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È un termine profumato di speranza, proprio come certi fiori d’incanto che nascono nel deserto. In psicologia, viene definita come “la capacità dell’uomo di affrontare le avversità della vita, di superarle e di uscirne rinforzato e addirittura trasformato positivamente”. È una condizione che, in questi tempi melmosi, ci chiama in causa cercando il buono nel quotidiano. Penso a Rosario che sputtanata una vita ai tavoli da gioco ora fa il cuoco in una mensa per i poveri. A Teresa che, rimasta vedova precocemente, si è offerta di accudire i bambini del condominio, mettendo a disposizione dei vicini che lavorano la sua esperienza di mamma. A Marta e Giovanni che partiti per l’est, per un’adozione internazionale, si sono trovati davanti ad una scelta: il piccolo assegnatogli dal tribunale aveva un legame di fratellanza con un altro bambino all’interno dell’istituto, dividerli sarebbe stato un ulteriore trauma, allora due o nessuno… Così dopo una notte senza sonno, i loro cuori hanno deciso che avrebbero potuto accogliere questa sorta di gemelli diversi, con tutte le trepidazioni. Sono storie di resilienza che nei giornali non troverebbero lo spazio di una riga, eppure hanno in sé una forza carsica capace di creare sentieri luminosi.

Monique Pistolato, nasce a Parigi da genitori veneziani. E’ una scrittrice di narrativa. Ha pubblicato le raccolte di racconti: BUM BUM, edizioni la meridiana, 2004; Un’altra stanza in laguna, ibis, 2005; Un tempo necessario, edizioni la meridiana, 2007. Sempre con la valigia pronta, naturalmente scrive di viaggi. Con Venezia guida alla città invisibile. Dieci itinerari insoliti e curiosi per calli e canali, ibis, 2010, coniuga l’affetto per la sua città alla narrazione. Fresco di stampa La carta non è impaziente. Lettura e scrittura: piccole forme di eternità, ibis, 2012. Vive e lavora a Venezia. Per saperne di più www.moniquepistolato.it