
Venezia soffoca: ecco la ricetta per tornare a viverla
18 Maggio 2026Due iniziative dal basso: un decalogo e un appello ai candidati alle elezioni
La campagna elettorale è in dirittura d’arrivo e non si può non rilevare un dato oggettivo: è stata una campagna partecipata, attenta ai temi cittadini; da parte degli elettori e vedremo se altrettanto lo sarà da parte dei candidati a tutti i livelli. Tra le iniziative partecipative è indicato sottolinearne due.
Entrambe, muovono, come si dice, dal basso e partono dal mondo dell’associazionismo, che sa in queste occasioni esprimere il meglio di sé, proiettandole in avanti e non fermandosi alla fase elettorale. Nelle intenzioni dei promotori si auspica infatti la costituzione di una sorta di forum permanente, con il compito di valutare con regolarità quanto le richieste vengano poi effettivamente ascoltate e realizzate.
In particolare, con la prima delle due iniziative è stato compilato, dopo un’accurata preparazione, una sorta di decalogo incentrato su “una riflessione valoriale, per disegnare un percorso, un metodo di governo per chi intende impegnarsi al servizio della città”. Molti soni i valori su cui è stato chiesto agli otto candidati sindaci invitati di esprimersi e di impegnarsi nell’appuntamento pubblico conclusivo tenuto al Centro Candiani l’8 maggio scorso. Si leggono in sintesi questi valori: la città di pace, la legalità, la piena parità di genere e una vera inclusione, Venezia città aperta e inclusiva, le autonomie da organizzare e rafforzare, il funzionamento del decentramento e delle municipalità, l’assicurare la vitalità socioeconomica in modo sostenibile e responsabile, far restare i giovani che stanno lasciando Venezia e l’Italia, una città solidale e il tutelare e sviluppare la memoria culturale e il sostenere la nuova produzione artistica.
Nel corso dell’incontro al Candiani sarebbe stato ben difficile che i candidati sindaci non facessero propri valori così universali e condivisibili sul futuro della città. E così è stato, anche se poi hanno colto un’occasione per spaziare oltre. Il che in campagna elettorale ci sta.
Si segnala però alla presentazione pubblica l’assenza, l’unica, del candidato sindaco Simone Venturini, che forse sospettava in anticipo un’assemblea politicamente orientata e una platea a suo sfavore e ha voluto sottrarsi. Sbagliandosi, perché questi valori, come già detto, sono stati presentati come universali, rivolti a tutti e senza alcun colore politico, cioè assolutamente acquisibili senza difficoltà da ogni parte politica, anche dalla sua. E d’altra parte valori presentati a tutti i candidati proprio con la consapevolezza della loro trasversalità da un capo all’altro degli schieramenti. Lo testimoniano le sigle delle associazioni proponenti (vedi in nota 1), di diversa matrice, cattolica e laica, tutte impegnate a vario titolo nel sociale (nel lavoro, nella educazione/formazione, nel volontariato assistenziale e sanitario, nella memoria della Resistenza, nella cultura, nell’ambiente, nel tema della pace), per loro natura senza alcuna caratterizzazione politica di parte e costitutivamente aperte, quantomeno a leggere le finalità dei loro statuti.
La seconda iniziativa ha un segno diverso e si offre invece alle adesioni individuali con un appello che vuole rivolgersi a tutto l’insieme dei candidati ai diversi livelli (sono oltre duemila tra tutte le liste di Municipalità e Comune) e alla cittadinanza intera. È anch’essa di grande impatto valoriale perché si concentra su un tema specifico, la pacifica e reciproca accoglienza delle culture e delle religioni, un’inclusione sociale ben definita e che si situa nello scenario della multiculturalità.
L’appello/manifesto si intitola “UNA CITTÀ DALLE MOLTE FEDI, per una reale parità e libertà religiosa in città”. Si citano alcune chiare parole del testo: “alla luce della situazione critica che osserviamo quotidianamente, riteniamo importante avanzare alcune richieste essenziali per garantire l’esercizio concreto di questo diritto”. Segue una circostanziata rassegna di richieste e di ambiti in cui si articola la libertà religiosa in quanto diritto fondamentale sancito dalla Costituzione, e che – si legge – “non riguarda solo lo Stato, ma tutte le istituzioni, compresi i Comuni, che possono adottare misure per renderla effettiva”. E ciò spiega il fatto che ci si rivolga ai candidati in una scadenza politico-amministrativa. L’appello ha una quindicina di primi promotori che riportiamo in calce (vedi in nota 2).
A noi pare che i contenuti delle richieste abbiano un loro valore etico, che tuttavia non è così scontato per tutti. In questo caso, a differenza del primo, nutriamo infatti qualche dubbio che tali richieste trovino accoglienza piena tra tutti i candidati nelle liste, se è vero che una forza politica che si presenta alle elezioni comunali, la Lega, l’unica per la verità, è scesa in campo già da qualche tempo per opporsi alla costruzione di una moschea per il culto islamico. E ciò può imbarazzare l’alleanza di cui fa parte, che dovrà smarcarsi, se vorrà presentarsi agli elettori con garanzie sulla tutela dei diritti di cittadinanza. Vedremo.
Per concludere per quanto ci riguarda ci sentiamo in consonanza con questo appello – e come non si potrebbe? – e giova segnalare che recentemente la nostra testata ha pubblicato un articolo (https://www.luminosigiorni.it/politica-3/la-moschea-negata-a-mestre-integrazione-o-paura/), in cui si sottolinea che alla costruzione della moschea, se rispettosa dei vincoli urbanistici e autofinanziata, non ci si può opporre, proprio in virtù di un principio costituzionale.
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