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Ho partecipato ad un talk show su una rete locale in cui si dibatteva (tra altri temi) di migranti. La trasmissione consentiva di ricevere in studio SMS dai telespettatori che così interagivano in tempo reale con il dibattito. Ebbene, tutti i messaggi trasudavano ostilità e diffidenza. Una valanga monocorde e sgrammaticata (“i migranti girino all’argo”..). Colpiva l’assenza della pur minima empatia verso questi disgraziati, l’assenza anche solo di dubbiosi interrogativi, il rifiuto di cogliere la complessità della questione e la sua natura gigantesca ed epocale.

L’ossessiva insistenza di Salvini sul tema migranti cavalca dunque un sentimento purtroppo condiviso che garantisce lucrosi guadagni in termini di consenso e ha il pregio affatto secondario di essere assolutamente gratis: solleticare gli animal spirits della provincia italiana non costa un solo punto di disavanzo, altro che la costosa riforma della Fornero o la flat tax ed è molto più redditizia, prova ne sia la spettacolare salita nei sondaggi della Lega. Ma, temo, il ruolo di Salvini come creatore, come causa della situazione è limitato. Vero che ci gioca, che esalta le paure ma se ha questo successo è perché trova terreno fertile. Insomma, Salvini è molto più l’effetto che la causa di questa cappa asfissiante che avvolge il Paese.

Va presa consapevolezza che si è costituito un blocco sociale di arrabbiati, piuttosto trasversale e interclassista, chiuso in sé stesso, livoroso, egoisticamente arroccato sul “suo” e facilmente incline a pensare che il mondo esterno sia ostile e da guardare in cagnesco. Non proprio il massimo.

Di fronte a questo popolo vanno evitati due atteggiamenti esiziali: 1) la supponenza intellettuale di pensarli come dei minus habens e 2) bollarli semplicisticamente come “fascisti” (riflesso pavloviano ahimé di una certa sinistra). Perché se è vero che mediamente non saranno degli esegeti di Kant, si tratta di persone capaci di esercitare il raziocinio. E non sono nemmeno fascisti però, qui giova prestare molta attenzione, alcune frange dimostrano oggettivamente la tendenza ad atteggiamenti maramaldeschi (vedasi le pallottole arrivate ai giudici e le minacce all’Assessora di S. Stino colpevole del post sciagurato sulla sedia elettrica per Salvini) e una guascona arroganza fondata sul consenso elettorale. Consenso che troppo spesso viene interpretato come licenza di ignorare le regole della democrazia; l’incredibile anatema di Salvini contro i giudici “che non sono stati eletti dal popolo” la dice lunga. Direi dunque che non ci si può permettere di dare per persi questi concittadini e lasciare incancrenire la situazione. Perché certamente non sono fascisti ora ma potenzialmente costituiscono un blocco sociale che può dare la stura ad avventure di cui davvero non si sente il bisogno.

Che fare dunque? Vanno interloquiti senza timore e senza supponenza. Riconoscendone le ragioni, la paure, le intime pulsioni ma proponendo una rappresentazione razionale e veritiera dei fatti. Dicendo, per esempio e per rimanere sul tema migranti, che se c’è un continente adiacente con indici demografici e livello di vita clamorosamente squilibrati rispetto al nostro, il tema dell’accoglimento si pone nei fatti e soluzioni apparentemente semplici come la blindatura e i muri non sono semplicemente perseguibili. Ma ci vogliono politiche difficili e pazienti e a lungo termine.

Vaste programme… indubbiamente. Io non ho ricette magiche su cosa fare ma ho abbastanza chiaro in mente ciò che non si deve fare.

Non opporre una narrazione parimenti artificiale a quella salviniana. Esempio il clamore assurdo del caso Daisy Osague rivelatosi poi una bufala. Ancora: non negare l’evidenza che il tasso di criminalità degli immigrati è statisticamente molto superiore. Ma lo è fisiologicamente, essendo costoro gli ultimi della scala sociale, non perché sono cattivi. Insomma, si ritorna al tema già trattato della Sindrome del Collegio Uno (http://www.luminosigiorni.it/2018/08/lo-spread-e-la-sindrome-del-collegio-uno/): non arroccarsi compiaciuti sulla propria (vera o presunta) superiorità culturale e morale.

I dioscuri dello sciagurato Goveno gialloverde

I dioscuri dello sciagurato Governo gialloverde

Altro errore da evitare: concentrare l’attenzione su Salvini. Proprio perché questi è il prodotto della situazione e non la causa, polarizzare l’attenzione su di lui e demonizzarlo lo rafforza. Esattamente come l’antiberlusconismo che ha contribuito a tenere il Cavaliere in sella per decenni. E invece no: Saviano fa un video dove gli dà del “buffone”, “Ministro della malavita” e pure si lamenta che viene querelato. Ma caro Saviano, con accuse di questo genere la querela è scontata se non altro perché, in mancanza, suonerebbe come tacita ammissione di colpevolezza. E la affronti serenamente, come mille giornalisti prima di te, senza gridare all’attentato alla libera informazione.

E poi Famiglia Cristiana, che spopola sulla Rete col “Vade retro Salvini” in copertina (fatta salva la precipitosa e ridicola precisazione che non c’è “niente di personale”). Il tutto gli regala un’aura eroica, da Taras Bul’ba de noantri, che gli porta più consenso di quanto gliene tolga.

Ma siccome il Nostro è molto fortunato, gli arrivano “regali” anche dall’esterno dell’agone politico. Uno di questi l’incongrua denuncia per sequestro di persona per la vicenda Diciotti. Attenzione: qui non è in discussione l’obbligatorietà dell’azione penale, che vale comunque. La mossa dei giudici non è stata sbagliata perché ha favorito Salvini bensì la mossa dei giudici ha favorito Salvini perché sbagliata nel merito. Analogamente, appare ridicolo l’invio degli ispettori dell’ONU per verificare l’eccesso degli episodi violenti di matrice razzista. Perché è una decisione surreale e inapplicabile. Che fanno, vanno in giro per le strade, a caso, a vedere se ci sono dei bianchi cattivi che aggrediscono gli immigrati? Ma non solo, anche ammesso che le statistiche dicano che in Italia questi episodi sono più che in altri Paesi europei (del che dubito fortemente), siamo sicuri che l’incidenza degli episodi sia impennata negli ultimi 4 mesi? Scrivete su Google “statistiche episodi razzisti in Italia” e troverete un po’ di tutto, con allarmi di presunte impennate degli episodi. Tutti datati prima che entrasse in carica l’attuale governo. Però guarda caso, all’ONU viene in mente di mandare gli ispettori adesso… Sembra un’accurata sceneggiatura per confermare la tesi del complotto contro l’Italia che s’è desta

Salvini (come tutto il Governo) va invece incalzato nel merito della politica di questo Governo, sulle contraddizioni, sui pasticciati condoni fiscali, sulla flat tax, sullo spread, sulle inaccettabili incertezze cui espongono il futuro di questo Paese. C’è l’imbarazzo della scelta. Senza fargli regali.

Nato a Venezia, vi ha sempre risieduto. Sposato con una veneziana, ha due figli gemelli. Ingegnere elettrotecnico, all’Enel dal 1987, è stato Responsabile della Zona di Venezia. Attualmente lavora come International Business Development Manager, sempre per l’Enel, lavoro che lo porta a passare molto tempo all’estero. È stato presidente del Comitato Venezia Città Metropolitana ed è collaboratore della rivista Esodo.