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Dopo il tempo senza tempo del lockdown 2020, dopo che le nostre case hanno assunto in questi ultimi due anni un significato  ora di prigione, ora di rifugio, ora di condivisione nuova , chi scrive desidera inaugurare l’estate di lettura 2021 con un confronto tra due graphic novels che, in momenti e in luoghi diversi , hanno onorato proprio questi due temi: la casa e il tempo.

Il primo di questi due libri , “Casa del tempo” di Roberto Innocenti, acclamato illustratore italiano, arricchito dai testi di Roberto Piumini, altrettanto acclamato scrittore e poeta , esce nel 2010,  la casa editrice La Margherita lo pubblica in splendida edizione nel 2018, ed è allora che l’ho scoperto, e me ne sono innamorata, al punto da costruirne la traccia per uno dei miei laboratori di lettura drammatizzata. A causa del virus, questo laboratorio è rimasto ancora un progetto.

Il tratto di Innocenti ci accompagna in una serie di magnifiche tavole attraverso un secolo di Storia italiana, vista attraverso le trasformazioni che un casolare nell’Appennino subisce nei vari momenti del secolo scorso, partendo dal 1900 , per arrivare al 1993.

L’introduzione ci insegna a trovare un significato proprio nelle pietre di questo casolare: “Quando si dice che le parole sono pietre, ci si riferisce alle parole violente. Ma se sono le pietre ad essere parole, e se sono le pietre-parole di una casa, non fanno nessuna violenza: al massimo la subiscono. Mentre le parole-pietre sono lanciate, le pietre-parole sono stabili, fedeli: sono prodotti sapienti e pacifici delle mani umane. Le parole-pietre colpiscono, distruggono. Le pietre-parole accolgono, ricordano. Le pietre-parole sono stabili, pacifiche, fedeli, accoglienti, testimoniali: sono, dunque, come le parole della poesia”.

Ed in un assetto grafico apparentemente sempre uguale, con la stessa immagine di casa e campi intorno e vigne e paesaggio collinare contiguo alla casa, attraverso gli anni e le guerre e la fame e la rinascita continua della vita arborea anche in mezzo alla morte degli uomini, le pietre di questa casa ci parlano degli uomini che la abitano, della traccia che vi lasciano, della loro relazione con il tempo dei giorni che si susseguono e con il tempo della Storia e dei suoi eventi.

Chi scrive ha spesso trovato in questo tipo di letteratura disegnata e raccontata, una forza diversa, un modo intenso ed inaspettato di colpire il cuore di chi sfoglia queste pagine, un dimensione del leggere e guardare assieme, che rende a mio parere particolarmente efficaci i messaggi sottesi, sempre quando naturalmente, come in questo caso, il pensiero, il progetto grafico, la costruzione delle parole di Piumini, lo rendono un’opera di altissima qualità . Una nota adesso sui testi di Roberto Piumini che accompagnano le tavole di Innocenti. E’ la casa che parla nei suoi versi, è la consapevolezza di ciò che dall’esterno cambia quello che non si vorrebbe cambiasse mai. Un esempio : i versi dedicati alla casa nel 1916, durante la Guerra. “ Certi aprili sono crudeli, / Guerre lontane e strade straniere, / lettere corte e lente, / alcune hanno un titolo di morte, / un sangue che non tinge / lenzuoli familiari, / e non ritorna. / Ha un bel biancare il ciliegio, / e ha un bel rosare il pesco : / accade la notizia, il fiore nero, / il conto del silenzio da pagare. / In certe primavere i cimiteri / fioriscon assenze d’improvviso,/ e il vento è più freddo nella sera. “

Recentemente chi scrive , in una delle sue frequenti incursioni nella sezione “Fumetti” della VEZ, dove tanti tesori ha sempre trovato, si è imbattuta in un autore spagnolo a lei sconosciuto, Paco Roca, acclamato come uno dei maggiori disegnatori viventi,  che in uno dei volumi lì presenti, “La casa”, dedica un accorato ricordo al proprio padre attraverso la casa dove ha abitato fino a poco tempo prima. Qui c’è la storia del lavoro di messa in ordine di questa casa da parte dei tre figli in vista di una futura vendita dell’immobile. Sono tre persone molto diverse tra loro, e nel loro modo di affrontare il lutto del padre attraverso spazi interni ed esterni, oggetti, ricordi più o meno forti ed intimi, accompagnano il lettore in un viaggio nel tempo , che passa dalla loro infanzia ed adolescenza al presente, per poi tornare al passato, fino a quello più recente, in cui per l’ultima volta si sono ritrovati tutti in un pranzo domenicale sotto la pergola , con il padre perennemente in ritardo perché affaccendato come sempre in qualche lavoretto .

Dal punto di vista del messaggio, di nuovo i due temi di fondo vengono squadernati nelle immagini con grandissima intensità : qui ci sono le parole che i fratelli pronunciano nel loro tempo del ricordo, ma ci sono anche quelle del padre o del vecchio vicino di casa, c’è la progressiva scoperta da parte dei fratelli che, alla fine, il loro legame, che credevano flebile, con quella casa lasciata molto tempo prima per vivere la loro vita altrove, è più forte del previsto, pensano di tenerla, di costruire un tempo di futuro per sé e le loro famiglie lì dove vedevano soltanto il passato.

Guardando adesso all’aspetto più tecnico-grafico, il senso del passaggio attraverso i vari strati del tempo e del ricordo viene risolto dall’autore attraverso l’uso del colore con cui spalma i diversi momenti dell’azione .

Qualche esempio : un rosa scuro nella prima pagina come sfondo alla  volta in cui il padre esce di casa, con i primi segnali del malore che poi lo accompagnerà fino alla morte; o ancora, giallo per i ricordi di loro da bambini che aiutavano il padre negli infiniti lavori di aggiustamento della casa ; ed infine azzurro, per le immagini del padre ormai malato e la figlia in attesa di essere ricevuti dal medico.

Questa volta le due opere qui presentate danno una visione personale del mondo e delle cose, e questi due grandi illustratori , pur in forme diverse, dicono lo stesso sentimento del tempo che corre, e di come le case ci insegnino a capirlo più in profondità.

Roberto Innocenti Roberto Piumini , “Casa del tempo”, La Margherita Edizioni 2018    ; Paco Roca “La casa” , Tunuè Edizioni 2016

Elisabetta Ticcò è nata ed attualmente risiede a Mestre. Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Padova, nella stessa Università ha poi conseguito un Diploma di Perfezionamento in Storia dell’Architettura ed Urbanistica. Le sue attività si sono sempre suddivise tra il teatro, con una lunga attività giovanile nella “Bottega del Teatro” di Dario Ventimiglia, e il mondo della scuola, dove ha lavorato presso un Liceo locale per più di 30 anni. Negli ultimi vent’anni si è specializzata inoltre nella disciplina anglosassone del “drama in education”, dopo due Summer Schools presso l’UCE di Birmingham , ed ha operato come organizzatrice di corsi di lettura drammatizzata nelle Biblioteche della Provincia e come formatrice di insegnanti delle Scuole Primarie e Secondarie Inferiori