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Luminosi Giorni, con spirito di servizio al fine di accrescere la consapevolezza per il prossimo voto alla Amministrative del Comune di Venezia, ospita una serie di interventi di personalità che riteniamo offrano spunti di riflessione per un voto ponderato e consapevole. Gli amici che hanno cortesemente offerto il loro contributo provengono da aree culturali, politiche e ideali le più diverse e offrono visioni talvolta molto confliggenti tra loro. Ma mai banali. Come Redazione ci piace pensare di poter contribuire a un confronto sereno e non fazioso sui temi che riguardano il futuro della nostra città. Alcuni degli autori scenderanno personalmente nell’agone elettorale. A loro, indistintamente, va il nostro in bocca al lupo e a tutti, candidati e no, un sentito grazie per la collaborazione.

Comincio con uno scaramantico, “spero di esserci” e facendo dei distinguo:

  • Quello che spero
  • Quello che temo
  • Quello di cui mi accontenterei.

QUELLO CHE SPERO

Spero in una Città che venga vissuta in maniera piena e connessa dove il concetto “de la de l’acqua” non ci costringa più in isole separate non ci faccia pensare come lontano un luogo che è invece vicino e raggiungibile, la nostra è una città immersa in un enorme Parco acqueo, perché di parco non di foresta si parla la Laguna è in gran parte un ambiente di produzione Umana , un Parco appunto e come tale deve essere curato e manutentato.

Spero in una Città in cui ambiente e produzione di benessere non confliggano ma siano due facce di una stessa medaglia

Spero in una Città capace di produrre e conservare cultura allo stesso tempo, ma una Cultura intesa in senso allargato che comprenda sia la Forcola che il dipinto del Giorgione, che esalti il Merletto di Murano e Pellestrina quanto gli spettacoli della Fenice

Spero in una Città che sappia vivere sia le sue terre sia le sue acque e che rispetti entrambe

Spero in una Città che recuperi i suoi Luoghi senza farli diventare dei Totem inaccessibili, penso a Forte Sant’Andrea, a Forte Marghera, alle Decine di isole in abbandono dove realizzare dei “Bivacchi di Laguna” creando un circuito turistico alternativo

Ma spero soprattutto in una Città operosa che non viva della rendita lasciata dai sui avi sfruttandone solo l’aspetto turistico, spero in Veneziani  che tornino ad essere Mercanti, Produttori capaci di vivere della “lentezza” insita nell’ambiente Lagunare ma che sappiano muoversi in mondo veloce e moderno come quello che ci aspetta

QUELLO CHE TEMO

Temo soprattutto le divisioni, i Guelfi e i Ghibellini per partito preso i NO e i SI assoluti incapaci di dialogare dove se vincono gli uni si cristallizza e mummifica il passato e non si produce il futuro e se vincono i secondi si realizza sostanzialmente la stessa cosa creando una economia basata esclusivamente sullo sfruttamento di un passato indubbiamente grandioso ma sempre e solamente passato.

Temo una Città che non sappia mai guardarsi da fuori, con occhio estraneo ma attento, capace di vedere sia i pregi sia i difetti, che si guardi solo da dentro, incapace di distinguere e di separare i primi dai secondi

Temo l’immobilismo e l’eccesso di pressapochismo

Temo gli amministratori corrotti e gli avventurieri economici di qualsiasi razza e provenienza

QUELLO DI CUI MI ACCONTENTEREI

Mi accontenterei di nuove forme di dialogo dove Sinistra e Destra non si azzannino per ogni calzino abbandonato per ogni atto compiuto

Mi accontenterei di una Città dove chi vince rispetti chi perde lasciando all’altra parte la possibilità di crescere e di evolversi

Mi accontenterei di una Città che sappia compromettersi salvaguardando l’ambiente e il lavoro

Mi accontenterei di un Pubblico che faccia crescere il Privato, e di un Privato che non si accaparri del Pubblico

Mi accontenterei di cittadini rispettosi delle leggi e delle norme, dove nessuno si senta in diritto di abbandonare ciò che più non gli serve sulla pubblica via, che sia una strada, un canale o una barena

Mi accontenterei del rispetto reciproco, della comprensione che tutti calchiamo la stessa terra e la stessa acqua

Forse mi accontento di troppo anzi di molto, scendere nei particolari sarebbe tedioso e lunghissimo, dovremmo parlare di Grandi Navi e di Alberghi, di Fabbriche abbandonate e Negozi chiusi, di Moto ondoso e di Tradizioni che vanno conservate e non tollerate, ma ci sarà modo di parlare anche dei singoli problemi in questa campagna elettorale anomala e veloce.

Chi è Paolo Cuman: classe ’49, vicentino di nascita ma residente da molti anni a Mestre, è stato Consigliere di Municipalità di Mestre Carpenedo (PD) e Presidente e anima dell’Associazione UnaeUnica che si è battuta per combattere la divisione del Comune nel recente referendum. È responsabile della sede della Canottieri di Mestre e appassionato di voga.