
L’Arsenale ai veneziani
19 Luglio 2013
Verso il 2015
1 Agosto 2013Il tam-tam dei social rulla anche a Venezia, e si fa inquietante. Si articola e si rafforza anche in casa nostra, con qualche mese di ritardo rispetto al fenomeno nazionale grillino, una partecipazione alla cosa pubblica “fatta in casa”, costruita sul “no” e sul “web”. Movimenti d’opinione – cito sola la pagina Facebook “Via il gabbiotto dal campanile” – ripropongono a Venezia un percorso già tracciato più in grande dal Movimento 5 Stelle. Che è il seguente: l’esasperazione dei cittadini individua un obiettivo eclatante (il famoso “gabbiotto”), trova nel web e nei social la cassa di risonanza che prima non c’era, si alimenta di esasperazioni altre (il fastidio per il passaggio delle grandi navi in laguna, ad esempio), esprime il suo “no” sempre più echeggiante… e diventa una voce di dissenso con cui è impossibile non fare i conti.
E’ già successo nel Paese: i grillini hanno preso, mesi fa, un terzo dei voti degli Italiani. Ora succede a Venezia: chi sta sul web vede che mezza città era contro il nefasto “gabbiotto”, e che mezza città ora non vuol più le navi da crociera in laguna. Ed è strano – detto per inciso – che questo fenomeno non abbia già fatto il botto a suo tempo, e prima a Venezia che nel Paese: i social dei 40xVenezia e di venessia.com avrebbero potuto anticipare la “rivoluzione 5 stelle”… ma non l’hanno fatto.
Ecco. Ci siamo arrivati in ritardo – o forse eravamo ad un passo già qualche anno fa – ma insomma la “partecipazione web” sembra aver preso piede anche a casa nostra.
Anche da noi, come nel Paese, questa “partecipazione web” è appiattita sul “no” a qualcosa, su battaglie “contro”, incapace di proposte alternative; quindi cresce come un fuoco di sterpaglie… ma purtroppo poi scalda per poco, e rischia anche di far danni. Tant’è: non si vede in giro un solo leader capace di mettere insieme l’esasperazione diffusa e di convogliarla verso vere politiche.
Ancora: anche da noi, come nel Paese, questa “partecipazione web” è alimentata da chi invece dovrebbe far di tutto per disinnescarla, cioè dalla politica tradizionale. Come negli ultimi anni la politica nazionale ha fatto vedere il peggio di sé, così negli ultimi mesi la politica locale sembra voler soffiare sul fuoco della protesta. Esasperando gli animi, con la sua deriva, ormai cronica, e con continui scandali, giustifica e rende motivata ogni levata di scudi popolare, anche la più becera. Di nuovo vien da chiedersi: chi tra i portatori di idee – se in città ce ne sono ancora – saprà porsi come leader del nuovo, e saprà imbrigliare questo movimento, e dargli disciplina? La “partecipazione web” è un cavallo formidabile, se se ne doma l’esuberanza e se gli si insegna ad affrontare gli ostacoli, invece che opporre continui rifiuti.
Post scriptum: Stupisce un po’ che, nella nostra città, il focolaio della “partecipazione web” faccia faville nella parte insulare. O meglio: stupisce che Mestre sia stata a guardare per un po’, fin qui… Ma tutto si muove anche nella città di terra, sempre a partire dall’assenza della politica, e del crescere del disagio.



