
Fronte Repubblicano, adesso
6 Giugno 2018
Referendum separazione: approfondimento sulla legittimità
8 Giugno 2018Il giorno in cui il Presidente Mattarella rimandò a casa a mani vuote il premier in pectore Conte, e Salvini con Di Maio, ho pensato che stava nascendo la nuova Repubblica. Pochi giorni dopo – e fatico ancora a capacitarmene – Lega e M5S hanno saputo rimettere insieme i cocci del vaso spezzato; ma io, quel gran rifiuto del Presidente l’avevo preso proprio come il fischio d’inizio di una partita nuova. Oggi nasce il nuovo atteso bipolarismo sul modello inglese e americano, sentenziavo tra me e me mentre Conte rimetteva il suo mandato esplorativo. E già vedevo rischierarsi le truppe della politica italiana in modo chiaro e netto in vista del nuovo appuntamento elettorale.
Da una parte immaginavo le forze di conservazione: la Lega (che in quel giorno aveva mostrato che a governare con il M5S non ci pensava neanche lontanamente), Forza Italia ricompattata intorno a Berlusconi (che ne ha ripreso la leadership e che ora è in grado di indicare la leadership del futuro) e il resto delle formazioni di conservazione (la Meloni, Alfano…).
Dall’altra parte – siamo sempre al giorno in cui pareva che il Governo Conte fosse irrealizzabile! – vedevo unirsi e allearsi le forze riformiste: il Partito Democratico, che ridotto ai minimi storici avrebbe potuto cercare e trovare una via per rinascere e non sparire; e il M5S, che mi pareva uscito con le ossa rotte dalla vicenda, ma che comunque è portatore, nella base più che nei suoi leader, di una grande ventata di nuova partecipazione.
Il “no” del Presidente Mattarella – pensavo allora – farà bene a tutti: il centrodestra tornerà a governare nel breve periodo, riproponendosi come autorevole alleanza di governo, esprimendo – questo l’auspicio – una generazione di nuovi leader di grande spessore; e intanto, lentamente, a sinistra PD e M5S costruiranno quell’alternativa riformista credibile e popolare che il Paese chiedeva da molto tempo.
Due giorni dopo, lo scenario era ribaltato. Devo ammettere che non so né come né perché Salvini e Di Maio hanno ritrovato la via per andare a sedersi insieme sugli scranni del Governo. E anche di fronte al fatto compiuto, continuo a trovare innaturale questa alleanza, costruita sugli atteggiamenti politici; e continuo a credere che sia molto più debole del bipolarismo che immagino – FI e Lega a destra, PD e M5S a sinistra – fondato invece sui contenuti politici.
Sarò vecchio e cieco, ma non mi rassegno alla fine della politica. E riprendendo l’auspicio espresso da Carlo Rubini nel suo editoriale, continuo anzi a “cercare l’alba dentro al crepuscolo”. Considero quindi solo rimandata la nascita del bipolarismo che per un giorno avevo visto ormai imminente. E in questo tramonto, in questo tempo strano in cui due populismi opposti si provano di governare insieme, mi sforzo ancora di vedere l’aurora di una stagione nuova, in cui rinascano e si consolidino una destra coerente e una sinistra riformista, due poli politici maturi e finalmente in grado, entrambi, di governare nell’alternanza, una volta chiusa la parentesi, una volta passato il “crepuscolo” delle idee in cui siamo entrati.
Su le maniche, quindi: agli uomini di buona volontà, di destra e di sinistra, è dato un tempo nuovo, delicato e cruciale, in cui seminare e costruire, mentre altri si preoccupano di governare. Potrebbe non essere breve; conta che produca finalmente prospettive chiare, a destra e a sinistra, in cui reincanalare poi anche i populismi oggi al governo.



