
Un solo Porto. Cinque scali
12 Giugno 2026Questo giovane autore di grande talento di cui mi accingo a tracciare qualche linea di commento sulle sue due ultime opere letterarie l’ho già incrociato cinque anni fa, in occasione dell’uscita del suo primo romanzo “Il buio non fa paura” del 2021, che avevo recensito egualmente per questa rivista col titolo “Aspettare la notte alla finestra” nel settembre di quell’anno. Rivedendo le mie note di allora, Pisano appariva come un autore giovanissimo emergente e già ricco di valenze letterarie notevoli, sia sul piano puramente stilistico, con una scrittura intensa ed originale, sia sul piano dei temi trattati, quello della vita, della morte ,della fraternità e della maternità.
L’amore feroce per la madre, la contraddizione nei rapporti tra fratelli, lì ammantati da un’aura favolistica e da una figura di madre-fantasma che avvolge il bosco con la sua oscura ma assieme luminosa presenza, nei suoi testi teatrali del 2023 riappaiono con una forma di scrittura diversa, adatta alla scena, ma facendo riaffiorare di nuovo, in situazioni ora contemporanee (Per il tuo bene) ora remotamente storico-letterarie (Semidei) , la stessa forma di contraddizione, amore-odio, oscurità appunto nei rapporti familiari, che vengono dilaniati in ogni singola battuta soprattutto nel primo dei due testi.
In questi testi lo stile è breve e tranchant, con una serie di dialoghi serrati ed insieme sospesi, come se la rapidità e l’uso di termini molto “quotidiani” costruisse una architettura di parole di fronte alla quale chi legge si sente irresistibilmente attratto ed insieme disturbato, come se varcasse suo malgrado soglie di intimità che non gli sono permesse.
La scena familiare costituita dalla madre, dai due fratelli, dal padre sempre assente dalla scena, e dalla nonna, si dipana sotto i nostri occhi di lettori (non sono riuscita a vedere la messa in scena ) pagina dopo pagina, battuta dopo battuta, con un’energia negativa sottopelle che si intuisce nel rapporto madre-figli, nonna-nipoti, ma soprattutto tra i due fratelli, chiamati Figlio (il più grande) e Fratello (il più piccolo) , che nell’incontro in occasione del ritorno a casa del maggiore, si scontrano sempre su tutto, le loro parole scivolano sull’altro senza catturarlo, o facendo riemergere vecchi ruoli mai sconfitti dall’età . Dice il Fratello “…io sono il figlio piccolo. Il figlio che è rimasto a casa. Praticamente un martire…”Sei piccolo” è la frase preferita di mio fratello. Ogni volta che può , la mette in mezzo. Anche quando non c’entra niente, tipo : “ E’ avanzata la pasta?” “Sei piccolo”. ” E poco più avanti il Figlio “…C’è proprio odore di casa qua. L’odore di casa. Sempre quello, che pensi di averlo dimenticato e invece eccolo, l’odore di chiuso e di pavimenti lavati”.
Tutto tra madre e figli si sposta con ritmo lentissimo nella casa di famiglia di nuovo vissuta assieme ma distantissimi l’uno dall’altro, fino alla partenza del Figlio, che torna alla sua vita di prima.
In “Semidei” i padri, le madri e i figli sono tutti personaggi illustri della storia greca, della mitologia classica, delle battaglie della Guerra di Troia. Qui l’operazione dell’autore, ancora modernissima dal punto di vista linguistico e costruttivo , è quella di una sorta di riavvicinamento alla nostra coscienza contemporanea di eroi e dei attraverso la chiave della relazione parentale.
Teti cerca di spiegare ad Achille il perché non ha salvato il suo tallone dall’aura di immortalità; Ulisse e Penelope prima, Ettore ed Andromaca poi, giocano con i loro figlioletti, e c’è il rimpianto degli eroi di dover andare in guerra e lasciare i bambini troppo piccoli perché si possano ricordare di loro al loro ritorno; c’è infine Zeus che azzittisce i rumore infinito delle voci dei suoi figli , sempre in contrasto tra loro e preoccupati a loro volta, tutti, della loro prole di eroi in battaglia. Di nuovo originalissimo lo spunto, di nuovo una forma di universale riflessione sui rapporti di famiglia, ancora complessi, difficili, a tratti inestricabili. Anche la famiglia degli dei e dei semidei può essere oscura. Arrivando ora all’ultima uscita di Pisano “La somma delle cose” (Einaudi 2026), da qualche mese in libreria, è opportuno aggiungere una serie di riflessioni di natura diversa. Resta, anzi è accresciuta l’originalità compositiva e le soluzioni formali per dire le cose che hanno fatto l’amore tra questi due ragazzi. Da citare subito la serie di scontrini verso la fine del libro che, apparentemente in modo oggettivo, costruiscono una geografia dei momenti più vari ed intensi della loro storia. E il rarefarsi progressivo graficamente, con le lineette di divisione che alla fine si sostituiscono definitivamente alle parole (ci sono momenti in cui le parole non servono più) , e ci fanno semplicemente vedere le loro due strade che si dividono.
E’ un breve libro duro e struggente assieme, con l’asciuttezza e la brevità sintattica a cui l’autore ci ha ormai abituato , con tanto di detto sul sentimento d’amore, ma con ancor più di non detto, con la ritrosia nel mostrare il proprio mondo interiore che abbiamo già trovato negli altri personaggi delle sue diverse opere. Qui non c’è l’oscurità della famiglia, ma il confronto pieno di luce e buio, tra due vite che si incontrano per un poco, costruendo un mondo di ricordi fatto di cose piccole e piccolissime, e in queste trovano ( o almeno lui trova) un senso profondo a ciò che è finito. Si ha la sensazione che Pisano qui apra uno spiraglio a tratti alla dolcezza, alla semplicità delle giornate, alla freschezza di abitudini comuni (il Kinderpinguì, le ricariche telefoniche, il portachiavi a forma di elica) , e quanto più il dettaglio è minuscolo, tanto più vibra l’emozione del ricordo.
Chissà cosa direbbe di loro la madre che vola sul bosco di notte, chissa’ se Zeus sarebbe preoccupato di questi due giovani eroi del nostro mondo di difficilissime relazioni… mi piace pensare che questo filo di sentimenti che Pisano dipana da anni con sapienza e fascino ineguagliabili sia una ricchezza che aumenterà nel tempo, in attesa delle sue prossime opere.
Pier Lorenzo Pisano , Per il tuo bene. Semidei. Einaudi 2023
Pier Lorenzo Pisano, La somma delle cose, Einaudi 2026



