
Nella palude si salva solo il caimano
26 Aprile 2013
Le ragioni di un reset
1 Maggio 2013La bicicletta è ecologica e comoda per muoversi gustando il paesaggio e la città, dopo le mie gambe è il mezzo che preferisco: verde e salutare. La terraferma, piano piano, si è dotata di una buona rete di piste ciclabili e la speranza, con il tempo, è che molti scelgano questo mezzo per spostarsi. Di fronte a un popolo di virtuosi ciclisti però ce n’è un altro di pirati al manubrio. Ho notato la crescente indisciplina e prepotenza di molti pedalatori: viaggiano in senso vietato, sfrecciano senza ritegno nelle aree pedonali e sui marciapiedi e se qualcuno prova a dire qualche cosa gli improperi partono come un rosario. Spesso pretendono di correre incollati alla sella nella calca del mercato, non usano il campanello né il fanale quando è buio come fossero accessori inutili… Di fronte al Centro le Barche, dove l’attraversamento pedonale sfocia nella pista ciclabile, non c’è giorno che qualche passante rischi di essere investito da ciclisti furiosi che, oltre a non rallentare, riempiono di insulti i malcapitati. Allora, il codice della strada vale per tutti così la buona educazione. Anche se non si inquina e a volte si è in balia dei pericoli a motore non significa che si ha il diritto di diventare “imbicilli” della strada.



