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3 Luglio 2026I veneziani, si sa, d’estate amano il loro Lido. Puntualmente ogni anno, come in un antico rito, ci si reca in spiaggia e percorso il Gran Viale, arrivati in Lungomare Marconi numero 17, ecco svettare al di là di un’anonima staccionata ondulata grigio scuro, tra il verde ormai incolto, la sagoma bianca senza tempo del mitico Hotel Des Bains con difronte la sua spiaggia dorata. Le fronde sul lungomare oggi sono la muta memoria di ciò che resta di uno splendido parco con la famosa “Pagoda” dove si ballava all’aperto d’estate bordo piscina. Famosissimo e lussuoso albergo, legato per sempre a quel film mirabile che è “Morte a Venezia”, uno dei capolavori di Luchino Visconti, venne edificato a fine ottocento secondo il progetto di Raffello e Francesco Marsich. Inaugurato il 5 luglio 1900 fu per decenni uno dei gioelli di proprietà della C.I.G.A. (Compagnia Italiani Grandi Alberghi). Amato da un turismo mondiale d’élite era un’oasi di tranquillità e classe. Non è casuale se da sempre alla Mostra del Cinema gli americani, gli arabi, chi cerca sfarzo e vetrina richiede di alloggiare al moresco e mondano Hotel Excelsior, mentre chi amava la riservatezza preferiva la quiete dell’Hotel Des Bains.
Trascorsi i fasti della Belle Epoche, sopravvissuto a due guerre mondiali, a due incendi uno nel 1916 e uno meno grave nel 2008, il Des Bains ha subito nei decenni parziali ristrutturazioni e passaggi di proprietà, dalla C.I.G.A. è passato al gruppo alberghiero americano Starwood Hotels e poi al fondo immobiliare EstCapital. Venne chiuso definitivamente nel 2010.
Estcapital voleva infatti trasformarlo da storica destinazione d’uso alberghiera per cui era nato a residenziale, dando luogo ad un complesso di abitazioni di lusso e frazionandolo di fatto in 58 costosissimi appartamenti che avrebbero formato le prestigiose “Residenze des Bains”. I lavori iniziarono, ma vennero presto interrotti per il fallimento della stessa imobiliare EstCapital, che dopo averlo sventrato e interamente svuotato degli arredi d’epoca, li vendette rapidamente tramite aste online.
A risentire il nome di EstCapital, la società di gestione del risparmio specializzata in fondi immobiliari che aveva sede a Padova, a chi non ha la memoria corta e gli occhi foderati di prosciutto viene il mal di mare (per restare in tema lidense…). La Società messa in liquidazione nell’aprile 2016, al tempo dell’operazione Des Bains, era presieduta dal Professor Gianfranco Mossetto, imprenditore ed economista, che era stato anche Assessore alla Cultura del Comune di Venezia con la prima giunta Cacciari. Oltre l’Hotel Des Bains la suddetta società aveva rilevato anche la proprietà del complesso dell’ex Ospedale al Mare sempre al Lido di Venezia. Quest’altra è un’ulteriore pagina dolente della storia dell’ex- isola d’Oro. Si decise infatti di dismettere e sacrificare uno storico ospedale, che aveva sempre ben funzionato, unico nel suo genere con una localizzazione unica e invidiabile. Nato nel 1868 come Ospizio Marino per iniziativa della filantropia veneziana divenne ufficialmente ospedale nel 1933. Nel 1975 venne poi potenziato con la costruzione del Monoblocco (ma si sa erano altri anni…) per poi cessare definitivamente ogni attività sanitaria nell’ottobre del 2003.
Sempre negli stessi anni per finanziare la costruzione di un nuovo Palazzo del Cinema venne concepita una strana operazione immobiliare che coinvolgeva proprio, oltre la dismissione, anche la vendita del vecchio ospedale al Mare. Quello che fu senza alcun dubbio il “sacco del Lido” ebbe conseguenze per anni con risultati disastrosi. Il nuovo palazzo del Cinema dopo tanti strombazzamenti di fatto non venne mai costruito, si spesero a vuoto ben 37 milioni di euro di danaro pubblico, si dilaniò inutilmente il piazzale antistante al Casinò del Lido e per anni rimase una voragine a cielo aperto profonda tre metri dove le pantegane scorazzavano notte e giorno fino in spiaggia all’Excelsior. Poi dopo proteste di tutti i tipi parecchi anni dopo lo scandalo Mose, il Comune di Venezia, nel 2016, ci mise una pezza e risolse la questione ormai improrogabile, chiuse tutto e ridiede finalmente dignità e igiene al Piazzale del Casino.
Dal canto suo l’ex Ospedale al Mare sacrificato in questa girandola affaristica per anni è versato in stato di totale sfacelo e abbandono, dimora di senzatetto e sbandati che si scaldavano d’inverno con pericolosi falò, con le cartelle cliniche dei vecchi pazienti sparpagliate ovunque (alla faccia della privacy!), pieno di arredi e macchinari ormai arrugginiti dalla salsedine, con la chiesetta interna e l’annesso teatro Marinoni in totale stato di abbandono.
Dopo anni, nel 2022, un imprenditore tedesco Frank Gotthardt ha rilevato il complesso per mettere in cantiere un’importante progetto internazionale “MARE” che lo trasformerà in campus tecnologico per la ricerca biomedica e l’intelligenza artificiale oltre a servizi e spazi pubblici. Non resta quindi che sperare nella concretezza ed efficienza teutonica per ridar nuova vita a questo prestigioso angolo di Lido.
Quanto all’ ex Hotel Des Bains negli anni piombò in un imbarazzante silenzio e lento abbandono. Le sorti sembravano poter cambiare nel 2015 quando la gestione del fondo proprietario dell’hotel venne rilevata dalla società di gestione del risparmio COIMA di Milano. Questa azzerando totalmente il progetto di EstCapital riprese l’idea di ripristinare l’uso alberghiero prevedendo una ristrutturazione che avrebbe prodotto un hotel di 190 camere. L’investimento annunciato era di 60 milioni di euro però non si prevedeva la riapertura prima del 2024.
La realtà è che, se si esclude una breve riapertura temporanea nel 2018 di una piccola porzione dell’hotel per una retrospettiva fotografica dedicata agli ospiti famosi dell’Hotel negli anni tra il 1932 e il 2018 e una successiva simile nel 2019 sempre in occasione della Mostra del Cinema, l’albergo versa da anni in totale stato di abbandono dove, al di là dei vetri d’entrata, della bellezza della Sala Visconti resta solo un opaco ricordo. Passano gli anni, le stagioni balneari, le Mostre del Cinema, ma l’edificio resta lì come un monumento silenzioso di una gloriosa storia passata.
Dopo anni di oblio, anche in questo caso, ora riappare sulla stampa locale di qualche giorno fa che qualcosa che sembra muovere le acque stagnati e paludose della laguna. Coima riprende in mano la situazione tanto che alcuni suoi dirigenti verificheranno di persona lo stato di fatto della struttura sul lungomare per poi procedere al recupero dell’intero hotel.
In seguito all’assenso ai lavori sono stati recentemente eseguiti i rilievi e la valutazione sulla sistemazione degli alloggi per i dipendenti che dovranno seguire il cantiere. Il nuovo investimento per la ristrutturazione e successivo avvio dell’hotel si aggirerà sui 200 milioni di euro. L’ingresso nell’operazione di Eagle Hills, avvenuto mesi fa, ha fatto ripartire il motore dell’operazione. Coima des Bains Fund acquisisce il credito con un valore nominale di 54 milioni di euro garantiti dall’hotel, da Intesa Sanpaolo e da Altea SP. Il passo successivo sarà poi individuare un gruppo alberghiero internazionale che lo gestirà a restauro ultimato.
Ora si parla di riapertura dell’Hotel Des Bains nel 2030 ma sarà davvero la volta buona?
Credo che i cittadini veneziani e non veneziani che frequentano e conoscono il Lido di Venezia alla luce di queste annose e pesanti vicende ricordate il farsi delle domande e cercare di darsi delle risposte sia d’obbligo. E’ pura presunzione pensare che nessuno ci abbia riflettuto su questa mala gestio e si sia nel tempo fatta una propria opinione nel merito. Quante Mostre del Cinema dovranno ancora passare prima che quest’albergo riapra? E nella speranza di fare del tratto di lungomare tra l’hotel Excelsior e il Des Bains una sorta di tanto ipotizzata Croisette che al Festival di Cannes non avrebbe nulla da invidiare.
Non ci resta che aspettare, quindi, augurandoci che veramente per l’ex ospedale al Mare e per l’hotel Des Bains i tempi bui stiano per finire con buona pace dei soldi spesi per l’inutile buco (soprattutto economico) per quello che avrebbe dovuto essere il mai nato nuovo palazzo del Cinema.



