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14 Aprile 2026Raramente ho dovuto riflettere così a lungo sulla cifra da dare ad un mio articolo come per questo, riferito al libro di Adam Weymouth, Il lupo solitario. Un cammino tra civiltà e natura selvaggia, Iperborea 2025.
Il fascino della vicenda fatta di due lunghi percorsi attraverso tre Paesi, Slovenia, Austria, Italia del nord nella zona della Lessinia, prima da parte di un lupo nel 2011, poi da parte dell’autore del libro nel 2023, mi ha catturato fin da quando ho assistito alla presentazione del volume il mese scorso ancora alla libreria “Il Giralibri” di Corte Legrenzi. L’autore, giovane inglese di grande capacità comunicativa e semplicità , ha presentato i temi principali del libro e soprattutto il fatto che la narrazione si svolge durante il suo percorso a piedi seguendo le orme del lupo che aveva attraversato gli stessi luoghi 12 anni prima.
E’ un libro questo fatto dunque di tanti libri assieme, di tagli differenti con cui affrontare un tema di tipo ecologico , di coesistenza uomo-animali selvatici, un libro senza una tesi, dove l’autore non dichiara apertamente la sua posizione nei confronti della sopravvivenza del lupo, ma si limita a mettere a confronto situazioni diverse in cui il lupo Slavc, nel suo viaggio attraverso tre Paesi, si trova a vivere e con cui convive secondo le sue regole.
E’ questo, dunque, un libro di viaggio sulle orme del percorso di un lupo, munito di radio collare, che ha un nome, una storia, una vita e una morte verificata. E’ una forma nuova ed inconsueta di vicinanza con un animale selvaggio che l’autore esperimenta ed esprime benissimo quando dice “…Seguire il tragitto di Slavc è stato un modo di penetrare sotto la pelle dell’Europa. Gli animali vivono fianco a fianco con noi in mondi paralleli che è quasi impossibile conoscere,…forse è meglio un approccio obliquo…E così sono andato a vedere se seguire la strada dei lupi poteva dirci qualcosa riguardo a questo snodo della storia europea, questo passaggio tra epoche…”.
Sul piano della struttura i vari capitoli ci accompagnano in un percorso fisico-geografico spesso lontano dai grandi snodi e dai grandi centri, dove Weymouth, da giornalista, ci consegna una serie importante di dati storici ed attuali sulla situazione di questa specie animale, sulla sua presenza nel passato e nel presente in varie parti del mondo, sottolineando la sua incredibile capacità di rinascere in qualche modo secolo dopo secolo, ripopolando diverse regioni anche dopo il tentativo collettivo di eliminarlo fisicamente anche con i metodi più brutali. La storia dei lupi appare così come l’incontro-scontro tra uomo e natura.
L’autore tiene a condividere in piu’ punti della narrazione con noi lettori il suo personale sentimento di questo viaggio, la vicinanza inconsueta che sente crescere tra di sé e questo animale selvatico di cui si sente testimone.
E’ un libro che Weymouth definisce con affetto una storia d’amore. Slavc, infatti, una volta compiuto il suo pellegrinaggio durato mesi ed arrivato in Lessinia, troverà un’altra lupa solitaria a cui verrà dato non a caso il nome di Giulietta, con cui si accoppierà e ricostruirà un branco che ancora esiste con i suoi discendenti. Il branco infatti e’una famiglia , che favorisce i cuccioli durante la crescita, che possono approfittare di un surplus di cibo mentre imparano a cacciare da soli.
Il percorso dell’autore , in tutti i luoghi geografici che tocca, è fatto di molti incontri diretti con agricoltori ma soprattutto allevatori della Slovenia, della Carinzia, della Lessinia.
Ivan, in Slovenia, nella bellissima terra dove l’agricoltura deve lottare quotidianamente contro la riforestazione, afferma “ Siamo la perla verde dell’Europa e ci teniamo ad esserlo…ma non la perla selvaggia. La perla verde, coltivata. Non il Parco di Yellowstone”. “Qui la bestia non si può muovere senza attraversare le strade e i poderi della gente”.
Qui gli agricoltori affermano a proposito dei lupi “ Bisogna ucciderli tutti, senza pietà”.
E anche in Carinzia, sull’onda di un forte vento ideologico di destra che ha radici naziste esplicite, l’atteggiamento più diffuso rimane quello delle quattro S : Sehen, schieben, schaufeln, schweigen (trovare, sparare, seppellire, tacere) . Nel 2022 gli attacchi dei lupi al bestiame sono aumentati del 230%. “…i contadini sono furiosi, gli abitanti dei paesi sono terrorizzati, nelle campagne la sensazione diffusa e dilagante è che sia scoppiato l’inferno”.
Il nodo centrale del viaggio in Austria è la visita al Wolf Science Center, con la guida di Kurt Kotrschal, uno dei cofondatori del Centro. Qui impariamo che”…se il lupo e l’essere umano sono così legati è per il loro stile di vita. Condividono lo stesso spazio.Vivono socialmente, in gruppo. Si prendono cura dei piccoli”.
Qui ci sarà il momento-cardine di tutto il libro, l’incontro tra l’autore e il lupo Wamblee :”…Ci stringiamo la mano e rinnoviamo un contratto di ventimila anni fa. Facciamo promesse che non siamo ancora sicuri di mantenere”.
E Weymouth arriva in Italia. E lo ringrazio per il tono rapito con cui afferma “Ma Dio, che belle le Dolomiti!” Anche qui numerosi incontri con allevatori e agricoltori di montagna, la sorpresa magnifica di una coppia di giovani allevatori di pecore, Emma e Giacomo, che sono approdati a questa scelta dopo un passato di ricercatrice universitaria e di fotografo internazionale. Saranno gli unici a non schierarsi implacabilmente contro il lupo predatore. L’estate che l’autore passerà in Lessinia gli consegnerà un’altra serie di riflessioni sulla relazione oggi tra uomo e natura.
Ma soprattutto permetterà a lui e a noi tutti lettori di respirare le sue meravigliose descrizioni di prati e montagne, di notti silenziose e di voci degli animali, in una fusione sempre più profonda coi luoghi che ha attraversato da solo a piedi. Emerge insomma, accanto alle sue riflessioni, in tutte le pagine, il senso del privilegio di poter ancora (e fino a quando ?) godere della bellezza infinita della natura, di avere occhi aperti ed attenti a sentirsi parte di un tutto.
Verso la fine del suo viaggio l’autore si domanda “…Possiamo concederci di innamorarci ancora del mondo?…Se c’è una cosa che i lupi ci hanno dimostrato in milioni di anni di vita sul pianeta è che loro sanno adattarsi come nessun altro al cambiamento….Per il lupo, questa è senz’altro un’epoca di speranza…”.
Ma sono soprattutto le sue parole di chiusura , che ci consegnano una nuova dimensione di respiro per il nostro futuro “…Se c’è una cosa che possiamo imparare dalla vita di Slavc, penso, è che perfino quando hai tutti i pronostici contro, perfino quando non sai cosa c’è al di là dell’orizzonte, ha ancora senso alzarsi alle prime luci dell’alba e andare a cercarlo. Là fuori c’è qualcun altro che sta facendo la stessa cosa, e cerca te”.
ADAM WEYMOUTH, Il lupo solitario. Un cammino tra civiltà e natura selvaggia. Iperborea 2025



