
Elezioni nella municipalità. Mestre e Carpenedo, fase due: dopo i contenitori, i contenuti
15 Maggio 2026Mi sono trovata per caso negli ultimi due mesi tra le mani tre romanzi che parlavano tutti di Vietnam, uno oggetto della lettura mensile del gruppo di lettura di cui faccio parte, e gli altri prestati di seguito da due amiche lettrici all’insaputa l’una dell’altra. La curiosa combinazione ha fatto sì che in quasi mille pagine complessive i miei occhi abbiano selezionato in maniera inconsueta riflessioni di forma e contenuto e soprattutto immagini di un Vietnam dai tempi antecedenti alla guerra degli Anni Sessanta fino alla più stretta attualità.
Graham Greene, con “L’americano tranquillo” ci presenta un Vietnam alle soglie della guerra (il romanzo è stato scritto nel 1955), con azioni che si svolgono tra le grandi città (Saigon ed Hanoi) ed i luoghi delle battaglie allora in corso tra francesi e vietcong nelle campagne circostanti. E’ una sorta di lungo reportage visto con gli occhi di uno dei due protagonisti, il giornalista inglese Fowler , riluttante nei confronti della sua professione, ma che ci consegna comunque pagine dal vivo di combattimenti, veglie di sentinella notturne, un quadro di attesa di un intervento americano che sappiamo aprirà poi ufficialmente il conflitto, rappresentato appunto dall’altro protagonista, Pyle. E’ un libro singolare, dove attraversiamo con Fowler le strade di Hanoi, i suoi caffè per occidentali, la sede del giornale e il suo appartamento, dove i cittadini vietnamiti appaiono sullo sfondo, guardano senza commentare, attraversano le stesse strade, ascoltano gli stessi boati che alla fine creeranno una strage in centro senza reazioni apparenti anche se la mafia locale agisce nell’ombra. E’ già un paese in guerra, e gli infiniti dialoghi tra i due protagonisti sono una sorta di rumore di fondo che ci accompagna. Fuong, la donna vietnamita di Fowler che diventerà poi compagna di Pyle e , alla fine, alla sua morte, ritornerà dal giornalista, è bellissima, silenziosa, fedele ad un ruolo di compagna –geisha da cui si scuoterà solo alla fine nella speranza di sposare Fowler.
Il secondo romanzo, “Dove vola la polvere” ci apre una prospettiva narrativa del tutto diversa. Scritto nel 2023 da una scrittrice vietnamita che ora vive a Giacarta, ci propone, in una prospettiva molto leggibile e accattivante, la narrazione delle vite di un gruppo di personaggi, passando nei capitoli da un momento all’altro della storia recente, dalla guerra del Vietnam fino ai nostri giorni.
Rivedendo il testo in prospettiva di questo articolo, mi sono soffermata maggiormente sulle figure delle due giovanissime sorelle vietnamite che, durante il conflitto, lasciano la campagna dove i genitori sono in difficoltà economiche, e decidono, su consiglio di un’amica, di lavorare in un “caffe’” per americani a Sài Gòn nel 1969. Il loro percorso di progressiva consapevolezza del loro destino di prostitute, con esiti diversi ma egualmente dolorosi per entrambe, si sovrappone alle tante figure di soldati giovanissimi mandati allo sbaraglio in quella guerra lontana da casa, e che cercano conforto nella presenza fisica di queste ragazze. Nella crudezza del racconto della loro professione all’Hollywood bar, emergono le due diverse personalità delle ragazze, Quynh spietatamente concreta , Trang (Kim nel bar) ostinatamente contraria alla politica del sesso con i militari, fino all’incontro con Dan , giovanissimo e traumatizzato dalla violenza degli scontri a cui è costretto facendo addirittura strage di bambini .
Dan ritornerà , fingendosi turista, con la moglie nel 2016, alla ricerca di Kim e di suo figlio che ha abbandonato ancora prima che nascesse.
Ed infine c’è Phong, figlio di un americano di colore e di una ragazza vietnamita durante il conflitto, in cerca di una identità che il suo Paese non gli permette di avere, e con la speranza sempre negata dalla burocrazia, di andare in America con la famiglia. Nell’intrecciarsi delle vite di questi quattro personaggi, che in parte riusciranno a trovare pace e una loro collocazione affettiva ed umana in un ponte ideale tra Vietnam ed America, resta il senso di questo popolo che emerge dalle pagine del libro: Dan, nella sua ricerca, cena con la famiglia della sua guida in un ristorantino su strada : “…A star seduto in mezzo a tante persone del posto e ascoltandole parlare nella loro lingua, Dan riconobbe una caratteristica di Sài Gòn che era sopravvissuta alla guerra: il fascino della sua gente, la loro incredibile energia, la grinta. Nei suoi incubi, la città era devastata dalla guerra, sfigurata dalla violenza come il giorno in cui se ne era andato. Adesso, vederla prosperare gli dava un senso di pace e di consolazione. Cominciava a capire perché altri veterani avevano detto che tornarci li aveva aiutati”.
Gianluca Gotto, infine , nel suo “Succede sempre qualcosa di meraviglioso”, del 2021, ci offre una terza prospettiva dello stesso Paese, in un viaggio da lui compiuto attraverso una figura di protagonista, Davide, in cui evidentemente almeno in parte si identifica.
Il Vietnam di questo romanzo è rappresentato nel libro con una serie di cartine che ci indicano tutti luoghi da Sud a Nord , di questo viaggio in motocicletta, accanto ad un anziano amico del nonno, Guilly, che diventa la voce della sua coscienza in un processo di liberazione interiore .
Davide ha visto naufragare in poco tempo le prospettive di lavoro che sperava di avere, e il suo futuro sentimentale con la ragazza che frequentava da molti anni. La morte del nonno e il suo consiglio di ritrovare l’amico in Vietnam , dove era stato in passato all’insaputa della famiglia, diventa per Davide l’occasione di un percorso di scoperta del passato del nonno, ma soprattutto una immersione totale nel paesaggio, abitudini, cibo, filosofia di vita, del Vietnam e dei suoi abitanti. Quelle note di Dan nell’altro libro a proposito della gente di questo Paese ritornano più volte anche nelle pagine di Gotto. L’autore, infatti, al di là del sapore di “libro di scoperta spirituale” che vuole dare alle sue pagine, ci consegna continuamente, nelle varie parti del Paese che attraversa, descrizioni meravigliose dei paesaggi che vede : “…Indicò il cielo e solo allora mi resi conto che , tra le foglie delle palme che coloravano di verde la strada e le lanterne rosso fuoco, si intravedeva una luna piena. Era enorme e luminosa”.
C’è un incontro con una giovanissima vietnamita che gli fa battere il cuore. C’è la presenza di templi ovunque e di luoghi di culto che accompagnano la sempre maggiore luce interiore del protagonista. Ma c’è soprattutto la sua giovinezza e i suoi dubbi, che la dimensione del viaggio, e di un viaggio in quel Paese soprattutto, diventano nuova maturità e chiarezza di scelte di vita.
Eccovi dunque questa carrellata velocissima attraverso un autore classico, una romanziera vietnamita, un autore viaggiatore italiano. Augurandomi di avervi dato le chiavi per il vostro personalissimo viaggio letterario in questo Paese.
Graham Greene, L’Americano tranquilli, Mondadori 1980
Nguyen Phan Que Mai, Dove vola la polvere, TEA 2023
Gianluca Gotto, Succede sempre qualcosa di meraviglioso, Mondadori 2021



