
A proposito di sicurezza. Al Lido
31 Agosto 2014
Il caso e la necessità
3 Settembre 2014
Il Sindaco che verrà comincia a prender forma anche se ancora troppo confusamente, in assenza di candidati “irrinunciabili”, in mancanza di quella persona che dovrebbe assolvere alle funzioni di leader (personalità, carisma, preparazione, statura personale e politica) di una squadra.
E sì perché in questo contesto oggi paradossalmente conta più la squadra che il leader: è ovviamente una forzatura nella cornice della politica personalizzata all’estremo , che non è solo un fenomeno italiano, ben si intende, ma ormai attraversa, politicamente da destra a sinistra, l’Europa e non solo.
Ma non è una forzatura per la complessità dei problemi sul tavolo della politica cittadina, non lo è perché richiede competenze e conoscenze che non si comprano un tanto al chilo al supermercato e lo è perché con la sola leadership – Cacciari sindaco docet, tralasciando per carità di Patria la tristissima esperienza della Giunta orsoniana – non si va molto in là e i danni che si possono creare generano contraddizioni e cul de sac poi difficilmente districabili.
E allora eccoli i campioni in campo: i giornali si sono incaricati di squadernare le ipotesi in questa pausa agostana. Ma, al di là dei sempre possibili ballon d’essai, sono tutti nomi credibili che al momento giocano molto coperti, attentissimi a non rivelare le proprie ambizioni personali, molto guardinghi e diplomaticamente lontani da qualsiasi presa di posizione che possa prefigurare apertamente un impegno concreto, in attesa che i tempi si stringano e che le scelte diventino immanenti. Solo allora sarà il momento di andare a “leggere le carte”.
Casson, Baretta, Pellicani, Baratta e di rincalzo, defilato, perché meno “pesante” rispetto ai competitor appena citati, Molina: questi al momento sono i nomi che circolano nel campo del centrosinistra.
Il centrodestra non si esprime anche se in controluce si intravede una Zaccariotto (sandonatese doc!) che scalpita e, ancora più in filigrana un Malgara jr. che pochissimi conoscono se non per il cognome che porta.
Alla stregua di Nicola Pellicani che, dignitosissima persona, discreto giornalista del gruppo Espresso, ottimo direttore di una preziosa e lanciatissima Fondazione omonima, ha il vantaggio di portare un cognome che ancor oggi pesa in Città, ma soprattutto gode della piena fiducia e dell’investitura del deus ex machina della politica veneziana di questi ultimi 20 anni: Massimo Cacciari, che non solo presiede la stessa Fondazione ma condivide con la famiglia Pellicani un’amicizia fraterna con il Capo dello Stato, hai detto niente….
Casson e Baretta hanno ruoli parlamentari di assoluto rilievo ma alla bisogna, su posizioni non del tutto conciliabili all’interno del CSx, potrebbero sfidarsi nella competizione preliminare delle primarie del PD.
Perché questa è l’altra imprescindibile condizione per decretare il “campione” che scenderà in campo a confronatrsi con il Cdx.
Baratta è un “fuori ruolo” perché le sue innegabili capacità di ottimo manager pubblico non si combinano con l’appartenenza al PD: non dobbiamo dimenticare che nella prossima tornata amministrativa veneziana, a meno di rivoluzioni copernicane, il PD, per pubblica dichiarazione dei suoi vertici nazionali, regionale e locali, vuole schierare ai nastri di partenza un SUO candidato.
Ma la vera variabile, non proprio indipendente, in questo quadro ipotetico è rappresentata dall’investitura che Renzi vorrà esprimere. Perché nessuno credo possa pensare che colui che oggi sta tenendo in piedi il PD – sul piano dei consensi prima di tutto – voglia rinunciare ad esprimersi, per tutte le ragioni che sottendono, su una delle più importanti sindacature italiane.
Ed è qui che si faranno i giochi: sulle alleanze con Renzi, sugli endorsement trasversali, sulle coperture politiche e culturali. Qualcosa si sta muovendo, o meglio se ne percepiscono i primi rumors: Cacciari che adotta una posizione non eccessivamente critica nei confronti del Primo Ministro per favorire “il suo” candidato; in questa ipotesi quanto tiene la virtuale alleanza fra Casson e il mondo “Rossoverde”? Vale di più questa o lo storico, consolidato, profondo rapporto fra Cacciari e Bettin?
Molina, viene ultimo, non perché non abbia capacità, meriti e competenze; in più dalla sua ha la giovane età (qualità renziana a tutto tondo) e, cosa non del tutto irrilevante, la sua appartenenza alla corrente del leader Renzi fin dalla prima ora. A questo aggiungiamo un suo appeal verso alcune delle “Civiche”, che forse non diventeranno “Liste”, almeno non tutte, ma che esercitano una certa pressione e una certa capacità di movimento che non va sottovalutata. Anche se tutto questo potrebbe non bastare né a Molina, che vorrà presentarsi a tutti i costi alle primarie, né alle Civiche per trovare rappresentanza programmatica all’interno della compagine che verrà eletta.
Perché, se è vero che il sentire comune oggi è rivolto a qualcosa che indifferentemente sia diverso dalla politica-politicata, non si può negare come questa capacità di “fare politica” non possa prescindere, in ogni caso, dai partiti soprattutto se rinnovati nelle rappresentanze, nei metodi, nei programmi.
E la necessità di una riorganizzazione interna dei partiti forse è la ragione principale che spinge la maggioranza della politica cittadina a lasciare che il Commissario Zappalorto svolga il suo mandato fino alla scadenza naturale.
Dei programmi, magari ne parleremo in altre occasioni, quando saremo in grado di discernere meglio i profili delle candidature, non possiamo esimerci dal metterne lì qualche titolo, persino banale e ripetitivo:
Riorganizzazione della Macchina Amministrativa (efficienza e produttività)
Partecipate comunali (Cottarelli docet)
Riqualificazione urbana (urbanistica, sicurezza, qualità della vita)
Attività produttive (Porto, Porto Marghera, Turismo, Cultura, Commercio)
Residenza (x mantenere, se non incrementare gli abitanti della Città)



