
Spigolature
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Dissenso a rischio
18 Febbraio 2026Non mi posso definire a buon titolo una giallista. Tra le montagne di libri che leggo ce ne sono stati molti appartenenti a questo genere nel corso della mia vita, ma l’ultimissimo che ho letto, dopo aver assistito alla sua presentazione presso la libreria mestrina “Il giralibri”, appartiene a tale categoria, parla di Venezia, della laguna, di Mestre, quindi mi piace questa volta spendere il mio paio di pagine dedicandomi a “Il valore delle cose” di Serena Cappellozza.
Quando ho letto le parole di Luciana Littizzetto sulla fascetta che avvolgeva il volume , ho pensato ad una intelligente trovata pubblicitaria della casa editrice, Sellerio, il cui nome ed eccellente fama tra i lettori probabilmente non aveva bisogno. Le parole erano le seguenti “L’ispettrice Mirna Pagani è lucida e confusa, sgradevole ed amabile. Ed io mi sono innamorata di lei. Perdutamente.” Bene, a farla breve mi sono anche io un poco innamorata di lei e della sua eccentricità. Come ho trovato come non mi capitava da molto una trama, uno stile, un modo di accompagnare il lettore dall’inizio alla fine dell’indagine attraverso confusioni ed illuminazioni, incazzature e sorrisi, profumi lagunari e appartamenti di Mestre, che non mi ha lasciato tregua fino a divorare il volume in pochissimi giorni.
Una nota iniziale proprio sul personaggio della ispettrice : ho chiuso gli occhi e in un attimo mi sono ritrovata in compagnia di un’altra illustre sua collega, Teresa Battaglia, nella saga di sei romanzi ad essa dedicata da Ilaria Tuti, e ho ritrovato la stessa dedizione al lavoro, vitale ma anche fonte di angoscia, in un contesto totalmente diverso , quello delle foreste del Friuli, e con un senso del mistero che in questo volume non viene volutamente ricercato. O ancora, sono ritornata ad un’altra recente presentazione dell’ultimo giallo di Fulvio Ervas, “L’insalvabile”, qui ancora un cadavere ritrovato in laguna, ancora una Ispettrice, Luana Bertelli, che recentemente ha sostituito nelle indagini di Ervas il celeberrimo Ispettore Stucky, approdato addirittura in TV con una serie di puntate in “giallo trevigiano”.Anche Luana Bertelli ha segreti da nascondere, anche lei è un funzionario di cui traspaiono , nel privato, una serie di ostacoli che la rendono più interessante agli occhi di noi lettori.
La nostra Mirna Pagani ha a che fare con un cadavere eccellente, trovato in laguna avvolto in un prezioso tappeto persiano, e senza gli occhi, divorati dai granchi di laguna.
Tutta l’azione di indagine, complessa e piena di personaggi che entrano ed escono vorticosamente dall’elenco dei sospetti, si svolge nel giro di una settimana, anzi otto giorni ad essere precisi, da un lunedi ad un altro, il secondo dei quali ci permette di scoprire quello che non ci si sarebbe immaginato, e lascia sullo sfondo tutte le altre figure che di pagina in pagina ci eravamo immaginate colpevoli del delitto.
Eccellente la scelta del morto: un imprenditore della provincia veneziana, dalla personalità eclatante e repellente al tempo stesso, che ci viene rivelato a poco a poco dalle parole dei parenti (moglie, figliastra, genero ) e dello staff che lavora per lui alla GoldSwim. Eccellente la location lagunare, vicino ad una residenza in mezzo alle barene, una sorta di buen retiro per questo personaggio singolare ed amante dei riti della vita, tra i quali consumare sigari immensamente costosi in occasione dei suoi successi finanziari o semplicemente per feste aziendali o familiari. La scatola di sigari extralusso che viene trovata accanto al cadavere ci accompagnerà con la sua incongruità fino all’ultimo capitolo, in cui scopriremo il motivo della loro presenza accanto al cadavere.
Il quadro sociale e familiare che traspare gradatamente durante le indagini ci accompagna in un mondo dove la logica economica travalica tutte le altre, i sentimenti (anche se c’è molto amore che gira tra i vari personaggi) , i legami familiari (anche se il senso del matrimonio tra la vittima e la moglie resiste comunque nonostante tutto), la convenienza e le passioni personali. Tutti pensano di poter comprare tutto coi soldi di Leone Bartoni, ma si scoprirà presto che non è così.
Per un lettore autoctono come me ritrovare paesaggi lagunari, scorci, odori, sapori, bevande, angoli di terraferma citati ed arcinoti, dove si svolgono le indagini o i momenti di pausa dell’ispettrice e del suo secondo Angeli, benissimo delineato, confesso che aumentano il fascino del racconto. L’autrice, insegnante di lingue a Portogruaro, riesce persino a citare anche questa cittadina di provincia, ma soprattutto ci comunica il suo amore per la terra veneziana.
Come ormai succede regolarmente , i due piani delle indagini e della vita privata dell’ispettrice ci vengono consegnati a tratti alterni , per costruire un quadro interessante, spiritoso, eccentrico, a tratti disturbante, del carattere, della famiglia, delle abitudini di questa donna.
Mirna Pagani, divorziata da un archeologo, vive provvisoriamente in un piccolo appartamento di Mestre con la madre, vivacissima e sposata od unita numerose volte con uomini ricchi e da cui poi regolarmente si separa alla ricerca del grande amore, e con il figlio adolescente con cui stenta a comunicare. Ma il suo appeal ruvido, a tratti sboccato, il suo atteggiamento sempre “contro” le cose e la vita, scopriremo ha radici lontane e profonde, radici che ci vengono mostrate solo alla fine del libro, ad indagini quasi ultimate. E’ una donna per cui il lavoro è molto, sembra tutto a momenti, nell’incapacità di bilanciare questa sua passione investigativa con un reale amore per la vita.
Lo sguardo intelligente dell’autrice nei suoi confronti ci fa perdonare le sue intemperanze, le difficoltà di trovare un nuovo compagno, gli ostacoli spesso insormontabili col figlio.
E intanto , il gruppo familiare che tanto ricorda “Knives out” di Agatha Christie, viene interrogato, seguito, accusato e salvato , fino alla rivelazione finale, inaspettata come da manuale, dell’assassino.
Se amate il giallo, se amate le poliziotte “alternative” e intelligenti anche se a tratti sgradevoli, soprattutto se vi piace l’idea di una storia di morte con lo sfondo di paesaggi familiari, tutto questo lo ritroverete in un mix acuto e scorrevole ad un tempo. Buona lettura.
Serena Cappellozza, Il valore delle cose, Sellerio editore Palermo 2025



