
Fratture pericolose
24 Marzo 2017SOVRANISTI SI, MA PER UN’EUROPA SOVRANA
26 Marzo 2017Le celebrazioni per il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma alle quali parteciperanno i capi di Stato e di Governo dei 27 membri dell’Unione Europea è auspicabile diventino un’occasione di bilancio e di rilancio del processo di integrazione in uno dei momenti più difficili per la storia europea dal dopo guerra.
Per quanto riguarda i bilanci, tra i tanti aspetti che potrebbero essere esaminati, quello del diritto è uno dei più interessanti.
Ci si può in effetti spingere a dire che l’Europa del diritto è stato ed è un successo.
Si tratta dell’Europa che ha contribuito ad introdurre regole volte a una più decisa tutela dell’ambiente e della sicurezza alimentare.
E’ la stessa Europa che ha elaborato regole a tutela e beneficio dei consumatori mediante l’introduzione di una più radicata cultura delle regole sulla concorrenza.
A ben guardare grazie alla legislazione comunitaria sono state introdotte regole uniformi per le imprese e per le società degli Stati membri.
Da non trascurare anche quanto fatto per agevolare ad esempio il recupero dei crediti, mediante il c.d. Decreto Ingiuntivo Europeo.
Anche molti temi legati al lavoro, come il riconoscimento sia dei titoli di studio che di quelli professionali hanno reso più agevole la mobilità lavorativa.
Del pari, in materia di occupazione, molta importanza l’hanno avuta i provvedimenti per garantire parità di trattamento tra le persone sul luogo di lavoro nell’Unione Europea, come recentemente dimostrato dalla sentenza della Corte di Giustizia in tema di simboli religiosi sul luogo di lavoro.
Analogamente, anche in tema di diritto di famiglia, è importante ricordare i passi avanti compiuti grazie al Regolamento CE N. 2201 DEL 2003 sul riconoscimento delle decisioni in materia matrimoniale e genitoriale.
A monitorare sul rispetto delle tante innovazioni legislative, c’è proprio la Corte di Giustizia, uno delle massime Istituzioni Comunitarie che, con una giurisdizione che si estende su più di 500 milioni di abitanti ha il difficile ruolo di coordinare culture giuridiche molto diverse tra loro, e di garantire l’effettività dell’esecuzione delle sue sentenze nei confronti dei privati e degli Stati membri.
Ora, tra una crisi economica, maggiori ondate migratorie, i non pochi attentati terroristici, una nuova amministrazione americana che non ha alcun trasporto per l’integrazione europea, è vero che si può sempre dire che molto resta ancora da fare anche in termini di unità giuridica (leggasi una ormai imprescindibile uniformazione sul fronte fiscale), tuttavia è davvero tanto ciò che in sessant’anni è stato già fatto.
Per quanto riguarda, invece, il rilancio dell’Unione, fortunatamente, il periodo di celebrazione di questo importante anniversario, coincide con la vittoria, in Olanda (il primo degli importanti test elettorali europei del 2017) del patito liberale e filo europeo guidato da Mark Rutte.
Questa vittoria, segnata da una notevole partecipazione al voto (80% circa), offre speranze di rilancio del progetto Europeo poiché frena, in uno degli Stati fondatori, l’avanzata del populismo di Geert Wilders in chiave fortemente anti europea e anti mussulmana.
Da questo primo punto fermo l’Unione può ripartire, magari sancendo il diritto di alcuni Paesi di procedere con più decisione, senza dover aspettare che tutti i 27 si mettano d’accordo.
Per raggiungere questo risultato dovranno essere definite le integrazioni differenziate per capire come dovranno essere coordinati tre o quattro diversi gruppi integrati (es. il gruppo Euro con quello eventuale sulla difesa e con un altro su Schengen), definendo meglio il ruolo dei Paesi che partecipano a tutti i gruppi (il cosiddetto core) e la cui collocazione rispetto agli altri dovrà essere in qualche modo riconosciuta.



