L’Impero Effimero

L'Impero Effimero

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Un tempo in una situazione simile a quella di oggi, pestilenze e febbri più o meno gialle, la preoccupazione di cittadini e governanti, fossero servi della Gleba o Principi Regnanti sarebbe stata quella di avere le cisterne d’acqua piene e i granai ben riforniti, e magari armi pronte per respingere gli sciacalli sempre pronti a gettarsi su un castello agonizzante.

Nella Moderna Pestilenza, invece la preoccupazione è lo Spritz quotidiano condito di stuzzichini e patatini, la rinuncia al cenone con o senza zampone, i mancati Botti di Capodanno con tanto di brindisi e trenini alla Umberto Smaila, e poi la sciata nel fine settimana con minestrone in un caldo Rifugione, il viaggetto magari a Lisbona. La sala del Cinema spenta, i Teatro blindato, e nel mezzo che i Ragazzi vadano a scuola, va a saperlo se per infondere loro virtute e canoscenza, o semplicemente per non averli tra i piedi in casa e poter andare al lavoro tranquilli.

Di Campagne, di Raccolti, di linee di montaggio si parla poco o nulla, quanto un tempo era considerato basilare è diventato secondario, l’effimero, il temporaneo, il tempo libero sono diventati i fondamentali sociali che riempiono i Giornali.

 Il lavoro, la trasformazione delle cose, la produzione di beni duraturi e di quelli di consumo primario, sono dati per scontati, manco c’è il dubbio che vengano a mancare come mancano in altri più poveri emisferi che arrivano a noi a bordo di Barconi.

Nella nostra opulenta Civiltà troppe cose basilari sono considerate di default, diritti acquisiti a prescindere da quanto si fa per mantenerli, cose che avvengono per natura, come l’alba e il tramonto, il sole e la pioggia, suona la sveglia e la luce si accende premendo il bottone, si apre il rubinetto e l’acqua scende copiosa, fredda o calda a scelta, e c’è pure quella dello sciacquone, sale il profumo del caffè e scegli tra nutella, marmellata e fetta biscottata, giri la chiave e il motore va, aspetti l’autobus e prima o poi passa, se è il tram è un po’ meno sicuro, ti cade in testa una tegola e arriva l’ambulanza, e se serve ci sono i Pompieri, i carabinieri, i finanzieri? Quelli meglio che stiano in caserma magari ti trovano qualche euro in nero in tasca, insomma con qualche inevitabile intoppo su cui ci permettiamo di gridare a più non posso, la Civiltà, questa Civiltà funziona, funziona così bene che del doman sentiam certezza, oppure no? Oppure senza averne coscienza siamo in ansia, un’ansia che ci attanaglia, la paura di scoprire che tutto quanto diamo per scontato dovrà essere nuovamente pagato.

Siamo convinti che quando saremo adulti e vaccinati, sempre che ci si riesca e che il vaccino funzioni in tutte le sue declinazioni, siamo sicuri che tolte le mascherine il mondo sarà lo stesso, che tutto resterà meccanicamente e sicuramente in funzione, che dopo il Lockdown non ci sia il rischio di un Gigantesco Blackout, il Paese sta accumulando debiti enormi con il futuro, e se il futuro ci stacca il contatore perché non paghiamo le bollette?

Tornando al titolo stiamo vivendo nell’Impero dell’effimero, un Impero che fonda il suo potere sulla creazione continua e instancabile di nuovi bisogni, non ci sono Faraoni o Imperatori al Comando, ma Consigli di Amministrazione, Amministratori Delegati, delegati da chi? vallo a sapere, ed è un meccanismo immane e infernale di cui nessuno sembra più avere il controllo, se si ferma, siamo persi, la sveglia suonerà perché è a batteria, ma la luce può venire a mancare e ci troveremo a pigiare l’interruttore a vuoto.

Melodrammatico? Forse, ma pensiamo a quanta parte della nostra economia è basata sul futile, sul non necessario, e quanta poca sia rimasta nelle mani di chi produce beni primari, è una stortura pericolosa, se le scelte di livello globale, vengono fatte non da chi produce, Grano, Energia, acqua, ma da chi produce fronzoli e consegna pacchi, se sì da più importanza allo stadio vuoto che alle aule deserte, c’è il rischio concreto che il meccanismo civiltà non abbia la cura necessaria e che dal Lockdown si passi ad un Blackout.

D’altra parte anche i fatti Americani di questi giorni sono una spia dei tempi, un tempio della democrazia invaso da Barbari con le corna, un Presidente in carica zittito dai Social, cosa che può anche farci piacere visto che ha subire l’ingiuria è Donald Trump, ma può essere zittito chiunque in questo modo sia che si chiami Donald o Francesco, c’è come l’impressione che la fine del Millennio si sia spostata di vent’anni, il Baco che tanto si temeva infettasse i nostri PC è arrivato in ritardo, e su un piano diverso, sta forse crollando un Impero, quello del Consumo, per andare verso l’Impero della Comunicazione o di qualcos’altro, ma l’interregno tra gli imperi come insegna il grande Asimof nella sua Trilogia della Fondazione, è quasi sempre un periodo lungo e molto buio

Classe ’49, vicentino di nascita ma residente da molti anni a Mestre, è stato Consigliere di Municipalità di Mestre Carpenedo (PD) e Presidente e anima dell’Associazione UnaeUnica che si è battuta per combattere la divisione del Comune nel recente referendum. È responsabile della sede della Canottieri di Mestre e appassionato di voga.