
Superconsulenti? Salvatori della Patria? No grazie
11 Giugno 2015E adesso? BALLOTTAGGIO: EDITORIALI IN TEMPO REALE (O QUASI) 4
15 Giugno 2015A quarantotto ore dal voto per il ballottaggio per l’elezione del Sindaco per noi la scelta di essere ‘terzisti’ e non schierati apertamente ( a parte i casi dei singoli collaboratori) è una scelta voluta e meditata. Tuttavia far finta di niente è un atteggiamento che non ci compete, perché la sfida e l’esito ci intriga eccome. Come minimo allora bisogna dare qualche spunto per contribuire a ragionare.
Venezia arriva a questo appuntamento come se avesse fatto una rincorsa lunghissima, una vita in apnea che è durata più di un anno, se è vero che l’istanza di cambiamento aleggiava ben prima dello scandalo Mose. La città si è nel frattempo un po’ imbarbarita nel carattere dei suoi abitanti, un tempo per indole portati a sdrammatizzare; mentre ora ci troviamo davanti una città malmostosa, che vive i suoi problemi tra l’incazzatura e a volte l’angoscia sia nella parte di acqua che in quella di terra.
Senza la ‘levatrice’ della storia ‘scandalo Mose’ avremmo assistito a tutto un altro film. Stesso carattere malmostoso della città, ma situazione bloccata nei vecchi schemi e ci saremmo ritrovati a scegliere tra una continuità e una sua debole alternativa, mentre domenica siamo comunque davanti a due discontinuità, anche se più parziali di quanto appaia a prima vista.
I due candidati non ci entusiasmano, è bene dirlo e ripeterlo. Non sono persone nelle nostre corde politiche oltre che umane. Quelle umane però a loro volta possono avere valore politico se è vero che ci troviamo di fronte a due presuntuosi con alta considerazione per sé medesimi anche se le loro biografie giustificano, ma fino a un certo punto, l’orgoglio che non provano neppure a celare. E giustificano ancor meno il fatto che i due in più di un mese ( per Casson due mesi ) abbiano espresso pochissimo sul piano programmatico, si può dire nulla, se non riciclando slogan e scelte che persuadono solo i già persuasi per l’uno e per l’altro.
In un quadro del genere convincono ancor meno le scelte di squadra che un po’ maldestramente stanno mettendo in piazza. Da una parte ( Casson) un’elite di esperti, noti pontificatori su una città che non conoscono; dall’altra, (Brugnaro), anziché provare ad andare al voto senza garantirsi appoggi elettorali come coraggiosamente fece Cacciari 10 anni fa, ammiccamenti, con una promessa di assessorati, a esponenti di forze politiche rappresentativi del peggior populismo (condito di autentico razzismo) d’Europa, con un’ulteriore umiliazione per Venezia se ricoprissero cariche importanti.
Detto questo però parliamoci chiaro. Oggi questa sfida è rappresentata dalle due persone che esprimono comunque i profili e la statura più alta che con questi chiari di luna si poteva trovare. Abbiamo con convinzione sostenuto Molina alle primarie ( più di quanto Molina abbia cercato sostegno da noi, bisogna pur dire) , ma l’impressione è che sia Molina che Pellicani sarebbero arrivati alla sfida più deboli di quello che può Casson domenica, ed è tutto dire. Nell’altro campo la scelta su Brugnaro era obbligata, pena dover candidare persone ancor più deboli.
Ora per concludere vedo almeno due poste in palio in questo voto. Una è quella sulla sorte dell’apparato partitico che governa la città. Una vittoria di Brugnaro accelererebbe il processo di smaltimento dell’apparato del PD veneziano che ha sgovernato per 20 anni, vale a dire la fusione a freddo dei due apparti exDS ed exDC Margherita che alcuni buontemponi cercano di convincerci non esistere più e non essere mai esistiti, comportandosi come quei siciliani che sostengono che a Palermo la mafia non esiste ed è un invenzione pura. Molti sostenitori del PD ( anche iscritti) stanno valutando il voto a Brugnaro solo per questa possibilità di smaltimento rapido per favorire vero rinnovamento, chiedendosi se anche un voto a Casson potrebbe avere la stessa conseguenza ( e noi dubitiamo).
L’altra posta in palio parte però dal fatto che questa è anche un’elezione politica : una vittoria, anche se per interposta persona, di Forza Italia e della Lega con quello che di orrendo stanno dicendo costoro su migranti e rom, sarebbe un arretramento in questo territorio di quel cambiamento a livello nazionale che si sta faticosamente avviando da qualche anno. Per regalare una vittoria a questa destra in una città vetrina del mondo bisogna pensarci non una ma cento volte e soppesare molto bene i pro, che pure come s’è detto non mancano certo, e i contro che sono molto ma molto pesanti.


