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L’affaire della piscina riservata alle donne
23 Maggio 2014Che cos’è il politicamente corretto ?
E’ il magazzino di analisi, giudizi, obiettivi da abbattere o da perseguire, valori da promuovere, controvalori da abbattere che un’area più o meno politicamente o culturalmente schierata della società utilizza per prendere dagli scaffali quello che gli serve in quel momento; per identificare la sua opinione e la sua condotta conseguente o per giustificarla o per sorreggerla.
Non sempre è chiaro quando e come tal valore o tal giudizio siano finiti nello scaffale del magazzino. Qualcuno ce l’ha sicuramente messo, ma siccome è lì è certamente un buon prodotto, convincente, soprattutto rassicurante.
Come si vede già si delinea l’evidente limite del Politicamente corretto ( da ora PC ), vale a dire la scarsa capacità critica. Come dire: sono alla Conad o alla Coop o al Billa, mi fido ciecamente di loro e non guardo prezzo e qualità. Perché ciò che conta per chi usa il PC è l’appartenenza. Non tanto a un partito, ma ad un area di pensiero a un sentire comune, ad un humus che alimenta. Si può anche cambiare gabbana, ma non si rinuncia al nuovo PC della nuova gabbana. Anzi il cambio di gabbana fa già parte del PC, accompagnato sempre dalla nota locuzione del PC trasversale a tutte le culture politiche che ricevono un nuovo insperato protagonista: ” solo gli stupidi non cambiano mai idea”.
Ci si sbaglierebbe nel pensare che siano soltanto alcuni partiti politici che danno la linea a fissare il valore, la formula corretta da adottare e di cui vestirsi all’istante. A volte il PC finisce lì per caso, per associazione di idee o per la proprietà transitiva. Certo, soprattutto nel passato molto dipendeva dai partiti. E i partiti piccoli e grandi di sinistra erano dei maestri nel fissare i paletti del corretto. Anche con cambiamenti repentini e introduzione fulminea nello scaffale. Come quando ti ritrovi di botto sullo scaffale dell’ipermercato le troffie fresche al posto degli spaghetti alla chitarra, spariti, eclissati. A volte per sempre. Perchè il PC ha una sua versione classica nel rimosso, è un PC dell’assenza istantanea di ciò che ieri era presenza costante, mantra, ripetizione ossessiva, qualcosa che stava a metà tra le giaculatorie e le tabelline di scolastica memoria.
A tal proposito non posso non ricordare quando la linea del Compromesso Storico divenne PC. Nel 1973 nel giro di una settimana dai famosi articoli di Berlinguer su Rinascita che coniavano la nota formula, dalle segreterie più alte fin giù giù nelle sezioni di partito più dimenticate del PCI quello divenne il verbo; per di più corredato da ragioni e motivazioni e unito alle lodi più sperticate nei confronti del popolare mondo cattolico, l’ avversario di un minuto prima nelle sembianze dell’odiata DC. All’interno delle segrete delle sezioni c’era chi dissentiva dalla linea attraverso un sottoinsieme del PC ( ogni PC che si rispetti ha un suo sottoinsieme): “ cattolici va bene, ma solo quelli democratici e del dissenso o al massimo la sinistra DC”. Devo dire che in virtù di tale sottoinsieme questi cattolici, i democratici e del dissenso, erano sdoganati per sempre da fior di atei che fino al giorno prima non distinguevano i cattolici buoni da quelli cattivi, inserendoli entrambi nei trafficanti dell’oppio religioso da vendere e spacciare ai popoli.
Ricordo anche quando un bel giorno nei primi anni ’80 fece la comparsa nello scaffale più ampio della sinistra movimentista la Pace. Maitre à penser che fino al giorno prima teorizzavano l’uso della forza, anche armata, per abbattere il nemico di classe e teorizzavano la guerra giusta ( a partire ben s’intende dalla veramente ‘giusta’ guerra partigiana), cattocomunisti che avrebbero volentieri visto la lotta armata per realizzare la teologia della liberazione te li ritrovavi di botto con il ramoscello d’ulivo in bocca, con ardimentose contorsioni dialettiche che non celavano tuttavia la vera ragione di tanta conversione: l’obiettivo di smantellare i famigerati missili a Comiso puntati verso l’orso comunista sovietico.
Si potrebbe continuare veramente all’infinito fino ai giorni nostri; ma, proprio ai giorni nostri c’è un episodio di casa che si può commentare per capire la natura bifronte e complessa di ogni PC: la questione della piscina veneziana della Bissuola con un orario riservato alle sole donne per favorire le donne islamiche, che in piscina non potrebbero accedere in una condizione sessualmente promiscua.
Lì il PC l’ha espresso all’istante la destra di Forza Nuova, Fratelli d’Italia e Lega e mi pare si sia accodato, con cautela e distinguo, anche il CDU: si cancelli subito questo privilegio, quindi via l’Islam dall’Italia e dall’Europa. Si badi che solo apparentemente questa è una posizione in nome di una battaglia di laicità. Perché naturalmente il sottointeso inespresso in questo caso è che invece la cattolicità come cultura etnica deve essere sempre il centro visibile ed è l’unica ammessa nello spazio pubblico perché è la nostra radice etnica, italiana ed europea. Le destre xenofobe hanno anche loro un più ristretto ma agguerritissimo magazzino di PC.
Naturalmente anche questa scelta di riservare la piscina alle donne per favorire le islamiche è stata fatta dal comune di Venezia secondo la opposta linea politicamente corretta dell’inclusione e dell’accoglienza. La soluzione adottata se è compatibile con gli orari di tutti i fruitori in effetti non è scandalosa e potrebbe anche starci ( ne rifletterò a parte in un articolo di questo numero ). Tuttavia come si vedrà anch’essa si espone a tutte le contraddizioni del PC, soprattutto per il contrasto tra ciò che di positivo, e di laico, ispira questa scelta ( tolleranza e accoglienza ) e il che cosa, di molto meno laico, avvalla ( una discutibilissima, da tutti i punti di vista, norma dell’islam ). La conclusione rispetto a questo caso concreto è che c’è sempre in ogni questione un ‘politicamente scorretto’ frutto dell’onestà intellettuale e della responsabilità, ed è il pensiero critico. Capace anche di accettare alcune contraddizioni insite in ogni scelta, con consapevolezza e denunciando che sono tali e che non si possono eliminare. Anche e soprattutto quando la scelta va comunque fatta come in questo caso.
Questo pensiero e atteggiamento critico non va confuso però con il peggiore dei PC, il meno cosciente d’esser tale, anzi presumendo d’essere lo smascheratore dei PC: la terzietà. Parolaccia, me ne rendo conto, che potrebbe essere anche tradotta in ‘cerchiobottismo’. Vale a dire la non scelta che resta sempre un passo indietro criticando dall’alto dello scranno con saccenza e sufficienza le scelte contrapposte e i contrapposti PC; che avranno anche tutti i limiti descritti, ma almeno una qualità: la chiarezza, fin troppa, anche nelle contraddizioni che presumono e che sottendono, derivanti in buona parte dalla loro natura di slogan propagandistici.
Perché le scelte poi bisogna farle. Il più possibile criticamente scorrette.


