
E se l’Europa eleggesse il suo presidente
17 Maggio 2016NORME IN DEROGA E “SPECIALI” PER LA CITTA’ STORICA DI VENEZIA E LA LAGUNA
20 Maggio 2016L’Europa è in fibrillazione. Grexit, Brexit e via dicendo, brutti acronimi per parlare sempre della stessa identica paura: la dissoluzione dell’edificio imperfetto chiamato Unione Europea. Troppo imperfetto, probabilmente.
Debito, migranti, frontiere, crisi economica, disparità tra il Nord affluente e il Sud impoverito, in realtà si tratta solo di alcune criticità che nascondono il vero nodo del problema-Europa: chi comanderà domani?
Lo so, sono piuttosto brutale. Il fatto è che sono stanco di tutta la melassa buonista che infarcisce giornali e commenti, televisivi e internet. Il problema non sono i parametri di Maastricht, la difficoltà della crescita economica o le distanze culturali. Neppure le aspirazioni dei “padri fondatori” o le speranze di realizzare una qualsiasi utopia. La realtà è banale, la questione va ridotta alla sua essenziale purezza, all’ecologia della dinamica statuale, cioè al potere: tra la Germania e vassalli da un lato e il fronte mediterraneo è in atto da tempo una guerra per determinare i contorni del futuro assetto europeo. Come sarà il Vecchio Continente tra qualche anno? A direzione germanica oppure…
Intendiamoci, non c’è niente di nuovo sotto il sole. La Storia ci offre una quantità di precedenti in materia. Diciamo piuttosto che si tratta di un trito déjà-vu: il Novecento è stato caratterizzato dai tentativi tedeschi d’imporre la propria egemonia sul Vecchio Continente e, dopo, sul Mondo. Non per niente il secolo in questione è stato solcato dai due più terrificanti conflitti mai combattuti sul Pianeta. Un caso?
Casuale non è di sicuro che, riacquistata una dimensione economica da gigante e smaltita la necessità di mantenere un basso profilo a seguito dell’orrore dell’Olocausto, la Germania abbia ripreso a macinare la solita politica. Angela Merkel come Adolf Hitler? Domanda posta male… Angela Merkel come Adolf Hitler, Führer della Germania nazista, e Hitler come Guglielmo II von Hohenzollern, Kaiser della Germania imperiale: uno straordinario esempio di continuità politica, nella quale inserisco anche Helmut Kohl, il cancelliere al quale riuscì l’annessione dell’allora DDR e la riunificazione tedesca. Scaricandone i costi sull’intera Europa, tra l’altro. Primo passo per la ripresa della politica “imperiale” e quindi espansionistica.
Dunque, siamo alle solite. In un certo senso, abbiamo di fronte un ritorno alle origini, vale a dire la ricerca dell’egemonia per via economica, così come praticato dalla Germania negli ultimi due decenni dell’Ottocento. Attraverso il proprio peso finanziario e commerciale. Chi si oppone? Non più la Francia, ormai avviata a una decadenza politico-economica che non ne fanno più un vero contrappeso a Berlino; non certo la Gran Bretagna, che galleggia sulle antiche glorie ma è una sorta di scialuppa alla deriva nell’Atlantico… e allora? Curiosamente sono i riottosi latini del Mediterraneo, gli unici in questo momento a rappresentare un ostacolo alla marcia trionfante delle divisioni finanziarie germaniche. Quando uniti…
E veniamo al punto. Non basta capire cosa diavolo stia succedendo, bisogna anche costruire una politica credibile. Per questo, il cosiddetto Club-Med d’Europa dovrebbe concentrare le forze e non lasciarsi sedurre dalla folle idea di poter lottare in forma isolata. Vero Spagna? Nessuno in Europa può riuscirci contro il colosso tedesco. Anche perché, bisogna dargliene atto, Berlino ha saputo costruirsi una rete di solide alleanze: Austria, Olanda, Belgio, Danimarca, Finlandia, Svezia, Lituania, Lettonia, Estonia, Cechia, Slovacchia, forse anche Ungheria, Romania, Bulgaria… a proposito, giusto per una curiosità, andate a guardare una carta geografica del III Reich: provate a sovrapporla a quella che salta fuori da questo elenco: vi stupirete.
Oggi più che mai è importante che l’Italia abbia idee chiare e volontà ferma. Eviti di lasciarsi risucchiare dagli interessi dominanti sulla Sprea, il fiume di Berlino ndr., ed elabori una propria linea politica capace di risultare attrattiva per l’intero Club-Med. A cominciare dalla disprezzata Grecia, ormai è chiaro “vittima sacrificale”, passando per Portogallo, Spagna, Slovenia, Croazia e, riuscendoci, una Francia rinsavita. Altrimenti per l’Europa, domani, il destino è segnato. Sbaglierò, ma io ho l’impressione che l’inquilino di palazzo Chigi l’abbia capito. Del resto, lo sapete, resto un inguaribile ottimista.



