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Molto rumore ha fatto l’intervento di Orsini su Hitler. In realtà ha detto una un’ovvietà. Ha detto che siamo entrati nella seconda guerra mondiale perché all’epoca c’erano delle alleanze internazionali che prevedevano degli automatismi di intervento di mutuo soccorso. In effetti se Francia e Gran Bretagna non fossero intervenute quando Hitler ha invaso la Polonia – così come fatto poco prima con la Cecoslovacchia – non sarebbe scoppiata la guerra mondiale. E non sarebbe scoppiata nemmeno se avesse poi attaccato altre nazioni e ancora lo si fosse lasciato fare.. E così, per estensione: se c’è un Hitler o qualsiasi altro svitato che fa quello che vuole e lo si lascia fare, al limite lo si lascia soggiogare tutto il mondo, la guerra non scoppia mai. Lapalissiano.

Ma l’esempio così inutilmente impegnativo – forse dovuto all’inclinazione del professore a spettacolarizzare a uso mediatico le sue esternazioni – ha fuorviato l’attenzione dal punto chiave. Al garrulo polemista interessava porre il seguente sillogismo:

  • Tutte le alleanze internazionali portano alla guerra (vedi sopra)
  • La NATO è un’alleanza internazionale
  • La NATO porta alla guerra

L’argomentazione era dunque funzionale a dire che la NATO è il male assoluto. Ovvero, per estensione quasi necessitata, che gli USA sono la peggiore fetecchia del mondo. Con le ovvie conseguenze sul giudizio circa la posizione presa dal nostro Governo.

E certo Orsini non è solo. Esiste nel nostro Paese una vastissima platea di persone che nutre una assoluta, irriducibile, avversione per gli USA che vedono come la sorgente di tutti i mali del mondo.

Ma il sentimento antiamericano non è il solo attraverso cui si compatta la nutrita pattuglia di coloro (temo maggioritaria nel Paese) che per un motivo o per l’altro sono più o meno ferocemente contrari a non armare Kiev. Questa opzione, molto popolare, si fonda su una o più delle argomentazioni che seguono, per ciascuna delle quali tento di indicare anche il mondo di riferimento:

  • L’invasione di Putin è giustificata dai crimini ucraini nel Donbass e dalle mire “espansionistiche” di Kiev nelle repubbliche di Lugansk e Donetsk per l’incredibile pretesa di espandersi.. nel suo territorio legittimo e da varie altre nequizie.

È un sentimento di cui si nutre un variegato mondo tra Orsini, il Fatto Quotidiano, 5stelle e intellettuali – o presunti tali – di sinistra chic.

  • Un viscerale sentimento anti USA e anti NATO visti come il male del mondo

Tra chi nutre questa percezione vi sono molte persone di destra. Che dimostrano un furore antiamericano che neanche Che Guevara.. Ipotizzo che su queste faccia premio il sovranismo, ovvero una concezione del mondo fatto da patrie e quindi gli USA siano visti come impiccioni che non si fanno gli affari loro. Questo spiegherebbe perché invece Trump era così popolare, proprio per il suo esibito disimpegno verso l’Europa (e segnatamente per l’Europa unita). E forse sotto sotto di Putin piace il bordo di cultura valoriale tra machismo, vecchi cari valori Dio Patria e famiglia e fastidio per il diverso.. vedasi l’ameno Kyrill che benedice la crociata anti gay e drogati.

Ma la spina dorsale, l’ossatura portante di questo fronte è costituita da un variegato portafoglio di intellettuali (o presunti tali) di sinistra. Quasi spiazzati che ci sia una guerra in cui gli USA non sono l’aggressore e ansiosi di ritrovare le coordinate classiche della critica all’”amerikano” e più in generale col modello capitalista ovvero al nostro mondo, al nostro modello di società. Sono i cascami, abbastanza incredibilmente, di chi ha creduto al comunismo e, caduta l’illusione (certo pochi possono credere che Putin abbia anche solo la parvenza di comunista), sono rimaste le infrastrutture al contorno, tipicamente appunto la critica al modello occidentale.

  • La continuazione della resistenza ucraina comporta inevitabilmente atrocità, lutti e devastazioni.. meglio la pace a qualunque prezzo. Del resto, Orsini insegna “un bambino è felice anche sotto una dittatura”.

Tutto il mondo dell’irenismo come valore unico e assoluto, diciamo sinistra estrema e cattolici.

  • La guerra avrà un impatto economico fortissimo su tutti noi, ma perché dobbiamo fare rinunce per gli ucraini, che sotto sotto sono pure nazisti?

Prevalentemente destra – Salvini praticamente lo ha detto – ma io penso che sia un retropensiero, che per ipocrisia non viene esplicitato, di TUTTI.

Sono posizioni che non condivido e alcune di queste le trovo miserabili. Ma tant’è, va riconosciuto che hanno almeno in parte una loro ratio.

Preso atto di tutto questo, però due domande si impongono a tutti costoro: sei conscio che se non si fossero mandate armi a Kiev l’esito necessitato dell’invasione di Putin sarebbe stata la caduta dell’intero Paese? E, sei conscio che togliere ora il supporto a Kiev avrebbe come esito finale una drastica mutilazione territoriale dell’Ucraina?

Se la risposta fosse: “sì, ne sono conscio ma..

.. non me ne frega nulla degli ucraini, io penso al gas per le nostre industrie e le nostre case”

.. agli ucraini gli sta bene, che sono tutti nazisti”

.. prenditela con gli americani e la NATO, è tutta colpa loro”

 .. meglio una pace imposta e una dittatura che continuare con morti e distruzioni”

.. beati gli ucraini che vivranno in un paese comunista e sano e non in una malata democrazia come la nostra” (sì, ho letto pure questa!!)

sarebbe una risposta coerente.

Ma guarda caso quasi sistematicamente ci viene apparecchiata una risposta del tipo “asino chi legge”: nooo, mica io voglio che l’Ucraina venga sottomessa o mutilata, io dico che si deve aprire un tavolo di trattative e negoziare la pace.

Peccato però che a oggi da parte russa, da Putin, Lavrov, Peskov, dall’ameno Kyrill e dai giornalisti di regime generosamente accolti nei nostri talk show, non c’è alcuno spiraglio, neppure danno l’idea di avere in testa un terreno comune di partenza.. negano le stragi anche contro l’evidenza, parlano di denazificazione, di missione storica per riparare alla catastrofe della fine dell’URSS, di guerra a un governo di gay, di legittima difesa come se fossero davvero minacciati i confini nazionali.

E suona strano che tutti costoro siano così pronti a criticare gli eccessi (CHE CI SONO) verbali di Biden, che addirittura sostengono che USA e UK fanno di tutto per proseguire la guerra, facciano financo taglia e cuci delle dichiarazioni di Stoltenberg per fargli dire quello che non ha detto, ignorino gli sforzi europei di dialogo (beninteso: su cui si deve assolutamente insistere!) e di portare Putin alla ragionevolezza.. ma sulle cazzate sesquipedali che vengono dall’altra parte (quella con la quale ci si dovrebbe sedere al tavolo di pace!!) non dicano nulla.

Curiosa asimmetria. E enorme ipocrisia.