By

Affrontando la lettura del romanzo di Amy Bloom ” Due donne alla Casa Bianca” , i sentimenti di chi scrive si sono dipanati con crescente interesse ed emozione all’interno dell’analisi disincantata fatta dall’autrice a proposito della relazione trentennale tra Eleonor Roosvelt e Lorena Hickok, vista attraverso gli occhi della giornalista che è stata accanto così a lungo alla First Lady .

Si tratta di un libro estremamente eccentrico, soprattutto per il punto di vista con cui gli avvenimenti , gli incontri privati, il legame sempre più forte che si innesca tra queste due donne, si intrecciano con la Storia ,  quella con la Esse Maiuscola, la Depressione, la Seconda Guerra Mondiale,  l’immediato Secondo Dopoguerra, in una forma narrativa che costruisce due piani di racconto, uno concentrato nel lungo weekend in cui le due donne si riuniscono dopo molto tempo, all’indomani della morte del Presidente, l’altro che si dedica al racconto della loro amicizia, a come essa si sia sempre inserita con forza all’interno della vita quotidiana e familiare della coppia presidenziale, di come abbia vissuto fasi alterne, e si sia dovuta sempre confrontare con equilibri coniugali bizzarri, e con una grandissima invadentissima famiglia .

La frase con cui si apre il libro :”Non c’è amore come il vecchio amore” riunisce un sentimento fortissimo e speciale , che segue sottotraccia la vita di entrambe le protagoniste anche quando si incrociano per anni soltanto ad eventi pubblici organizzati alla Casa Bianca, o quando Hick si trova semplicemente ad essere ancora ospitata in una camera all’interno delle sede presidenziale, continuando la sua mansione di portavoce  ed inviata speciale .

L’opinione nei confronti del Presidente, nella sua faccia privata, emerge spesso : “…So che Franklin era divertente . I bambini ricordavano perfettamente quando ancora camminava e giocava a nascondino a Campobello o li portava a cavalluccio nei boschi di Hyde Park , e nessuno immaginava neanche lontanamente la sua faccia su francobolli e monete, se così si può dire…”

Quando il Presidente si ammala di poliomelite, con la speranza che le acque termali gli possano giovare, compra un villaggio vacanze in Georgia, e lo trasforma in WARM SPRINGS, un centro termale che secondo lui può ridare la speranza a molti poliomielitici. E ci si dedica , con quella dedizione che era anche l’assoluta dedizione alle cause migliori del Paese da parte di Eleonor. Ecco come Hick lo descrive :”…Era il re storpio, e quando mi disse che preferiva passare una serata a mangiare prosciutto in scatola e fagioli stufati con due quattordicenni di Biloxi, ripassando i numeri di canto e danza in carrozzella sui quali avevano lavorato, piuttosto che fare un aperitivo con Claudette Colbert, io gli credevo. Lui era la loro Eleanor.”

La forza della relazione tra queste due donne, che si amano passando attraverso il pericolo di uno scandalo che viene sfiorato ma non avviene mai in realtà, è fatta della condivisione di una vita ufficiale e di una relazione privata, in equilibrio così precario dopo la passione iniziale, che dopo qualche anno sono costrette a troncarla.

Le figure di contorno, le donne che si legano di volta in volta al Presidente, i parenti scomodi che ricattano Hick per uscire dalle paludi  pericolosamente in discesa della loro carriera, entrano ed escono dalla narrazione con grandissima abilità narrativa.

Ma sono i particolari più privati, i riferimenti a loro vecchie compagne che si preparano per la notte prendendo le pillole di rito e lamentandosi dei loro acciacchi, i ricordi della loro bellezza nell’amore anche se belle non erano né l’una né l’altra, la cura con cui Hick nel loro ultimo weekend domestico condiviso prepara la colazione, mette fiori nei vasi, rende “home” per entrambe la propria casa, anche se sa che sarà solo per pochi giorni : ecco ,sono questi i momenti più struggenti della narrazione, solo gli spiragli che fanno realmente intravedere la luce di questo sentimento inattaccabile dal tempo, da altri incontri, dall’ufficialità e dal senso morale della propria funzione pubblica che consegna ad Eleanor uno smalto che si porterà con sé fino alla fine.

Non è un libro che cavalca il politically correct , che permette oggi alla cultura americana  di parlare con nuovo disincanto e malcelato rispetto di coppie omosessuali, di problemi di genere, di afroamericani: la struttura ed il senso di queste pagine va oltre, ci accompagna con singolare attenzione attraverso una vicenda sia pubblica che privata, vicenda nota da molto tempo, ma che assume un nuovo significato nella rude delicatezza con cui Hick  ci porta con sé attraverso gli anni e i numerosi risvolti che la circondano.

E’ anche un libro sul potere pubblico e sulle  sue ombre private .

Ma è la luce di un sentimento pulito e inossidabile quella che emerge sempre su queste ombre. E la pagina finale del libro a mio avviso riassume in modo compiuto questo sentimento : “…La prima cosa che ho imparato in questo mondo è stata che ero sola e invisibile. Poi ho capito che non lo ero. Tu non sei soltanto il mio porto nella tempesta, che è quel che le donne di mezza età in genere cercano . Tu sei il mare e il sale scuro e scintillante, che si asciuga duro sulla mia pelle sotto un sole luminoso che sbiadisce. …Sei i cieli viola, la pioggia che schizza sulla sabbia finchè quasi non diventa fango, e sei la luce che arriverà. …Sei l’aurora, che fa scomparire il buio fino a quando la sabbia scintilla e le bambine tornano con i loro secchielli , mano nella mano.”

Eleanor ed Hick ci salutano così, mano nella mano, rimanendo per sempre nella nostra memoria di lettori del mondo e della Storia.

AMY BLOOM, DUE DONNE ALLA CASA BIANCA, FAZI EDITORE 2019

Elisabetta Ticcò è nata ed attualmente risiede a Mestre. Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Padova, nella stessa Università ha poi conseguito un Diploma di Perfezionamento in Storia dell’Architettura ed Urbanistica. Le sue attività si sono sempre suddivise tra il teatro, con una lunga attività giovanile nella “Bottega del Teatro” di Dario Ventimiglia, e il mondo della scuola, dove ha lavorato presso un Liceo locale per più di 30 anni. Negli ultimi vent’anni si è specializzata inoltre nella disciplina anglosassone del “drama in education”, dopo due Summer Schools presso l’UCE di Birmingham , ed ha operato come organizzatrice di corsi di lettura drammatizzata nelle Biblioteche della Provincia e come formatrice di insegnanti delle Scuole Primarie e Secondarie Inferiori