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Non ha avuto l’eco che meritava la proposta di un emendamento al Decreto Milleproroghe, a firma Pellicani/Di Giorgi, teso a dare ai Sindaci il potere di legiferare in tema di affitti turistici nelle loro città. Come trasparentemente rileva lo stesso Pellicani (riporto testualmente le sue parole) “pensare di risolvere un problema così complesso era una forzatura ma l’obiettivo era gettare il sasso nello stagno. Mettere di fronte Parlamento e Governo a un problema che, in una città come Venezia, è esplosivo”.

L’effetto sasso nello stagno sembrerebbe raggiunto se, a fronte del ritiro dell’emendamento stesso il Governo si è impegnato a riprendere il tema con un’apposita Proposta di Legge (strumento oggettivamente più consono alla delicatezza e all’importanza della questione). È un risultato importantissimo.

Più avanti entreremo nel merito della tecnicalità delle proposte di Pellicani ma sono gli aspetti di principio, fondamentali, che rendono l’iniziativa importante e significativa. Vediamoli subito.

L’iniziativa di legge è firmata a quattro mani da Pellicani e dalla collega Rosa Maria Di Giorgi, Deputata di Firenze. Significando in maniera plastica che il problema riguarda tutte le città d’arte (a Venezia, per tutta una serie di motivi, è più esplosivo che altrove) e l’Italia, buona ultima, comincia a prenderne atto dopo che all’estero si sono mossi da quel po’ (come impietosamente fatto rilevare dalla delegazione UNESCO in recente visita).  Significa che anche in Italia il Legislatore prende atto che il concetto di bene pubblico si può (e si deve, aggiungo io) estendere anche a elementi immateriali quali l’esistenza in vita dei centri storici. Il concetto prevale sul diritto di fare ciò che si vuole della proprietà privata, esattamente come, per esempio, se un tizio possiede un terreno non è solo perché lo possiede che ci può costruire sopra l’Empire State Building. Infine, è molto corretta la previsione che il potere legislativo sia affidato ai Sindaci essendo questi che hanno il polso della situazione (e saranno giudicati sulle loro decisioni dagli elettori). Ad oggi infatti i Sindaci sono sostanzialmente impotenti; il povero Brugnaro ha dovuto ricorrere allo stratagemma, peraltro geniale, di obbligare alla fossa settica ma si tratta chiaramente di una forzatura.

La Proposta di Legge, venendo al merito, prevede che oltre il limite di tre camere l’attività di locazione turistica costituisca attività imprenditoriale (con obbligo di partita IVA). Pone così sacrosantemente fine alla somma iniquità che chi oggi affitta ai turisti (magari decine di case) sia soggetto alla ridicola tassazione della cedolare secca. Prevede poi che il Comune possa subordinare l’attività alla concessione di una licenza stabilendone annualmente il numero. Infine (confesso che questa è l’unica disposizione che non mi convince molto) può porre un tetto al numero di giorni all’anno in cui l’appartamento può essere locato (proposta questa che era stata fatta da Italia Nostra).

Ma il contenuto delle proposte è, come riconosce lo stesso Pellicani, relativo; le proposte possono essere discusse e negoziate. Il punto fondamentale è che il tema è finalmente sul tavolo.

l'On. Nicola Pellicani

l’On. Nicola Pellicani

Non resta che attendere fiduciosi l’avvento della Proposta di Legge sperando in una positiva evoluzione. Sapendo peraltro benissimo che sarà durissima e soprattutto che, anche qualora la Proposta diventasse effettivamente legge, sarà solo l’inizio di una battaglia all’ultimo sangue.. la Legge darebbe infatti solo facoltà ai Sindaci di porre limitazioni. Gravandoli di una responsabilità mica da ridere. Perché porle significherà mettere pesantemente le mani nelle tasche di molti soggetti interessati. Non solo, attenzione, di coloro che su questa attività fanno bei soldini, non solo di tutti coloro che campano sull’indotto ma anche della generalità dei proprietari di case, sia perché impatterà sul valore immobiliare (non credo serva spiegare perché) sia perché verosimilmente comporterà una diminuzione media dei canoni di mercati per la residenza (perché vi saranno appartamenti che rientreranno in questo mercato aumentando l’offerta).

Insomma, non facciamoci illusioni: la battaglia, o forse meglio dire la guerra, sarà cruenta. Per qualunque Sindaco. Però certe guerre vanno combattute.. Conforta che l’iniziativa di legge venga dal PD e che Brugnaro abbia concretamente dimostrato (magari in ritardo..) la consapevolezza che la regolamentazione degli affitti brevi non è più rinviabile basti vedere a che punto è diffuso il cancro delle affittanze turistiche nella bella immagine in copertina, di Generazione ’90. E pure anche le Associazioni dovrebbero essere in sintonia. Per esempio UACP parla nel suo programma di riforma della fiscalità per contrastare la trasformazione di alloggi a uso turistico e favorire la locazione di lungo periodo. Per la verità sembra di capire che si pensi più, come strumento di intervento, a beneficiare fiscalmente chi affitta a residenti (ma è una leva col braccio troppo corto) ma insomma l’intendimento sembra condiviso.

Sembrerebbe quindi (il condizionale è d’obbligo) un orientamento bipartisan. Sarebbe in ogni caso estremamente opportuno che tutti i candidati sindaci dichiarassero le loro intenzione nel caso il PDR Pellicani/Di Giorgi andasse in porto (ma sono quasi sicuro che nessuno lo farà).

Per ora comunque, un grazie grande come una casa (ci sta proprio, visto il tema..) a Nicola Pellicani. Bravissimo!

Nato a Venezia, vi ha sempre risieduto. Sposato con una veneziana, ha due figli gemelli. Ingegnere elettrotecnico, all’Enel dal 1987, è stato Responsabile della Zona di Venezia. Attualmente lavora come International Business Development Manager, sempre per l’Enel, lavoro che lo porta a passare molto tempo all’estero. È stato presidente del Comitato Venezia Città Metropolitana.