LETTERE: Il tempo sta per scadere ( o è già scaduto)
2 Gennaio 2015
Elogio della Befana
7 Gennaio 2015Mi chiedo perché Venezia non possa essere guidata, a Ca’ Farsetti, da una figura di alto profilo nazionale, da un Amato, da un Daverio, da un Tremonti, da un De Bortoli, da una Bonino.
Datemi dell’ingenuo, o dell’ignorante, perché di certo ci sono altri nomi più azzeccati… ma concedetemi di esprimere la tesi: a Venezia città del mondo ci metto un Sindaco che sia di levatura nazionale, almeno, o anche internazionale.
“Ci metto” è la frase giusta, perché uno che sia così, ce lo devono mettere da Roma… Ma perché non immaginare che arrivi proprio da Renzi – e per l’altro fronte da Berlusconi – un’indicazione forte di questo tipo? Non una Venier, il cui nome è stato speso perché comunque legato a Venezia; no, proprio un nome di profilo assoluto, di primo livello, non associabile a Venezia.
A me sembra che ci siano le condizioni, almeno a sinistra, e per almeno due motivi. In primo luogo perché l’eco del disastro recente rimbomba ancora, e sarebbe difficile opporsi all’arrivo di un “commissario” mandato a rimettere in piedi la città più bella del mondo; in secondo luogo perché, per quel poco che capisco, il PD veneziano non è molto renziano, e forse al Premier, se da Palazzo Chigi pensa a Venezia, gli prude la voglia di far a modo suo.
Lo scenario sarebbe interessante. La città affidata da Renzi ad un pezzo da novanta: al più grande giurista vivente, a uno Sgarbi sensato, a un Piero Angela con dieci anni di meno, ad un Draghi che non avesse altri impegni più pressanti. E intorno al pezzo da novanta, si potrebbe mettere insieme una squadra di giovani poco politici e molto ingegnosi, pronti a lavorare per la città più che speculare sulle sue potenzialità e le sue disgrazie.
Se qualcuno ha il cellulare di Renzi, gli suggerisca di provarci. E non mi si dica che a questi “grossi nomi” non conviene passar cinque anni a fare il Sindaco, perché a Venezia verrebbero di corsa. Tutti. Anche Prodi, anche la Annunziata, anche Letta, quello giovane e quello vecchio.



