
Due iniziative dal basso: un decalogo e un appello ai candidati alle elezioni
18 Maggio 2026I programmi oltre i dibattiti rituali
Reduce dal confronto all’M9 su iniziativa del Gazzettino tra i due candidati Sindaco asseritamente più accreditati, ne ho tratto la conclusione che queste iniziative, con la formula adottata (quella peraltro più diffusa), siano sostanzialmente inutili. La domanda secca cui rispondere in tre minuti, con la possibilità eventualmente di una breve replica da parte dell’avversario, fa sì che i candidati raccontino la loro risposta preconfezionata, che soddisfa le rispettive claque ma non porta alcun valore aggiunto. Peraltro, l’avversario è tendenzialmente restio a incalzare l’interlocutore sulle proprie debolezze (evidentemente temendo che l’altro faccia lo stesso). Significativo che nella citata occasione entrambi hanno utilizzato UNA sola volta la facoltà di replica (mentre ne erano consentite due).
Posso capire che non vi siano alternative quando sono presenti molti candidati ma, almeno quando sono due soli, sarebbe utile un intervistatore autorevole che incalzi il candidato. Dovrebbe essere un intervistatore assolutamente neutrale che assume il ruolo, per entrambi appunto, di controparte dialettica. Porre domande scomode e, se l’intervistato risponde in termini vaghi, incalzarlo e circostanziare la richiesta fino ad avere la risposta “vera”, non la classica palla in tribuna. Così, peraltro, si misurerebbero la solidità degli argomenti e la preparazione del candidato. E magari sarebbe utile anche alle rispettive claque, suscitando in loro qualche domanda. Un po’ come, nel nostro piccolo, abbiamo provato a fare noi con la recente iniziativa “3 domande scomode a..” che ha avuto un buon riscontro di visualizzazioni, segno che effettivamente c’è una domanda di capire qualcosa di più oltre la superficie delle dichiarazioni di principio.
Ho provato allora ad andare un po’ nel merito dei programmi di alcuni candidati grazie all’interessantissimo strumento https://www.elezioni.venezia.it/ messo a disposizione dal sempre geniale Emanuele Dal Carlo. Un prodotto che contiene i programmi delle varie liste disponibili pubblicamente e, grazie all’AI, consente di “interrogarli” (oltre che ovviamente consultarli) ottenendo risposte distillate dai documenti a disposizione. Invito davvero tutti a giocarci un po’ (è molto user friendly), ponendo ognuno le domande che più stanno a cuore. Io ho provato a farlo, sollevando appunto quesiti su questioni che ritengo dirimenti, e condivido nel seguito i risultati.
Due doverose precisazioni prima di proseguire:
la prima: il prodotto è certamente sofisticato ma resta artigianale e quindi non ha pretese di particolare rigore. Tuttavia, è davvero un efficace strumento per orientarsi in un tempo relativamente breve;
la seconda: propongo nel seguito una sintesi personalizzata delle risposte ricevute che è inevitabilmente soggettiva, non pretende di essere scientifica (e mi scuso anticipatamente con gli interessati se mi è sfuggito qualcosa) né tanto meno asettica. Un primo, inevitabile, elemento di soggettività è stata la scelta delle domande che riflette gli argomenti a cui IO sono più sensibile. È però onesta nel senso che il giudizio implicito che traspare è dichiaratamente formulato alla luce della mia personale posizione su ciascun argomento.
Entriamo dunque nel merito. Ho considerato i seguenti soggetti (e mi assumo la responsabilità delle esclusioni) e i programmi elettorali associati: Martella (MAR), Vernier (VER), Boldrin (BOL), Venturini (VEN), Gasparinetti (GAS) e Martini (GAM), citati nell’ordine in cui appaiono sul sito. Ho ritenuto di inserire nel confronto Gasparinetti, pur non essendo questi candidato Sindaco (come noto appoggia Martella), perché ha presentato un programma autonomo della sua lista Terra & Acqua che, vista l’autorevolezza conquistata sul campo in questi anni, mi è parso opportuno considerare separatamente.
Ecco dunque le domande e sintesi delle risposte.
Come intendi finanziare (oltre al bilancio tradizionale) i progetti di spesa contenuti nel tuo programma?
Curiosamente nessuno cita né i possibili introiti del contributo di accesso (neppure coloro che lo indicano come obbligatorio nel loro programma). Né si fa cenno a privilegi locali, come i finanziamenti della Legge Speciale o lo Statuto Speciale ed è un’assenza significativa. Unica eccezione VEN che cita leve fiscali autonome come il privilegio di trattenere una parte di IVA prodotta localmente. Tendenza generale all’attrazione di investimenti, ma solo BOL e VER (e in parte VEN) mostrano di crederci davvero con idee definite e strutturate. BOL con il Venice Investment Fund, VER con varie idee: Agenzia per Venezia Capitale, Community Land Trust e pure un’originale (e temo velleitario) fondo di compensazione alimentato dalle multinazionali che fanno profitti col turismo. VEN, più pragmatico pensa soprattutto ad attrarre capitali con la semplificazione amministrativa. Gli altri, sostanzialmente eludono la questione. MAR si accontenta di puntare a migliorare la capacità progettuale dell’amministrazione e GAM a reperire risorse tramite l’ottimizzazione della fiscalità ordinaria e a non ben identificate iniziative fiscali mirate al settore del turismo.
Come vedi il futuro dell’attività portuale nel breve, medio e lungo termine?
Generale tendenza a nascondersi, a dire e non dire, sì al porto offshore nel futuro, sì alla gestione del presente ma tenendo presente l’equilibrio ambientale senza entrare nel dettaglio. Si segnala VER che cita il porto sempre attivo h24, BOL cita esplicitamente la contrarietà allo scavo del Vittorio Emanuele (su cui personalmente concordo) e mostra qualche riserva sull’offshore (non sembra convintissimo della fattibilità), GAM è l’unico che dice subito fuori le Grandi Navi dalla laguna e dunque rinuncia alla croceristica, aggiungo io, visto che oggi non c’è alternativa. VEN molto ben focalizzato sul presente ma freddo e vago sul futuro, l’unico che nemmeno nomina la parola offshore.
Come affronteresti il problema dell’overtourism? Pensi sia possibile fissare una soglia massima di visitatori e come eventualmente pensi di farla rispettare?
In questo caso le risposte si sono gustosamente distinte. BOL e VEN sposano la tesi di una card obbligatoria a prezzo dinamico per creare un deterrente. VEN peraltro mostra di preoccuparsi solo dei visitatori giornalieri mentre BOL e GAM (correttamente a parere di chi scrive) citano la diminuzione dei posti letto degli affitti turistici come leva strategica per diminuire la pressione dei visitatori. Anche VER pensa alla Card ma non è chiarissimo se obbligatoria e punta altresì molto sul monitoraggio che servirà a fissare una soglia massima (non mi è chiarissimo come). GAS pensa alla prenotazione obbligatoria e gratuita e a un numero massimo ma non si capisce come farlo rispettare. GAM invece ha idee chiarissime: la soglia la fissa la Prefettura e, si intuisce, sarà la Prefettura stessa a emettere di volta in volta un’Ordinanza che blocca l’accesso alla città quando questa si supera. Da questo brulicare di idee e proposte si tiene distinto MAR che socraticamente sa di non sapere nulla e infatti incaricherà le università cittadine di indicare la mitica soglia.. Unica certezza: nessuna Card obbligatoria.
Qual è la tua posizione sulle locazioni turistiche? Pensi si debba e possa ridurle o bloccarne l’espansione e come?
Sostanziale allineamento di tutti sulla necessità di limitarle, molti distinguendo tra attività locale e grande business. Molto cauto VEN che dice che studieremo una disciplina equa per gli affitti brevi, assicurando che l’amministrazione comunale sia protetta da contenziosi. Quel “disciplina equa”, va detto, è sospetto, tenendo conto delle posizioni sul tema dei partiti che l’appoggiano.
Come pensi di attrarre nuovi residenti?
Solo VEN, GAS e GAM associano al tema residenzialità concetti collaterali (ma che ne fanno parte integrante) come ambiente economico dinamico (VEN), città vivibile e attraente (GAS) e correlano il tema ad attività non collegate al turismo (GAM). BOL e GAM, ancora, vedono una correlazione con il flagello delle locazioni turistiche (e lo trovo molto corretto) e BOL pensa a un Patto per la Residenza, MAR e VER paiono fare coincidere il tema con la sola disponibilità di case (un po’ troppo limitativo). VER cita un interessante patto intergenerazionale immaginando la mutua convenienza della coabitazione tra giovani e anziani.
Descrivi i principali interventi di rigenerazione urbana della tua visione
MAR appare molto ambizioso ed elenca molte aree strategiche di intervento (forse troppe?), rivelando l’intenzione di rivedere i piani urbanistici. VER è l’unico che si pone il tema dei finanziamenti per queste attività (finanziamenti di varia natura). BOL mostra originalità nell’attenzione all’area dei Pili e della MacroIsola nord di Porto Marghera. VEN rivendica gli interventi già in cantiere, in primis il completo rifacimento della stazione ferroviaria di Mestre, con la connessa piastra di sovrappasso dei binari, e i progetti di efficientamento energetico. GAS e GAM sembrano concepire la rigenerazione urbana soprattutto in termini di recupero all’uso dell’edilizia pubblica inutilizzata.
Cosa intendi fare per il contrasto alla criminalità in città?
Con l’eccezione di GAM che si limita di fatto a enunciazioni di principio, tutti gli altri interpellati dimostrano un discreto focus sul tema e con una certa ricchezza di proposte concrete, dal vigile di quartiere, all’utilizzo scientifico della Smart Control Room, all’aumento del personale di strada e all’uso di telecamere. BOL e VEN mostrano un maggior focus sull’aspetto di prevenzione sul campo, mentre MAR, VER e GAS mostrano interesse anche per la prevenzione a monte (interventi sulla marginalità, sul welfare) e dimostrano quanto meno di avere presente anche la questione dell’integrazione delle comunità di origine straniera per le quali si propongono strumenti attivi come Patti per l’integrazione e Consulte. Anche VEN parla di centri di mediazione culturale per prevenire la segregazione sociale e favorire l’integrazione ma oggettivamente è difficile ignorare la postura dei partiti suoi alleati che certo non va in quella direzione.
Per una visione sinottica riassumo in questa tabella il giudizio mio personale indicando apprezzamento (freccia su, non apprezzamento (freccia giù) o giudizio sospeso, utilizzando anche i colori con la convenzione del semaforo. Ripeto ancora che è solo un giochino che vale soprattutto come tutorial per chi individualmente volesse cimentarsi a giocare appunto con questo prodotto.

Una considerazione a margine sull’incontro del Gazzettino e le polemiche seguite all’esclusione dei candidati asseritamente minori. Il direttore Roberto Papetti ha rivendicato il diritto dell’organizzatore di invitare i soggetti ritenuti più rilevanti e, fin qui, si può discutere ma la scelta rientra nella discrezionalità editoriale. Assai più discutibile la motivazione aggiuntiva, invero sprezzante, di non dare spazio a candidature che sarebbero state mosse soprattutto da esigenze di visibilità personale. Direi che proprio la piccola analisi che abbiamo condotto mostra al contrario che, al di là del consenso che ciascuno può raccogliere o del giudizio sui programmi, tutti hanno dimostrato di aver investito energie, tempo, competenze, risorse — proprie e delle persone che li hanno sostenuti — oltre che una notevole dose di passione. C’è stato, in molti casi, un autentico tentativo di interrogarsi sul futuro della città. Liquidare tutto questo come semplice narcisismo è stato sommamente ingeneroso. Davvero una brutta caduta di stile.



