
All’Ovest niente di nuovo
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27 Gennaio 2026Ci sono pagine della storia italiana che faticano ancora a entrare davvero nel patrimonio di conoscenze condivise. Non perché siano secondarie, ma perché complesse, dolorose, spesso rimaste a lungo ai margini del racconto pubblico. Il Giorno del Ricordo, dedicato alla tragedia delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata, nasce anche da questa necessità: riportare attenzione su una memoria che chiede tempo, studio e ascolto.
Nel quadro delle celebrazioni del Giorno del Ricordo, il 10 febbraio 2026 a Mestre Voci dal Confine propone un incontro dal tono misurato, in cui parole, musica e approfondimento storico si intrecciano per restituire voce a storie segnate dalla perdita, dallo sradicamento e dal silenzio. L’appuntamento si svolgerà dalle 10 alle 12 presso l’Emeroteca dell’Arte, spazio di MUVE – Fondazione Musei Civici di Venezia, un luogo raccolto nel cuore della città, scelto proprio per favorire un clima di ascolto e concentrazione, lontano da ogni retorica.
Non una commemorazione rituale, ma un’occasione di riflessione capace di parlare anche al presente, in una città viva e attraversata da molte domande su identità, confini e appartenenza. Dopo un percorso che negli ultimi anni ha attraversato diverse ricorrenze civili e momenti di memoria collettiva – tra cui la Giornata della Memoria nel 2025, nell’80° anniversario della liberazione di Auschwitz – l’attenzione si sposta ora sul confine orientale. Ancora una volta, il coinvolgimento dei giovani assume un valore centrale: la partecipazione degli studenti del Liceo Stefanini ricorda quanto il lavoro sulla memoria non sia mai scontato e quanto resti necessario offrire strumenti per comprendere ciò che spesso non viene raccontato.
Il cuore dell’incontro sarà l’intervento di Edoardo Pittalis, giornalista, scrittore e storico, che offrirà un inquadramento storico e culturale utile a orientarsi in un tema complesso. Accanto alla ricostruzione, le letture curate da Voci di Velluto daranno corpo a testi e testimonianze che riportano al centro le persone, le loro vite interrotte, le scelte forzate.
La musica dell’arpa, affidata ad Alessandra Trentin, accompagnerà l’ascolto come linguaggio autonomo: In a Landscape di John Cage, Gratitudine di Kim Robertson, …anche se lontano appoggiato sul mio cuore di Luisa Antoni e Metamorphosis n.1 di Philip Glass apriranno spazi di raccoglimento, lasciando che la memoria agisca anche oltre le parole. A guidare l’incontro sarà la giornalista Federica Agnese Carraro, con una conduzione attenta e rispettosa dei diversi piani del racconto.
Un lavoro reso possibile anche grazie al dialogo con le istituzioni cittadine e all’attenzione di chi, negli anni, ha sostenuto percorsi di memoria condivisa: tra queste, la Presidente del Consiglio Comunale di Venezia, Ermelinda Damiano, che ha accompagnato con sensibilità iniziative dedicate al valore civile del ricordare. Perché la memoria, quando è curata e condivisa, non resta un gesto formale: diventa uno spazio comune di responsabilità.



