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Io posso guidare moto di qualunque cilindrata. Posso farlo anche se non ho un’adeguata patente. E questo perché ho conseguito la  patente automobilistica PRIMA dell’ introduzione dell’obbligo di possedere idonea patente per la conduzione di motocicli.

Sono fortunato io che credete? Son mica come il signor Tizio (vabbè non ho grossa fantasia con i nomi) il quale un giorno si è svegliato felicissimo. Aveva appena firmato il suo primo contratto di lavoro a tempo indeterminato. E non con un datore di lavoro qualunque. No. Il suo datore di lavoro era nientepopodimeno che lo Stato. Anzi: era il Ministero dell’istruzione dell’Università e della ricerca scientifica.

Il signor Tizio, anni prima, AVENDONE I TITOLI (stabiliti dallo Stato) si era iscritto in una graduatoria (stabilità dallo Stato) e col passare del tempo e delle esperienze di lavoro a tempo determinato (propostegli dallo Stato) era salito fino a giungere ad una posizione sufficiente perché il ministero (lo Stato) ritenesse potesse essere assunto (dallo Stato) a tempo indeterminato come insegnante di scuola elementare. D’altra parte Tizio aveva il suo bravo diploma di scuola magistrale, magari aveva fatto ulteriori corsi di formazione, magari aveva fatto anche altre esperienze. Aveva insomma tutto un pacchetto che, nelle imprese private, viene chiamato curriculum vitae. 

Ma non basta. Poiché lo Stato vuol essere sicuro del signor Tizio, lo obbliga (per poter davvero essere di ruolo) ad un anno di “messa in prova”. Finito il quale è stato valutato idoneo all’insegnamento da una apposita commissione. E finalmente lo Stato lo ha “promosso” ad essere insegnante di ruolo.

Illuso! Capita infatti che ad un certo punto il Ministero (lo Stato) abbia deciso di modificare i criteri di assunzione degli insegnanti. Il solo diploma magistrale al  signor Tizio non basta più  per continuare a fare il lavoro per il quale lo Stato lo ha assunto a tempo indeterminato. Capito?

Ora voi siete intelligenti (ve lo dico sempre) io un po’ meno (ve lo dico sempre)  e quindi  ripeto il concetto: lo Stato assume a tempo indeterminato Tizio perché Tizio è in possesso di tutti i titoli che allo Stato interessa abbia per poter assumerlo. E lo assume perché ha concesso al signor Tizio di essere inserito in una graduatoria che lo stesso Stato ha realizzato. Adesso questo stesso Stato decide che ciò che andava bene, chesso’, il lunedì, dal giorno dopo non va più bene.

In qualunque parte del mondo ci si porrebbe una prima semplicissima regola: se chi il lunedì aveva i titoli sufficienti per lavorare e il martedì non li ha più perché non si fa per gli insegnanti quello che si è fatto per le patenti? Si fissi una data. L’ante si lascia tutto com’ è. Dal post si comincia coi nuovi criteri. Lapalissiano vero? Figurarsi! Invece si preferisce gettare nella disperazione tra i 40 e i 60.000 insegnanti. Il che significa che almeno un lettore ogni cinque di questo pezzullo se ha figli in età scolare farebbe bene a giugno augurare buona fortuna alla maestra del figlio perché non è detto che all’inizio del prossimo anno scolastico quella maestra continui a essere… maestra.

Hanno trovato una soluzione immaginifica. Lo chiamano concorso non selettivo. A parte che non selettivo è un po’ come il sei politico nel 68. Ma non è una presa per i fondelli che il ministero (lo Stato) obblighi dei poveri cristi a fare un concorso per diventare ciò che il Ministero (lo Stato) li ha già fatti diventare? Un po’ come se ad un chirurgo che da anni frequenta la sala operatoria chiedano di fare un concorso per diventare…chirurgo.

Ma non basta. La graduatoria da cui Tizio è stato scelto, si chiama graduatoria ad esaurimento. Ora io che di queste cose non capisco una emerita cippa e che sono peggio della casalinga di Voghera (la donna in assoluto più citata di Italia anche se nessuno di noi sa che diavolo di faccia abbia) viene da pensare che se una graduatoria si chiama “ad esaurimento“ è perché destinata, nel tempo, ad esaurirsi. E che quindi togliere Tizio da quella graduatoria permetteva di ottenere questo obiettivo. Per di più: se togli Tizio dalla graduatoria, lo nomini di ruolo, lo licenzi…insomma se fai tutto tu almeno permetti a Tizio di rientrare nella graduatoria da cui TU lo hai tolto? No. Lo Stato dice a Tizio che non potrà più reinserirsi in quella graduatoria. Per forza, direte voi, è ad esaurimento. Bravi(ve l’ho detto che siete intelligenti). Peccato che per un paio di mesi il Ministero (lo Stato) decida comunque di riaprire la graduatoria (dove Tizio, essendo ancora di ruolo in attesa del licenziamento, non può iscriversi).

Insomma viviamo in un Paese dove non solo sono le geometrie ad essere variabili ma perfino gli esaurimenti,

Al di là delle inevitabili approssimazioni, questa vicenda è paradigmatica della superficialità, dell’approssimazione, dell’incompetenza con cui spesso il nostro Paese è stato governato e continua ad esserlo. Di come il declino del “sistema Italia” abbia responsabilità precise che nascono dalla volontà non di risolvere i problemi ma di complicarli. Con soluzioni non solo provvisorie ma che addirittura aggiungono problemi ai problemi per i quali in realtà erano state pensate.

E di come a farne le spese siamo noi,p. Tutti noi. Che di questa incompetenza continuiamo ad essere le sole vittime.

Ma, come sempre, va tutto bene madama la Marchesa…

Vive da sempre nella terraferma veneziana. Per cinque anni è stato Vicesindaco (con delega alle politiche culturali e turistiche) del comune di Mira. Laureato (cum laude) in Lettere a Padova ha collaborato per oltre un decennio coi quotidiani del gruppo editoriale Finegil (La Nuova Venezia, Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso), con La Repubblica e con Gente Veneta. Attualmente fa parte del collettivo redazionale della rivista Esodo. Si occupa di gestione del personale e della sicurezza presso alcuni musei veneziani. Nel tempo libero ama la montagna e le immersioni subacquee.