
SPIGOLATURE
15 Marzo 2026
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18 Marzo 2026In questi mesi che precedono il rinnovo dell’amministrazione comunale di Venezia, una parola continua a tornarmi alla mente: comunità. È una parola semplice, quasi antica, ma allo stesso tempo profondamente attuale. Comunità significa relazioni, fiducia reciproca, luoghi vissuti, responsabilità condivise. Significa riconoscersi parte di qualcosa che va oltre l’interesse individuale e che dà senso alla vita di una città.
È anche la parola che da anni orienta il lavoro dell’associazione culturale Mestre Mia, nata con l’idea di favorire occasioni di incontro, dialogo e partecipazione nella nostra città. Come cittadini, prima ancora che come organizzatori di iniziative pubbliche, abbiamo sempre cercato di muoverci in questa direzione: creare momenti di confronto, valorizzare le energie presenti nel territorio, contribuire – nel nostro piccolo – a rafforzare quel tessuto civico che tiene insieme le persone.
Per questo seguiamo con attenzione il confronto che porterà alla scelta del prossimo sindaco. Il dibattito vede protagonisti soprattutto Simone Venturini e Andrea Martella, accanto ad altre candidature civiche che contribuiscono comunque ad arricchire il confronto pubblico. I due principali candidati rappresentano storie, esperienze e linguaggi diversi. Da una parte una comunicazione che appare orientata a intercettare energie nuove, con uno stile diretto che sembra voler parlare anche alle generazioni più giovani; dall’altra un approccio più tradizionale, radicato nella cultura politica e istituzionale, che privilegia una comunicazione più programmatica.
Sono differenze di tono e di sensibilità che fanno parte della naturale dialettica democratica. Ma al di là delle competizioni e delle legittime appartenenze politiche, ciò che conta davvero è la direzione in cui si vuole accompagnare la città nei prossimi anni.
Quando parliamo di Mestre e Venezia, è bene ricordare che il Comune di Venezia è una realtà complessa e articolata, fatta di molte comunità che convivono e si riconoscono nello stesso territorio: la città storica, Mestre, Marghera, Chirignago, Zelarino, Favaro Veneto e naturalmente le isole della laguna. Ognuno di questi luoghi contribuisce con la propria storia, la propria identità e le proprie energie alla vita complessiva della città.
Per questo il concetto di comunità non è un’astrazione, ma una necessità concreta. Una città non è soltanto un insieme di progetti, infrastrutture o bilanci. È prima di tutto una comunità di persone. E una città che perde questo senso rischia di trasformarsi in uno spazio di passaggio più che in un luogo di vita condivisa.
Il nostro atteggiamento, come associazione e come cittadini, resterà quello di sempre: ascoltare, osservare, dialogare. E, qualunque sarà l’esito delle urne, continuare a collaborare con l’amministrazione che verrà, mantenendo fede alla nostra vocazione civica e culturale
Perché, al di là delle differenze politiche, c’è una responsabilità che riguarda tutti: custodire e rafforzare il senso di comunità. È da lì che nasce la qualità della vita di una città. Ed è da lì che può crescere una città capace di riconoscersi, di dialogare e di guardare con fiducia al proprio futuro.



