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Nella sinistra, quella che si senta la vera, quella che dà o toglie la patente, quella che conserva la purezza delle origini, c’è una evidente nostalgia di minoranza e di opposizione.

Governare, specie a livello Nazionale, implica scelte, implica concretezza, ma soprattutto implica la capacità di parlare e comunicare con la componente maggioritaria dei cittadini, componente inevitabilmente varia e sfaccettata, visto che la “Classe Operaia” oltre a non essere andata in Paradiso, è stata frastagliata, divisa e depotenziata.

Quindi a chi bisogna parlare, chi bisogna, capire, chi bisogna culturalmente conquistare? Non più il solito “prestatore d’opera” ma l’artigiano, il professionista, la Partita Iva santa e maledetta, per non parlare dei precari e degli aspiranti al reddito di cittadinanza.

E qui la partita diventa difficile, le lingue sono diverse, i problemi complessi e spesso in contraddizione. Esempio? L’industria del Packaging, dà lavoro a migliaia di persone, ma al tempo stesso causa danni ambientali enormi, le Grandi Navi sono una piaga, ma ci mangiano 5.000 famiglie (magari dato da verificare e anche in questo caso c’è chi mangia 10 polli e chi solo una coscia) Il Commercio On Line distrugge il piccolo esercizio, ma chi rinuncia al pacco Amazon?

Valla a predicare la decrescita felice, in chi è nato in un’epoca che ti tempesta da mane a sera di offerte vertiginose, dal materasso miracoloso, allo Smartphone ultra mega galattico. Certo il lavoro a destra è molto più semplice e facile, basta promettere più Pil per tutti e mandare indietro i barconi ed il gioco voilà è bello e fatto.

Quindi praticando una bella ed eterna opposizione si finisce sempre per avere ragione, tanto l’occasione per la dimostrazione non arriverà mai, si resta belli duri e puri, sventolando cartelli e bandiere, facendo appelli e formando comitati come fossero ciclostilati.

L’alternativa? sarebbe una sinistra pragmatica, che si tolga dalle tasche le mani belle e pulite, che si faccia i calli con chiavi inglesi e martelli, costruisca, si ingegni, si sporchi, sbagli e ricominci da capo, che cerchi il bandolo della matassa. E la sbrogli invece di farla con rabbia a pezzi. Serve come il pane una Sinistra che sappia dialogare anche con i Brugnaro di turno, evitando di chiederne le dimissioni un giorno si e l’altro pure, che si adatti a fare quanto possibile e fattibile, tenendo i sogni come fari, senza dimenticare che sogni sono e sogni per molto resteranno.

Classe ’49, vicentino di nascita ma residente da molti anni a Mestre, è stato Consigliere di Municipalità di Mestre Carpenedo (PD) e Presidente e anima dell’Associazione UnaeUnica che si è battuta per combattere la divisione del Comune nel recente referendum. È responsabile della sede della Canottieri di Mestre e appassionato di voga.