By

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da FISPMED, che ringraziamo per l’attenzione e la cortesia dello sforzo di circostanziare la propria posizione.

Ci riferiamo all’articolo “Beni pubblici. Attenzione e buon senso” recentemente apparso a firma Lorenzo Colovini e, nel ringraziare Luminosi Giorni per l’attenzione e per il diritto di tribuna gentilmente consentitoci, desideriamo rispondere ad alcune domande che del resto l’autore dell’articolo esplicitamente poneva alla nostra associazione circa le recenti polemiche relative al progetto di utilizzo della Caserma Pepe al Lido di Venezia.

Domande e curiosità ragionevoli e legittime che cercheremo nel seguito di soddisfare.

Innanzitutto un chiarimento: FISPMED ha vinto una regolare asta pubblica del Demanio (nel 2019) per un uso di 6 mesi. A conclusione di questo periodo dedicato dall’Associazione a realizzare rilievi, indagini e azioni di profonda pulizia del bene (considerando le limitazioni imposte dall’insorgere del covid19) ha rilasciato l’immobile come previsto, consegnando formalmente al Demanio una dettagliata relazione tecnica ai sensi delle disposizioni dell’art. 30 e seguenti del Codice dei Beni culturali, offrendo risorse specifiche per effettuare i primi lavori di messa in sicurezza e vigilanza.

Giova sottolineare che FISPMED è una ONLUS fondata assieme ad altri, persone fisiche e giuridiche, oggi 229 provenienti da 39 Paesi del Mediterraneo Mar Nero, da Roberto Russo. Il quale ha più volte esplicitato in passato, in forme pubbliche la condivisione di una strategia politica vicina al Sindaco (e forse questo non aiuta a valutare serenamente l’operato dell’organizzazione). L’ONLUS, aveva individuato tra i vari partner gestionali, nell’ambito di un tavolo istituzionale creato dal sottosegretario dell’epoca Prof. Michele Geraci, l’Associazione delle piccole e medie imprese cinesi (CASME) alla quale affidare 80 mq per creare un centro di formazione ed informazione per facilitare il dialogo tra le piccole e medie imprese cinesi e quelle italiane del nord est. Purtroppo, alla luce delle recenti sanzioni comminate della Commissione Europea a carico della Cina, l’Associazione non avrà più alcun ruolo.

Domanda di Colovini: qual è il piano di rientro di un investimento molto oneroso come quello citato? Da dove nascerebbero i ricavi, come si configurerebbe l’attività nel concreto? Come saranno utilizzati gli spazi immensi della caserma?

Risposta: il progetto si realizzerebbe grazie a un dettagliato piano economico finanziario del valore di 54 milioni (e sono d’accordo con Colovini: non esattamente bruscolini), coinvolgendo due Banche Pubbliche, ed una Banca Privata nazionale. Secondo la proposta di FISPMED alla Caserma Pepe sorgerebbe un Campus Universitario e un centro culturale legato ad attività formative, creative, artistiche espositive e museali (rimando a tal riguardo al sito web dell’Associazione, https://fispmed.wordpress.com/), alla pagina del sistema ecomuseale per l’area metropolitana veneziana. FISPMED è convinta con il confronto avuto con gli istituti di credito che le numerose attività svolte, determineranno il reddito sufficiente derivante dalla efficace gestione dei beni. Il corretto uso di queste risorse sarà naturalmente sottoposto a vigilanza degli organi pubblici e al controllo della opinione pubblica .

Il Partner individuato per il restauro è la Iannini Costruzioni dell’Aquila impegnata in quella città in cantieri di restauro e ricostruzione e a Venezia, tra altre attività, nella realizzazione degli studentati di Santa Marta e San Giobbe dell’Università di Cà Foscari.

L’articolo  si interroga poi sulla scuola di ospitalità facendo rilevare che già c’è in campo quella di Cà Foscari che dovrebbe andare all’Ospedale al Mare. Rispondiamo volentieri. In realtà la Schola Internazionale di Ospitalità non formerebbe operatori alberghieri ma, preparerebbe gli studenti al mondo della produzione agricola, trasformazione nell’ambito enogastronomico, turismo consapevole, ricettività e ristorazione. Una scuola di livello universitario, che adotta come linea guida la prevenzione e la salute al fine di dare piena attuazione allo stile di vita Mediterraneo.

Infine, la vexata quaestio dell’uso del Monastero attiguo alla Caserma.

Nella  versione del progetto presentato, secondo le disposizioni di legge da noi richiamate, al Comune di Venezia, sia ad aprile 2020 che nel marzo del 2021 (quest’ultima su richiesta formale del Comune stesso), abbiamo chiaramente descritto gli usi compatibili, previa razionalizzazione degli spazi (non tutto il Monastero è utilizzato  per svolgere le attività del Master) con il permanere dei corsi e degli uffici relativi. Dopo la scadenza del contratto con il Comune di Venezia, prevista nel 2023, sarà quest’ultimo tra l’altro a dover decidere, sempre secondo legge, chi dovrà utilizzare il Monastero nella sua interezza e con quali attività, certamente  noi di FISPMED non decidiamo nulla, possiamo solo presentare ipotesi. La nostra associazione, infatti, a tal proposito si è “semplicemente permessa” di ipotizzare usi compatibili, sempre legati alla formazione internazionale, quali scuola di alti studi in beni culturali, Scuola di ospitalità, area museale.

Tutto ciò premesso, FISPMED ha preso serenamente atto di quanto è successo e, ritenendo che la proposta sia solida, utile e proficua per il Lido e in generale per il territorio circostante, ripresenterà domande di concessione suddividendo i sedimi, a partire da quello demaniale. Con l’auspicio che siano considerate senza pregiudiziali dal Demanio, dalla Soprintendenza e dall’Amministrazione Comunale per le parti di sua competenza,

Infine, desideriamo precisare che concordiamo in pieno con la tesi che l’articolo espone in premessa: la sola soluzione praticabile oggi per l’utilizzo di Beni Pubblici di difficile utilizzo e costosissima manutenzione e successiva gestione è quello di affidarsi alla iniziativa capace dei privati, con le necessarie garanzie che hanno voglia, capacità e risorse per garantire loro vita e ricadute positive sulla cittadinanza.

Fispmed onlus ETS

fispmed@gmail.com