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Ora, ditemi un po’ voi, se sia possibile che ogni volta tocca trattare un tema più o meno scomodo il direttore pensi a me. E ditemi, soprattutto, se sia possibile che, ogni volta che pensa a me, lo fa perché sa che io la penso come lui. Qua tocca leggere Jung altro che Luminosi Giorni.

Ora a me il buon Matteo Salvini fa pensare alla pubblicità di quella carta di credito adatta a coloro cui “piace vincere facile”: mostra i muscoli (guarda caso “stranamente” sempre prima di qualche appuntamento elettorale e in politica, si sa, a pensar male si fa peccato ma ci si indovina quasi sempre) con una nave nel mentre intanto centinaia di profughi continuano comunque ad entrare nel nostro paese.

Il bello è che, a 100 giorni dalla nascita del governo Conte ( Giuseppe non Antonio perché questo è l’allenatore del Chelsea, quell’altro sarebbe il nostro Presidente del Consiglio) pare che il contratto tra lega e cinque stelle verta su un solo punto: immigrazione.
Fiat tax? Non pervenuta.
Reddito di cittadinanza? Ma forse chissà nel 2019, più probabile nel 2020. Dai facciamo 2021 e non ne parliamo più.
Politiche sul lavoro? Non pervenute.
Immigrazione, profughi, porti chiusi ieri e oggi aperti. Questa è l’agenda politica. E il bello è, guardando anche i recentissimi ballottaggi, che agli italiani questa agenda sembra piaccia.

Poi il nostro ministro dell’interno se ne è venuto fuori pure con ‘sta storia del censimento dei rom (che non è l’abbreviazione di “romani“ no no si tratta proprio di rom, nomadi, zingari). E qui occorre camminare come se fossimo su un tappeto di uova. Di per sé non lo avesse detto un leghista, non mi sarei minimamente scandalizzato. Certo: un censimento basato sull’etnia mi ricorda pagine di storia che ho studiato e che non voglio rivivere. Ma vivaddio : siamo censiti praticamente ogni ora di ogni giorno che siamo destinati a trascorrere su questo pianeta, cosa vuoi che sia un censimento in più o in meno! Che anzi permetterebbe di far emergere quelle che a volte sono evidenti sacche di illegalità, di emarginazione, di un sostanziale senso di impotenza rispetto alla impunità cui gode chi vive di furti che fa girare un po’ le scatole.  Perché leggere che delle nomadi possono bellamente sfilare un portafoglio dalle tasche di un povero cristo sapendo di essere impunite percheé in “dolce attesa”,  fa incacchiare anche il più santo tra noi specialmente se quel povero cristo è lui.

Siamo censiti anche quando non ce ne accorgiamo. E siamo censiti in cose molto più personali, più intime che semplici dati anagrafici. Come i nostri interessi, i nostri orientamenti sessuali o religiosi, le nostre passioni. Non ditemi che a voi non è mai capitato quanto capita a me: leggo la recensione di un libro che può interessarmi e, un istante dopo, su Facebook mi compare la pubblicità di quel libro! Come chiamarla questa “strana” coincidenza se non un censimento?
E in fondo gli immigrati che giungono in Italia dalla Libia non vengono (o almeno dovrebbero essere) censiti? E non lo sono anche sulla base della provenienza geografica, solo criterio per ricevere lo status di “profughi di guerra”? E perché per i primi ci scandalizziamo e per i secondi no? È sufficiente che un bimbo rom vada a scuola perché abbia la necessità di avere un indirizzo anagrafico. E avere un indirizzo anagrafico (numero civico, etc.etc) non significa forse essere ….censiti?
Il problema insomma non è la sostanza quanto la forma e in politica si sa che la forma conta quanto la sostanza: fare una cosa sotto traccia, discreta, soppesando le parole da usare per spiegarla è ben altra cosa che usare il megafono della propaganda populista e demagogica per aizzare gli uni contro gli altri alla ricerca di qualche voto in più che tornerà utile quando, fra qualche mese, si tornerà ad elezioni e il buon Salvini riuscirà finalmente a completare la sua OPA sull’intero centro destra.

Crescono muri dappertutto e la cosa sarebbe anche divertente se non fosse maledettamente triste. Voglio dire: Senegal, Nigeria, Marocco, Iran ai mondiali ci sono (così come Francia e Germania, quest’ultima certo con infausto esito), noi no. E nemmeno gli USA di Trump ci sono ai mondiali ma il Messico si. Non lo trovate uno straordinario contrappasso? Loro, se tutto va bene, bloccano l’attacco avversario, noi (e Trump) facciamo gli sboroni illudendoci di bloccare le frontiere.

Meglio facciamo finta di costruire muri perché così la nostra pancia e soddisfatta, il nostro odio ha un obiettivo contro cui scagliarsi. Ed intanto i profughi continuano ad arrivare.

Nel frattempo l’Intelligencija di sinistra (perché ‘sta Intelligencija di sinistra mica siam riusciti a rottamarla porca paletta) continua con il suo solito refrain: c’è uno spazio da coinvolgere (sempre a sinistra, quale sinistra non è dato sapere) per realizzare finalmente le magnifiche sorti e progressive del futuro. Lo slogan continua ad essere sempre lo stesso: “dobbiamo tornare a parlare con la gente“. Convinti di farlo? No io ve lo chiedo perché un paio di settimane fa un sondaggio (e io ai sondaggi non credo) diceva che il 24% degli elettori del partito democratico è sostanzialmente d’accordo con la politica di Salvini sull’immigrazione. Lo hai visto questo sondaggio cara Intelligencija? Perché, credimi, forse per te sarebbe più utile fare finalmente i conti con la realtà che continuare con quel buonismo che fa tanto radical chic ma che poi ti fa perdere le elezioni. Un buonismo generalizzato, indistinto e superficiale che ti ha fatto slegare completamente dalla realtà. Un buonismo, meglio una rassegnazione, che hai avuto, ad esempio, con l’euro. Quasi che l’essere stati italiani (e molti di sinistra) i padri fondatori dell’Unione Europa ti avesse spinto a considerarla un dogma. Non è un caso che il primo a fare la voce grossa in Europa è stato quel Renzi che odi più di Salvini.

Guarda cara Intelligencija che la Merkel quando riconosce che l’Italia è stata lasciata sola sulle politiche degli immigrati non lo fa perché è innamorata di Matteo Salvini (diciamolo chiaro e sperando di non causare un incidente diplomatico, la Isoardi è, a prescindere, un tantino meglio della cancelliera tedesca anche quando si fa i selfie mentre stira le camicie del suo Matteo) ma perché ha capito, prima e molto più di te, che su questo tema rischiano di trionfare in tutta Europa quei populismi che ormai fiatano sul collo di chi governa Francia, Germania e compagnia cantante.
Dai su, ti sei commossa pure tu quando Macron ha scelto l’ “Inno alla gioia” per festeggiare la sua elezione. Quasi, quasi hai cominciato a ragionare di possibili alleanze sovranazionali con “En Marche”. Peccato sia lo stesso Macron le cui forze dell’ordine malmenano i profughi che da Ventimiglia cercano di entrare in Francia e che ora accusa noi di essere ignobili. Anche Macron è razzista?

Le hai viste le immagini di Trump alla Reunion repubblicana? Quasi una standing ovation. Un tripudio per un uomo che ha deciso possibile prendere intere famiglie di immigrati e strappare i figli dai genitori! Una cosa talmente oscena che perfino la Melania (in assoluto meglio e della Isoardi e della Merkel anche se non si fa i selfie mentre stira le camicie di Donald; e a chi pensa sia maschilista dico di leggersi il titolo del pezzullo sempre che il direttore, che tutto può, non me lo cambi) si è incacchiata di brutto. A proposito: pure la Melania è una immigrata. E il padre di Steve Jobs era un siriano. Capisci quale è il punto? E il populismo di Trump è forse diverso da quello di Salvini? (fatte le debite proporzioni sia chiaro che poi Salvini non si monti la testa). E tu questo crescente populismo pensi di batterlo semplicemente accusando i tuoi avversari (e chi li vota soprattutto) di essere razzisti?

Abbiamo il coraggio di dircelo guardandoci negli occhi cara Intelligencija? Non è che con questo tuo buonismo generalizzato alla fine ti sei scavata la fossa con le tue mani? Non mi pare che guardassi con occhi amorosi il buon Minniti che, chi scrive, ritiene essere stato uno dei migliori ministri dell’interno che l’Italia abbia mai avuto. Certo: le physique du role di Minniti con quella sua testa pelata (senti chi parla direte voi), le spalle larghe, un’aura di seriosità lo fa d’istinto rassomigliare più ad uno di destra che non di sinistra vero? Eppure lui in tema di immigrazione ha fatto talmente tanto che un monumento avresti dovuto erigergli anziché sentirlo come estraneo da te se non addirittura come un traditore. Ma traditore di cosa? Perché è facile sai, cara Intelligencija, essere buonisti quando si ha la pancia piena E si vive di sicure certezze. Almeno fino a quando non entrano nel tuo giardino: te la ricordi l’insurrezione della tua patria di elezione, quella Capalbio che ha minacciato sfracelli perché una ventina di immigrati sarebbero stati destinati a quelle spiagge? Te la ricordi Capalbio intellighencija mia? Quello che a te sfugge è che la paura dell’immigrato è semplicemente figura (sto citando Auerbach ma che lo preciso a fare che tu sei intelligencija) di paure più strutturali, più profonde. Unita a una semplificazione culturale che a me spaventa moltissimo. Fino a quando non capirai questo punto, fino a quando non capirai che non basta parlare alla gente avendo la presunzione di convincerla a cambiare idea ma che occorra forse rimettere in discussione le proprie certezze, le proprie convinzioni per poter giungere a una proposta politica nuova per te, per noi non c’è futuro.

Mettiamo un po’ d’ordine?

Che poi cosa spaventa davvero noi italiani? Aveva ragione il grande Enzo Mandruzzato quando diceva che “l’uomo ha paura di ciò che non conosce”? Lui lo diceva a proposito del latino mentre a me, guarda, eran gli integrali a mettermi un’ansia, ma un’ansia che non ti dico. Oppure siamo spaventati perché in fondo, in fondo percepiamo delle insicurezze, una generale impunità per quei reati che avvertiamo come odiosi e inaccettabili perché violano le nostre cose, perché confondiamo Stato con burocrazia e se la seconda ci soffoca noi, tranchant, diciamo che a farlo è lo Stato? Perché non siamo stati aiutati a percepire l’UE come una vera “casa comune” e abbiamo la sensazione che a noi abbiano dato le chiavi del garage e non delle stanze padronali? Perché non sappiamo più di cultura perché la cultura negli ultimi decenni è stata massacrata, vilipesa, sacrificata all’altare del pareggio di bilancio (anche quando a governare eravamo noi)?

Perché non abbiamo più memoria storica e siamo incapaci di capire e ricordare e spiegare che i mali di oggi hanno radici lontane che affondano negli anni ‘80 e ‘90? Perché la politica ha abdicato al suo ruolo, quello di creare comunità in cui ciascuno si senta parte di una stessa realtà? Perché viviamo di logiche corporative, di lobbyes più o meno potenti che nessuno ha mai avuto il coraggio o la forza di sradicare?

Lo vuoi un esempio? Banale se vuoi ma significativo? A me fa comodo che i supermercati siamo aperti anche alla domenica. Per bacco se non mi fa comodo! Possibile che nessuno, ma proprio nessuno, di sinistra la pensi come me? Oppure la pensano come me (e come molti altri) solo che non è politicamente conveniente dirlo?

E allora….e allora è bastevole consolarci collettivamente dicendoci che Salvini sta consolidando il proprio consenso elettorale sulle spalle di qualche centinaio di uomini, donne e bambini che han avuto la sfiga di voler arrivare in Italia giusto durante le elezioni amministrative? Sarà consolatorio dirlo, certo. Ma non serve ad una emerita cippa.
Il problema non è “tornare a parlare con la gente” perché la gente non vuole ascoltarti. Meglio. Perché la gente non ti capisce. E non ti capisce perché il buonismo non può diventare un grande, gigantesco, onanismo. E se non lo capisci adesso…..

Vive da sempre nella terraferma veneziana. Per cinque anni è stato Vicesindaco (con delega alle politiche culturali e turistiche) del comune di Mira. Laureato (cum laude) in Lettere a Padova ha collaborato per oltre un decennio coi quotidiani del gruppo editoriale Finegil (La Nuova Venezia, Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso), con La Repubblica e con Gente Veneta. Si occupa di gestione del personale e della sicurezza presso alcuni musei veneziani. Nel tempo libero ama la montagna e le immersioni subacquee.