
La città ha bisogno di candidature autorevoli
9 Giugno 2025
Spigolature
11 Giugno 2025La destra tradizionalmente è stata sinonimo di legge e ordine. E credo anche che la sinistra abbia spesso sottovalutato il problema, lasciando non risolti alcuni temi quali il crescere della violenza, la diffusione dei borseggiatori, alimentando così la reazione popolare oggi sensibile ai richiami delle destre.
Il c.d. Decreto sicurezza, approvato dal Parlamento oramai a scatola chiusa, come da prassi sempre più consolidata, dovrebbe essere un provvedimento bandiera per il governo Meloni. Così come dovrebbe essere una riforma della giustizia, soprattutto mirante all’ efficienza e alla rapidità.
Solo che vi è modo e modo d’intervenire anche su questi temi. Invece il governo ci sta prevalentemente ingannando facendo demagogia.
Matteo Renzi ha scritto un libello intitolato L’Influencer, – Mondadori, 2025 -, nel quale affibbia la definizione, appunto, di influencer alla Meloni, molto abile a mantenere la quota di consenso acquisita alle ultime politiche, malgrado non abbia mantenuto le promesse elettorali (a volte anche per nostra fortuna, altrimenti il ns. debito pubblico ci avrebbe portato alla bancarotta). Influencer è un termine molto forte, se si riferisce p.es. anche ad una Chiara Ferragni o a Vanna Marchi
Mi limito a commentare alcuni aspetti del Decreto sicurezza e della politica sulla Giustizia, da semplice cittadino non addetto ai lavori.
Il cosiddetto Decreto Sicurezza, ora legge
Come noto prevede 14 nuovi reati e 9 aggravanti. Vi sono stati ampi dibattiti e mi soffermo soltanto su alcuni punti:
Direi positivo quello sull’occupazione d’immobili, che offre al proprietario la possibilità di avere libero i propri locali in tempi brevi. È noto come oggi il problema casa sia appesantito dal fatto che nel caso l’immobile venga abusivamente occupato, era un problema liberarlo. Di qui anche la carenza di alloggi pubblici, già inferiori in quantità rispetto a paesi con un livello di welfare maggiore del nostro.
Probabilmente positiva, ma non sono un esperto, la maggiore tutela delle forze dell’ordine, oggi più deboli rispetto ad altri paesi pur democratici di fronte ad aggressioni e per la repressione di reati in fragranza.
Decisamente negativo quello sulla cannabis light. Trattasi, sostengono i medici, di sostanza priva di effetti negativi, non è droga, anzi può essere utile per alcune patologie. Inoltre, – secondo Barisoni a Radio 24 – comporta la chiusura di 7.000 negozi con conseguente disoccupazione e vanificazione di investimenti.
Sono invece incerto nella valutazione dei provvedimenti repressivi contro le manifestazioni in luogo pubblico. Sicuramente i blocchi stradali possono essere un problema, per chi va al lavoro o ha altri impegni dall’esame sanitario al volo in partenza, l’ambulanza, ecc. Qui francamente dipende da chi poi gestisce il provvedimento. Alcuni hanno sostenuto che il governo si prepara ad affrontare rivolte di massa perché l’inadempimento di tante promesse elettorali prima o poi saranno probabili. Non lo so, non siamo in Francia coi Jilet jaunes.
L’aspetto che a me preoccupa di più è che nuovi reati e nuove aggravanti vanno ad appesantire un sistema carcerario già critico, con un tasso di affollamento superiore al 30% della sua capacità. E sappiamo come il disposto costituzionale sulla funzione rieducativa della pena sia rimasto, salvo lodevoli eccezioni, pura teoria. Laddove come a Padova il carcerato viene istruito e reso capace a svolgere un lavoro dopo scontata la pena, nel 70% dei casi non delinque più. A Padova è nota e apprezzata l’attività di pasticceria e, a Natale e Pasqua, la produzione di ottimi panettoni, focacce e colombe, assai apprezzate e richieste. Da notare poi come un 30% di affollamento in più è come la media di Trilussa, perché vi sono carceri ben più affollate e dove manca totalmente il rispetto della persona. La Prof. Paola Severino della Luiss, illustre giurista molto attenta al sistema carcerario, e anche ex Ministro della Giustizia, dichiarava domenica 8 scorso a Radio 24, intervistata da Maria Latella, come nelle carceri minorili pochi anni fa vi fossero detenuti 380 giovani, saliti ora a 600. E aggiungeva che, se non vengono rieducati e formati per avere un mestiere, questi saranno condannati a delinquere tutta la vita. Citava il caso di una giovane detenuta che era dedita allo spaccio di droga: formata per fare il sommelier, ha trovato subito lavoro e quindi una speranza di normalità e inserimento sociale.
Rimane critica la prassi di varare nuovi provvedimenti di legge ritenendoli sufficienti a risolvere dei problemi, quando invece andrebbero considerate le implicazioni organizzative a valle degli stessi. Non credo, ad esempio, che l’omicidio stradale abbia fatto diminuire gli incidenti, la guida in stato alcoolico o dopo l’assunzione di droga, il mancato rispetto dei limiti di velocità. Qui vi è bisogno di maggiore educazione e di controlli sul campo.
Altra implicazione negativa sembra venga dall’introduzione del reato di femminicidio. Vi è già, ovviamente, il reato di omicidio, che riguarda tutti, uomini e donne, e la condanna può arrivare all’ergastolo. Anche qui preoccupa una cultura diffusa dell’uomo padrone della donna. Quindi, occorre modificare credenze diffuse dalla famiglia, al gruppo etnico, all’origine geografica. Processo lungo e difficile. Pensiamo al delitto d’onore vigente in Italia fino al 1981! E creare un sistema di protezione della donna, non solo col braccialetto elettronico che spesso non funziona o non consente l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine. E vi è la paura di fare denunzia, specie se la donna non ha un reddito e un lavoro proprio, né un alloggio dove andare. Infine ma non meno importante, ho letto un’intervista di un magistrato, Cesare Parodi Presidente della ANM e che nella vita si occupa di crimini di codice rosso, fatta il 5 giugno scorso al Fatto Quotidiano. Il nuovo reato di femminicidio aggraverebbe i tempi della giustizia, di due o tre anni dato che per reati come lo stalking o le lesioni gravi non potrà essere più un giudice monocratico ad emettere una sentenza, ma sarà un collegio. Inoltre, continua, per tanti addetti ai lavori è un “reato manifesto” dalla base giuridica di argilla.
Concludendo
Pur da uomo della strada e non addetto ai lavori, ho la sensazione che il governo ecceda nel fare grida manzoniane, contando sull’ignoranza se non la credulità di chi ha votato questa maggioranza di destra, toccando un tema sensibile come quello della sicurezza solo facendo del cinema, come dicono i francesi, o del teatro. Tanta apparenza, poca sostanza e senza mai valutare le conseguenze organizzative dei provvedimenti. O ignorando le norme elementari del rispetto umano e del vivere civile, ad esempio come il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Del Mastro Delle Vedove, il quale si dichiarava gratificato del modo col quale venivano spesso trasferiti i carcerati, stipati e addirittura in condizioni da rendere loro difficile respirare.
Infine, una considerazione su Nordio, ministro della Giustizia. Quando scriveva sul Messaggero o il Gazzettino da libero opinionista, affermava che in Italia vi erano troppe norme, e spesso contraddittorie, 10 volte la Germania. Bisognava tagliare, fare Testi Unici, semplificare, e depenalizzare alcuni reati. Banale buon senso, si direbbe, se già gli antichi greci e romani sostenevano, come Tacito, come troppe leggi siano indice di cattivo governo o di tirannide. Lo storico Tacito scriveva Corruptissima re pubblica, plurimae leges! Capisco che passare da pensionato e pur autorevole opinionista a ministro sia un passo gratificante, ma scendere in politica dovrebbe essere un’opportunità per portare avanti le proprie idee, non per la poltrona e il prestigio personale.
Il problema della lentezza della giustizia non viene affrontato, e onestamente nemmeno dai precedenti governi. Il Sole 24 Ore parla di 3 anni a Venezia come tempo medio per concludere una causa civile in 1° grado. E oltre alle leggi prodotte a livello industriale, non è che il tema dell’indipendenza dell’accusa dalla magistratura giudicante incida sull’inefficienza del sistema, indipendentemente da come la si pensi sulla questione.
Infine, non sono in grado di valutare eventuali pericoli liberticidi o anticostituzionali, che lascio agli esperti, solo limitandomi a dire che l’opposizione sbaglia a trascurare il tema sicurezza. Deve elaborare soluzioni alternative, ma concrete. L agente si orienta a destra anche per questo!



