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30 Ottobre 2025
Moderne strategie della tensione
2 Novembre 2025Carlo Nordio, attuale ministro della Giustizia, a volte predica bene ma troppo spesso opera male.
La situazione della nostra giustizia è ben nota. Scrivevano ancora nel 2006 Alberto Alesina e Francesco Giavazzi: “Un’economia di mercato ha bisogno di due cose per funzionare, una giustizia civile efficiente, che faciliti l’applicazione dei contratti e protegga le parti interessate, e regole che garantiscano al tempo stesso la sicurezza e la tutela dei consumatori, ma senza creare inutili costi per avviare e svolgere un’attività economica”. Questa affermazione era del 2006. Alesina, allora professore ad Harvard, autorevole economista, è scomparso prematuramente. Giavazzi è opinionista sul Corriere e insegna alla Bocconi.
Il Sole 24 Ore ha recentemente pubblicato dei dati relativi ai tempi medi di una causa civile: a Venezia indicava tre anni solo per arrivare ad una sentenza in 1° grado. A me è anche capitato nel 2015 che venisse registrata dopo 2 anni una sentenza del 2013, dopo aver percorso l’intero iter della causa e quindi dopo la conclusione della stessa. E aggiungerei: a monte e in parte ragione di questa lentezza vi è una montagna di norme, spesso contraddittorie, che unitamente al numero notevole di avvocati, offre lo spunto a infiniti motivi di azioni giudiziarie. Ricordo la mia oramai lontana esperienza di consigliere comunale a Venezia: prima di presentare un’interrogazione al Sindaco, chiesi al Segretario, un esperto giurista, se mi poteva accennare al quadro normativo sul problema che volevo affrontare. Mi rispose con una apparente battuta: “no, no, mi dica lei dove vuole arrivare; le tiro fuori io le norme che possono supportarla!”.
Chi ha mai sentito un esponente politico porre il problema della over-regulation, che peraltro ora affetta sempre più pure la Comunità Europea? Già Tacito scriveva negli Annales “corruptissima re pubblica, plurimae leges”. Non cito altri come Montesquieu o Rousseau! Da noi si pensa di risolvere tutto con una leggina, o distribuendo benefici e/o agevolazioni. Chi più ne ha più ne metta, non importa il colore politico del proponente: iperammortamenti, rottamazioni delle cartelle fiscali, gli 80 Euro di contributi di Renzi o i 500 Euro per l’acquisto libri agli studenti a prescindere dal reddito delle loro famiglie. Vi è un libro di Veronica De Romanis che approfondisce l’argomento, L’AUSTERITA’ FA CRESCERE, Marsilio.
Venendo a Nordio, quando non era ancora ministro aveva scritto sul Messaggero e il Gazzettino che l’Italia aveva un corpus normativo 10 volte la Germania. Evidentemente o se n’è dimenticato oppure non lo lasciano operare. Parla tanto di riforma della giustizia:
- Ma il tema della separazione delle carriere è un problema certamente di principio, forse oggi poco rilevante se è vero quanto afferma Gratteri, che nemmeno un 1% dei magistrati oggi cambiano di ruolo e, se lo fanno, sono costretti a trasferirsi in altre sedi. Non vi sarebbe più il caso del magistrato d’accusa ha mandato a processo Enzo Tortora confondendo il nome e chiamandolo Tortona, per poi cambiare ruolo e diventare giudice nel processo contro di lui.
- Quello della politicizzazione dl CSM è problema vero, un’assurdità per l’Italia, ma non accorcia minimamente i tempi dei processi
- Oltre ai principi affermati da Alesina e Giavazzi, vi è anche un’esigenza crescente di sicurezza. Ebbene, abbiamo tutti sotto gli occhi cosa succede a Venezia, con più di 100 ladri di portafogli e telefonini, contro i quali polizia e magistratura hanno le mani molto legate. Il governo ha preso dei provvedimenti almeno apparentemente più duri, ma è di questi giorni la notizia sui giornali locali di 35 borseggiatrici colte in flagrante che le forze dell’ordine non hanno i poteri di arrestare e che, per eccesso di garantismo, debbono essere convocate dal magistrato prima di emettere una misura cautelare; ovviamente, nessuno si è presentato! Non solo: per effetto della sciagurata Riforma Cartabia, questi malfattori non sono punibili d’ufficio, anche se colti con le mani nel sacco, ma è necessaria la denuncia del danneggiato (che nella stragrande maggioranza dei casi non avviene.. facile immaginare quanto un turista, magari straniero, abbia l’inclinazione a perdere tempo a fare la denuncia formale). Giustamente Il Fatto Quotidiano del 19 ottobre titolava in prima pagina: “Sarà vietato arrestare ladri, pusher e truffatori”. Nel provvedimento di Nordio appaiono tutelati anche i ladri che penetrano in uffici e appartamenti, molti casi riguardanti i colletti bianchi. Non ho votato per la destra al governo, ma in questo caso direi che non sa fare nemmeno il suo mestiere se, almeno una volta, pareva sostenere il principio legge e ordine!
- Sappiamo come le carceri siano strapiene. Ovvio che se aboliamo i reati o eccediamo in pene alternative tutto diventa penalmente non molto rilevante e ne va della tutela del cittadino e dell’impresa.
Ma Nordio non è l’unico a proporre riforme non incisive sull’efficienza del sistema Giustizia. La già ricordata riforma Cartabia ha solo fatto danni (vedasi impunità dei borseggiatori di cui sopra). Eppure è considerata un’importante giurista; pure un nome papabile a Presidente della Repubblica!
Forse sono io che non capisco. Vi sono interessi e sacche di privilegio che andrebbero approfonditi.
Immagine di copertina © Altalex



