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22 Agosto 2025La Biblioteca civica VEZ, nei mesi scorsi, ha organizzato una serie di incontri nel nome del “mondo in metamorfosi” , che hanno permesso ai lettori presenti di spaziare dal punto di vista letterario, scientifico, musicale, geopolitico, economico, nella contemporaneità così complessa che ci circonda. L’ultimo di questi incontri a cui ho partecipato, aveva per protagonista Susanna Tartaro, giornalista radiofonica di RADIO 3 ,ed attuale conduttrice della rubrica pomeridiana FAHRENHEIT, dedicata ormai da molti anni al mondo dei libri.
Presentava in questa occasione un breve volume di riflessioni, diari quotidiani, soprattutto pensieri poetici in relazione al suo mestiere in RADIO RAI, che assumeva prima in sua presenza, poi sotto i nostri occhi di lettori, una particolare forma di passione e di grazia.
Il titolo del libro è “Le mie cose preferite”, con un chiaro riferimento al titolo della canzone che fa da sfondo in apertura di trasmissione appunto alla rubrica pomeridiana, e che è musica nota agli appassionati di cinema, per essere stata parte della colonna sonora del film musicale “Tutti insieme appassionatamente”.
Ma è anche un pretesto per elencare , breve paragrafo dopo breve paragrafo, tutto ciò che rende la sua vita serena ed appagata, prima fra tutti la sua professione.
Le pagine dedicate alle sue giornate di lavoro, agli incontri eccezionali, alla trasformazione tecnologica che ha rivoluzionato il ritmo organizzativo delle trasmissioni, sono un inno alla bellezza, alla poesia della radio. “…La radio e la poesia hanno in comune la materia di cui sono fatte : l’aria. …Sono fugaci, la radio e la poesia, sono musica, canto, soffio, parola”. P.23
La storia della Radio è tutta nelle poche parole forti e cariche di affetto che l’autrice dedica ad un tecnico della vecchia scuola che, a metà tra un artigiano ed un mago, indossava tra i pochi alla fine degli Anno Ottanta un camice bianco ,e faceva miracoli di tagli e aggiunte di nastri per dare senso alle trasmissioni registrate.
Ma anche quando Susanna Tartaro sottolinea le sostanziali trasformazioni tecnologiche che hanno in qualche modo tolto “smalto” ai vecchi artigiani, resta sempre il calore delle relazioni tra colleghi, l’ammirazione per alcuni settori che non le competono ma che sono base anch’essi del palinsesto di RADIO 3 da ormai molti anni, come quello di Radio 3 Scienza. A pag. 100 ci accoglie un singolare divertente episodio : quello in cui viene invitata coi suoi colleghi in Sala M “…per assistere ad una puntata speciale con un’ospite in studio di notevole caratura : tre etti di luna”. La scaglia di luna, appoggiata con cautela sopra il pianoforte che sarebbe poi servito per la rubrica “Lezioni di musica” , veniva raccontata scientificamente, in un mix, di nuovo, di parole, scienza, musica, poesia, ad ulteriore riprova del fascino multicolore del mezzo radiofonico.
Appare spesso la poesia in queste pagine: Basho, maestro di Haiku giapponese, diventa fonte di ispirazione e di conforto per l’autrice durante un periodo di forzato riposo in seguito ad un incidente, (scopro tra l’altro che l’autrice tiene un blog poetico dal titolo “Daily Haiku” ) “…Basho è il personal trainer per riabituarmi al movimento. E stringere il mondo, provando a racchiuderlo nel palmo della mano, per poi dolcemente riaprirla, sarà il mio esercizio di fisoterapia”. P.19
Essa afferma poi più avanti che la poesia per lei ha un esplicito effetto terapeutico, ogni poeta è per lei spunto per azioni e pensieri diversi “…C’è chi mi fa pregare, chi scalare una roccia, chi mi insegna i nomi degli alberi, chi mi insegna a partire per un viaggio lontano,… chi mi offre una caramellina zuccherosa, chi un pasto frugale, chi mi invita ad un banchetto…”.
Ed ancora la Radio come essenza poetica ritorna a pag.57 quando dice “…La radio è poetica anche quando non parla di poesia, anche quando non emette suono, fa silenzio quando fuori c’è rumore…”.
Uno spazio speciale in questo breve appassionato volume, è dedicato dall’autrice alla fortuna di avere incrociato , in radio, od in interviste esterne da inserire poi nella trasmissione, personaggi del mondo culturale italiano , che le avrebbero cambiato ancora una volta in senso poetico la visione del mondo.
Alcune pagine cariche di ammirazione e di ricordo affettuoso sono dedicate ad esempio ad Amelia Rosselli, guardando da un autobus la casa dove abitava , e da cui si sarebbe tolta la vita nel 1996 ; ed ancora, sul filo dell’amore per Roma con tutte le sue contraddizioni , emerge la figura di Gabriella Ferri, in un incontro notturno dove la cantante incarna “…una creatura mitologica e terribile, di terra e di fuoco, una ninfa che avrebbe dato filo da torcere al povero fauno che mai le si fosse avvicinato…”
Ma un vero tributo d’amore è quello che l’autrice rivolge alla poetessa Patrizia Cavalli, ripercorrendo in un brevissimo paragrafo l’ammirazione nei suoi confronti lungo anni di interviste fatte o progettate ai diversi festival letterari. La frequentazione della casa della poetessa segna di ricordi vividi la memoria dell’autrice , di brevi frasi che commentano il suo invecchiamento, di testi di sofisticata profondità che Susanna Tartaro si porta con sé come un regalo speciale da leggere e rileggere.
Cosa non devo fare
Per togliermi di torno
La mia nemica mente:
ostilità perenne
alla felice colpa di essere quel che sono,
il mio felice niente. (Patrizia Cavalli, Vita Meravigliosa, Einaudi 2020)
Le due ultime note in chiusura alle riflessioni in merito a questo libro sono dedicate ai due punti di partenza e di arrivo circolari della radio : l’ascoltatore e il conduttore ideale.
Per quanto riguarda i primo, tra i quali con orgoglio mi annovero, ed è il principale motivo per cui ho voluto parlare di questo libro, viene definito dall’autrice come imprescindibile nel suo lavoro, e a capire meglio chi fosse ha fatto anche un giro per l’Italia per raccogliere dal vivo quante piu’ informazioni possibili. Il risultato è stato il seguente:” …ma la sensazione era sempre la stessa: una vera e propria rimpatriata, fra sconosciuti, ma che si riconoscono”. Sì è facile per noi ascoltatori di Radio 3 riconoscerci in fretta, è stato così anche alla VEZ durante la conversazione di Susanna Tartaro, era come tornare a casa per ognuno di noi.
Ed infine consegno ai miei lettori le righe dedicate dall’autrice al conduttore ideale, in un fantasmagorico elenco delle sue caratteristiche, salutandola in attesa che venga l’ora anche oggi per la sua trasmissione, già sentendo negli orecchi il notissimo motivetto “…My favourite things…”.
“…Il conduttore ideale è un animale fantasmagorico dagli occhi di geco per tenere tutto sotto controllo, dalle pupille di lince per cogliere ogni labiale che provenga dalla regia, ha leggerezza di pipistrello per non sentire i fogli sul microfono e grazia di fenicottero per mettere a proprio agio l’intervistato….Memoria di elefante e lingua di rana che mai si impicceranno, una zampa di canguro per saltare da un argomento all’altro e una di bradipo per fermarcisi su. E la mente di Umberto Eco”.
Susanna Tartaro, Le mie cose preferite, Marsilio Specchi ,2024



