
La libertà di scegliere fino all’ultimo istante
16 Settembre 2026ARTE E CULTURA I viaggi della bellezza: Venezia, città della meraviglia.
Qualche anno fa, ho accompagnato una famiglia con un bambino di undici mesi in visita a San Rocco. Il piccolo tendeva le braccia verso il soffitto, incantato dai grandi teleri e, tolto dal passeggino, ha fatto i suoi primi passi sotto i Tintoretto, immortalato dai cellulari di due giovani genitori emozionati.
Anni prima, una coppia quindicenne del mio gruppo di studenti si era sfiorata le labbra sotto un Tiepolo.
I nostri soffitti rendono le persone molto ricettive.
La celebre e abusata frase di Dostoevskij, “la bellezza salverà il mondo”, dev’essere vera; basta lasciarne filtrare uno spiraglio e ne siamo trasformati.
Proprio questa possibilità di trasformazione anima lo spirito etico che sta alla base dell’iniziativa “I viaggi della bellezza”, promossa dalla Procuratoria di San Marco e rivolta agli studenti delle classi secondarie del Veneto. Molte famiglie non possono affrontare i costi di una gita a Venezia che comprende vaporetti, ingressi ai musei, pranzo, visite guidate. Così, ragazzi che vivono a mezz’ora o un’ora di treno da qui non hanno mai avuto l’opportunità di visitare la città o la Basilica.
Grazie in particolar modo all’impegno del Primo Procuratore, l’avvocato Bruno Barel, è stato possibile dare avvio a un programma educativo i cui costi saranno sostenuti da alcune banche di Credito Cooperativo del territorio, dal Comune di Venezia e da istituzioni e professionisti della cultura.
Attraverso una piattaforma online, gli insegnanti possono già scegliere una data e prenotare le visite alla Basilica di San Marco, alla Fondazione Cini, a Ca’ Foscari e ad altri musei e istituzioni.
È un progetto lungimirante: per sviluppare un senso di appartenenza, una comunità ha bisogno di condividere valori civici e di riconoscersi nell’immaginario della città in cui vive. Conoscere la storia, le opere d’arte, i laboratori e anche gli istituti dove ci si prende cura del patrimonio rappresenta un’esperienza fondativa per sentirsi partecipi della vita di un luogo.
Il nostro patrimonio fatto di edifici sacri, opere d’arte, parchi, botteghe artigiane coinvolge tutti, perché ogni generazione abita, vive e modifica la città secondo le necessità dell’epoca.
Nel tempo, alcuni edifici vengono demoliti, altri adibiti a usi diversi; i Rezzonico non abitano più qui, la Basilica di San Marco non è più cappella ducale.
Ed è proprio questo reinventare il modo di vivere uno spazio che rende sempre attuale l’eredità culturale; ad esempio il palazzo Querini Stampalia è oggi una biblioteca aperta a tutti, il monastero di San Giorgio è sede di una fondazione culturale. La Scoletta dei Calegheri e la chiesa di San Leonardo sono luoghi di riunioni pubbliche, importanti per la vita della comunità.
La trasformazione di palazzi, chiese o caserme in luoghi che i cittadini continuano a frequentare è un processo che tramanda l’eredità del passato, mantenendone l’importanza per le relazioni umane, gli incontri, il benessere della comunità.
Le prossime generazioni decideranno se musealizzare tutta la città o aumentare gli spazi di aggregazione, ma queste scelte saranno tanto migliori per la vita di tutti quanto saranno fondate sulla consapevolezza del loro valore storico.
Per questo motivo il progetto della Procuratoria di aprire la bellezza anche a chi non ne può fare esperienza ogni giorno sembra tanto più necessario.
Tra i molti aderenti all’iniziativa, ci sono due associazioni di guide cittadine, AGTV (di cui faccio parte) e AGTA, e le guide diocesane. Il nostro contributo sarà di accompagnare i ragazzi alla visita della Basilica di San Marco. È un lavoro che offriremo gratuitamente, consapevoli di trasmettere uno degli aspetti più profondi della storia di Venezia, poiché né la storia stessa né la spiritualità possono esaurirsi con il trascorrere del tempo, ma continuano ad abitare il nostro presente.
Venezia ha una forma urbana unica, a San Marco si respira un’aria che abbraccia tutto il Mediterraneo e negli archi, nei marmi, nei riflessi dorati Oriente e Occidente fluiscono l’uno nell’altro.
È una città che si presta come poche altre ad accogliere culture diverse, ed è questo che racconteremo ai ragazzi.
Le guide turistiche sono professioniste della mediazione culturale. Ci aggiorniamo continuamente con seminari di studio e conferenze tenute da professori universitari, con visite ai laboratori di restauro e a quelli artigiani. Affiniamo le tecniche di narrazione che, a differenza di una lezione scolastica, devono anche sapere intrattenere, offrire aneddoti storici, spunti di riflessione e far sentire il visitatore partecipe dell’esperienza.
Non so se ogni studente uscirà da San Marco con un’emozione, un racconto da portare a casa o il desiderio di lavorare con i mosaici, ma noi ci proviamo.



