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Sono candidata alla municipalità di Venezia, Murano e Burano nella lista del Partito Democratico, e parto da ciò che mi muove come ispirazione programmatica.
Serve qualcosa subito. Qualcosa che migliori la vita quotidiana senza aspettare i tempi lunghi degli interventi strutturali. Bene, allora la domanda: che fare? Poniamola meglio, perché la risposta dipende sempre da “cosa” e “come” si chiede. Quindi, che fare per rendere meno “faticosa” l’esistenza di chi in Città vive, lavora, si muove e deve farlo confrontandosi con la presenza di 20/30 milioni di turisti l’anno? I numeri ballano, lo so, ma quello di quanti siano davvero questi turisti resta uno dei misteri irrisolti della nostra realtà. Diciamo tanti. Aggiungiamo che “pesano” ancora di più. Per tanti motivi. Il primo perché la loro disponibilità a pagare qualunque cifra, ovunque si trovino, ha finito per drogare e alterare ogni mercato locale, dalla casa ai prodotti alimentari. Il secondo, perché è proprio la semplice presenza fisica a rappresentare il cuore del problema quotidiano: sono davvero tanti. Infatti, tutte le proposte in materia puntano, senza eccezioni, a ottenere il contenimento numerico. In definitiva, qualche speranza in materia l’aveva pure l’irrazionale e quanto mai gestito male “contributo d’accesso”. Ha fallito, come ovvio, ma resta il fatto che della questione chi subentrerà al catastrofico decennio Brugnaro-Venturini qualcosa dovrà inventarsi. E allora, avanzo una proposta semplice, praticabile e, spero, dai risultati immediati.
Proviamo a cambiare prospettiva: quanta parte del problema non si deve al semplice “numero” dei turisti in città, bensì ai loro comportamenti? Quanto incide sulla qualità della vita dei residenti il fatto che chi arriva non abbia la minima percezione delle specificità veneziane? Quanto pesa l’inarrestabile dilagare della maleducazione spicciola, che irrita chi la subisce e lo danneggia perché a ogni abuso corrisponde la violazione di un diritto? E se provassimo a introdurre forme di “educazione alla città”, accompagnando l’illustrazione dei comportamenti consoni al vivere a Venezia, ma anche a Mestre e Marghera è ovvio, con adeguate sanzioni, ovviamente pecunarie, per colpire gli inadempienti? Perché il problema è duplice: educare tutti, colpire chi si ostini a danneggiare la vita della maggioranza. In maniera che si “senta”, senza per altro diventare inutilmente vessatoria, ma certa: la Polizia Locale non può essere una semplice sfilata di divise, ma diventare sul serio operativa sul territorio. Come non è mai stata finora, aggiungo.
Educare, dunque. Cominciamo con uno svelto decalogo da distribuire a ogni visitatore con l’indicazione per ogni violazione della sanzione relativa.
- Il visitatore può portare a bordo dei mezzi pubblici, acquei o di terra, un bagaglio limitato. Come per salire in aereo, il bagaglio eccedente dev’essere consegnato nei punti di raccolta e fatto consegnare al domicilio scelto dall’azienda che ne avrà l’appalto. E viceversa per la riconsegna. Naturalmente a pagamento. Sono esentati i soli residenti del Comune. Sanzione per gli inadempienti. Il personale di controllo a bordo dei mezzi procederà alle verifiche opportune;
- Disciplina specifica per gli zaini: questi devono essere obbligatoriamente tolti a bordo dei mezzi pubblici, anche da parte dei residenti, e negli spazi dei locali pubblici. Sanzione relativa;
- È vietato usare i sedili dei mezzi pubblici od occupare lo spazio di fronte a essi come deposito bagagli: i posti a sedere sono per gli essere umani, in particolare se anziani e/o malati;
- È vietato appoggiare i piedi sui sedili: lo impongono educazione e necessità igieniche con diversa valenza;
- La città non è un set fotografico e specie sui ponti principali, Accademia, Rialto etc. si deve rispettare la viabilità: bloccare il traffico per selfie o foto sarà sanzionato;
- Il visitatore deve camminare tenendo conto che esistono gli altri e una corrente di traffico in senso contrario;
- Per strada sono vietati schiamazzi di ogni genere a cominciare da quelli dovuti all’eccesso di consumo di bevande alcoliche di cui dev’essere vietata la vendita per asporto in contenitori di plastica: acquisto e consumo devono avvenire in loco;
- È vietata la consumazione di cibo e bevande sul suolo pubblico. Questo anche per evidenti ragioni di sicurezza e igiene urbana visto il dilagare di pantegane e gabbiani. Vengono individuale delle zone attrezzate dove poterlo fare in tranquillità;
- L’abbandono d’immondizie, specie da parte delle locazioni turistiche dev’essere sanzionato. In questo caso, sarà il proprietario a rispondere per il comportamento inappropriato dell’inquilino;
- Esistono le code e queste devono essere rispettate: non si entra dall’uscita, non si staziona su questa bloccandola di fatto e, in ogni situazione, si deve agevolare e non ostacolare con la propria inerzia, il flusso d’imbarco/sbarco.
Tutto questo tanto per cominciare. Se queste semplici norme fossero applicate, non c’è dubbio che la vita quotidiana di tutti risulterebbe facilitata. Una mano ulteriore, poi, la potrebbe dare l’azienda locale dei trasporti, per esempio riportando alla cadenza ogni dieci minuti, così com’era fino a non molti anni fa, la cadenza delle linee 1 e 2 dei vaporetti: specificità lagunare, è vero, ma da qualche parte bisognerà pur cominciare. Ne riparleremo in un prossimo articolo.



