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Non ci sono capitata per caso. Né tantomeno ho deciso di trasgredire per una volta alla regola di pescare per questa rubrica qualche libro per me interessante e farne partecipi altri lettori. Perché sempre di libri si tratta. Di libri italiani . Ma riuniti in una libreria a Parigi. Chi mi ha indirizzato alla Tour De Babel, 10 Rue du Roi de Sicile , nel cuore del Marais, è stata una carissima amica italianista che da anni la frequenta e ne fa tramite per i suoi studenti.

Quello che mi ha attratto subito in questo luogo è il fatto che esso costituisca una sorta di volano per la circolazione di autori e di idee, che sia un luogo di respiro europeo , di cui noi tutti abbiamo bisogno in questa fase di chiusure politiche e di personalismi . Oltre all’idea che essa incarna di luogo di incontro fisico, reale, tra lettori e tra libraio e lettori, una sorta di antidoto ai supermercati del libro che stanno ovunque sostituendo le librerie come la Donchisciotte a Mestre, e di cui sentiamo tutti la mancanza.

Il libraio della Tour De Babel si chiama Fortunato Tramuta, siciliano ma fiorentino d’adozione che, dopo un esordio fiorentino nel settore librario con una libreria indipendente, arriva in Francia nei primi anni Ottanta, dove dapprima lavora nel settore editoriale come lettore della Guanda o come conservatore ed ordinatore per riviste come Illustrazione italiana o Illustrazione dello sport ; poi, da un incontro casuale con i proprietari della libreria, fa società con loro e comincia così la lunga avventura che ancora oggi continua.

La parola d’ordine della libreria è : solo libri italiani o di autori italiani tradotti in francese.

E anche per quanto mi riguarda, entrata per conoscere il proprietario e sbirciare per cogliere lo stile del luogo, quello che subito mi ha colpito è stato tra l’altro lo spazio dato alla nostra città, presente sia attraverso i nostri autori veneziani  tradotti in francese (Tiziano Scarpa, Venise est un poisson ) , sia attraverso un piccolo dizionario delle 100 parole utili per capire Venezia (Olympia Alberti, Les 100 mots de Venise ).

Il luogo non è grandissimo , ma l’autorevolezza del proprietario si diffonde al suo interno segnando di una luce diversa ogni angolo delle stanze: ci sono le nostre ultime novità in mostra, primo fra tutti il nuovo libro della Ferrante, ma i classici , gli imperdibili della nostra letteratura  novecentesca coprono uno spazio considerevole degli scaffali : il senso di straniamento che mi ha colto con il titolo di Tiziano Scarpa tradotto in francese lo ho poi ritrovato nel classico di Carlo Levi a me molto caro che suona in francese così “Les mots sont de pierre”. Il cortocircuito che si è prodotto in me è stato così duplice : un ritorno al periodo universitario e alle mie letture di allora,e la forza che può avere ovunque in Europa anche oggi un libro che ha segnato una generazione .

Ed ancora, sempre a proposito delle scelte editoriali, un grande spazio è dedicato alla casa editrice Folio, francese, in una edizione bilingue francese-italiano , che accoglie tutti i nostri grandi classici del Novecento , dal Collodi di Pinocchio a Moravia  e Calvino.

Ma torniamo ora di nuovo alla storia della Tour De Babel : quello che fa di una libreria un luogo dell’anima è anche, come in questo caso, la capacità di inserirsi in una serie di circuiti virtuosi che da Parigi si irradiano subito in tutta Europa, grazie a fiere internazionali come quella di Francoforte del 1982, che ha inserito nel gruppo di autori amici nomi come Del Giudice o Tabucchi , o attraverso il ruolo dei traduttori, come occasione per segnalare nuove presenze letterarie ritenute interessanti.

Ho scoperto inoltre che negli Ottanta Hugo Pratt e Lorenzo Mattotti (autore del recente film straordinario tratto da “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” di Dino Buzzati) sono entrati qui e Hugo Pratt è diventato una presenza familiare, in occasione della presentazione dei suoi libri più famosi.

Gli scrittori italiani che sono passati di qui in occasione del lancio delle loro opere  ne sono poi diventati frequentatori abituali ed hanno costruito speciali rapporti di collaborazione.

Ed infine i Dipartimenti di Italianistica delle Università di Parigi, e più in generale professori e studenti di italiano hanno potuto trovare qui un punto di riferimento prezioso per la diffusione reale della lingua e della cultura italiana.

Concludo con una affermazione del proprietario che toglie a mio avviso se ce ne fosse bisogno qualunque aura snobistica a questo luogo vibrante di idee : “Non ho mai capito la gente che dice che vendere libri non è come vendere patate. Non l’ho mai capita perché penso che le patate siano un prodotto altrettanto nobile che ha salvato e continua a salvare milioni di vite. Poi esiste la patata buona e quella cattiva come per i libri del resto. L’importante è scegliere le buone patate”.

Lunga vita dunque alla Tour De Babel, ai suoi libri , alle opere d’arte esposte in una piccola ala laterale, lunga vita a questo luogo speciale di Parigi che la fa più ricca, più viva, più vicina al nostro cuore.