza nessuna sostanziale reazione. E senza una concreta ragione. Al di là della propaganda.

Perché è il sentire comune!? Perché è il sentire del Popolo?!

Vade retro Satana! Ma siete tutti impazziti?

Avete bellamente dimenticato le stesse parole, gli stessi atteggiamenti, le stesse violenze – prima verbali e poi fisiche – dei regimi che nacquero “democratici” e poi si trasformarono in dittature e avete dimenticato che anch’essi godevano del favore del Popolo?

Basta! non se ne può più di questi volgari dittatorelli in nuce, di questi demagoghi che si ammantano di una falsa democrazia e imperterriti e impuniti ci stanno portando verso “regimi” in cui prevale la cultura dell’odio e della violenza.

Nel silenzio più totale e nella indifferenza di più. Soprattutto delle anime belle della “sinistra” sempre pronte a stracciarsi le vesti per tutto ciò che va ad intaccare i loro immarcescibili principi, sempre pronte a scendere in campo contro quelli che provano a cambiare gli equilibri di una situazione più che conservativa.

E di fronte a tutto questo, di fronte a questo Salvini e ad un M5S annichilito o connivente niente da dire?

La democrazia non la si difende facendo spallucce di fronte ad atti contro l’umanità.

La democrazia la si difende se innanzitutto la si rinnova nelle forme e nei modi di rappresentarsi, ma soprattutto la si difende nei suoi principi e valori che non sono e non possono essere svenduti alla logica de “il Popolo è con me”.

Libertà e uguaglianza, sono valori che non si possono ridurre a parole vuote e a meri enunciati buoni per i convegni e le dotte speculazioni filosofiche.

Sono parole che vanno innervate con la sostanza delle decisioni e con il coraggio di andare anche “contro corrente”, di far valere la ragione anche se fosse in minoranza. Per il bene della Democrazia sostanziale.

Questo è il compito della Politica.

Di quella Politica che non si accontenta di cavalcare il malessere e la protesta per ricavarne il massimo vantaggio, senza sapere poi come fare a placare la rabbia “popolare” che ti trasforma in apprendista stregone e che ti porta a sconfinare oltre la democrazia stessa.

Libertà e uguaglianza hanno ispirato la cultura, hanno innervato la società, hanno determinato le scelte politiche dell’epoca moderna nell’Occidente evoluto almeno dal 1789. Pur con mille contraddizioni e fra mille tragedie.

E che non vorremmo perdere o dimenticare perché ce lo dicono i “benpensanti”.

Qualche milione di persone ha già pagato il suo tragico contributo al sonno della ragione.

 

 

 

 

Veneziano, con i piedi nell’acqua, dalla nascita (1948). Amministratore Delegato di una Joint Venture italo-tedesca di accessori tessili con sede a Torino. Esperienze di pubblico amministratore nei lustri passati. Per lunghissimi anni presidente del Centro Universitario Sportivo di Venezia (CUS Venezia) e ora presidente dell’Associazione VeneziaUnited il Supporters Trust dei tifosi arancioneroverdi.