
CONO DI LUCE Le foreste degli Innu con Michel Jean
12 Agosto 2026Leggo sui social gente che magari ha studiato e che scrive che secondo loro è inconcepibile e inappropriato per la Meloni dire che le è sempre piaciuto ascoltare Guccini.
Poi ho anche letto di Salvini che in Sardegna era tra il pubblico di un concerto che si è tenuto all’Agnata, la proprietà di De André e Dori Ghezzi, dove Diodato ha cantato le canzoni di De André (non scrivo “Faber” perché non l’ho mai conosciuto ed era un soprannome inventato da Villaggio che, al contrario di me, gli era amico da una vita). Lo stesso, come ha precisato la Soncini, occorre fare con Guccini: io uso il cognome, “Maestrone” solo da parte degli amici.
Orbene, è successo un putiferio da parte di quei benpensanti di sinistra che preferirebbero i recinti e che questi recinti tenessero i reprobi fuori.
Sono gli stessi, o meglio in molti casi le stesse che, pur non essendo transgender come me e quindi loro “non sono del mestiere”, discettano di questo tema anche in relazione all’autrice di Harry Potter, nota transfobica.
Io ho visto una volta tutti i film su Harry Potter: storia carina, ma per quanto mi riguarda vista una volta passo oltre. Chi vuole, inventi qualche boicottaggio. Io separo il “messaggio” oltre che dall’autore anche dal pubblico. Vedo quel cazzo che mi pare quando mi pare e giudico il prodotto, non chi l’ha fatto.
Sta avanzando una teppaglia iconoclasta e autodefinitesi “pura” che non solo ritiene di essere migliore di tutti quelli che restano fuori dal recinto ma vorrebbe giudicare chi è fuori dal recinto in base alla regoletta “Se ascolti Guccini o De André e sei di destra è un controsenso”.
Questa frase fa il paio con quella che di solito pronunciano i clericofascisti: “Se vedi/leggi/incontri dei gay, soprattutto se sei minore, allora molto probabilmente imparerai a essere gay”.
Non vi accorgete di comportarvi esattamente come chi criticate?
State sostenendo, in pratica, che chi gradisce vedere opere di Caravaggio dovrebbe diventare per forza un assassino. O, se gli piacciono le opere di Picasso un maschilista che ha influenzato negativamente così tanto le donne da farne suicidare ben tre.
Nessun artista, vero artista, ha il dovere di essere un trasmettitore di valori esclusivamente positivi. Potrebbe anche essere una testa di cazzo e piacere lo stesso a molti.
Nessuno ha il dovere di essere buono per vendere meglio la sua produzione artistica, che dovrebbe essere giudicata senza giudicare l’autore.
A me, prima di tutte le canzoni vecchie di Guccini, piacciono Culodritto, Scirocco e Van Loon, per motivi che non vi dico, ma invece vi dico che a Bocca di Rosa di De André mi lega il ricordo di mia mamma, che quando la mettevo sul giradischi veniva sempre in camera mia. Noi cantavamo insieme solo Bocca di Rosa e Carlo Martello, forse perché mia mamma, per il resto molto timida e riservata, con quelle canzoni si scioglieva un po’.
Non mi interessa ragionarci su in modo alato su come De André parla delle prostitute, delle travestite e delle transgender. Anche perché molta gente ancora non è consapevole che molte transgender hanno attività lavorative assolutamente normalissime e molte travestite ve le trovate accanto sui mezzi o negli uffici in giacca e cravatta.
La politica a tutti i costi, quella integrale da quando vi svegliate a quando andate a letto, vi rovinerà. E rovinerà anche quelli che non la pensano come voi. Perché porterà l’Italia alla guerra civile. Statene certi.
(Da SOLO RIFOMISTI)



