
3 domande scomode a.. Giovanni Andrea Martini
12 Maggio 2026In occasione dell’importante appuntamento delle elezioni per la scelta del prossimo Sindaco di Venezia Luminosi Giorni ha scelto di interrogare direttamente i principali candidati.
Per ciascuno di questi abbiamo scelto tre domande volutamente “scomode” per cercare di approfondire gli aspetti più problematici riguardo alla candidatura. Le tre domande sono dunque ovviamente diverse da candidato a candidato proprio perché tese ad indagare gli elementi più spinosi per ognuno. Naturalmente, la nostra testata ha un orientamento programmatico e una prospettiva sul futuro di questa città precisi ed è sulla base di questo che abbiamo valutato i temi come problematici. Anche di questa scelta, ovviamente, ci prendiamo tutta la responsabilità, consapevoli che il nostro è solo un punto di vista e che ve ne sono, legittimamente, altri.
Non nascondiamo che il senso dell’iniziativa è stato (amichevolmente) sfidare gli interlocutori a essere il più franchi e onesti possibile. In questo senso, anche eventuali risposte elusive o ambigue saranno esse stesse risposte, che i lettori valuteranno.
Per assoluta trasparenza: la scelta di quali candidati considerare “principali” è stata di Redazione e ce ne assumiamo la responsabilità. Abbiamo posto le domande a (in ordine alfabetico): Boldrin, Martella, Martini e Venturini. Pubblichiamo di seguito i riscontri ricevuti.
Ci riserviamo, infine, di tornare sull’iniziativa con articoli di commento alle risposte ricevute, nelle forme e nei modi che riterremo opportuni.
DOMANDA 1
La comunità bengalese chiede di costruire una moschea a proprie spese. Molti vedono nella moschea l’opportunità di ordine, maggior controllo e un atto di civiltà per consentire a una vasta comunità di cittadini un diritto garantito dalla Costituzione, dando per scontata la condizione del rispetto delle norme urbanistiche. Alcune forze della tua coalizione si oppongono per motivi ideologici, espressi con dichiarazioni pubbliche nettissime. Tu pure hai dichiarato alla stampa di essere contrario alla moschea ma hai aggiunto “se una comunità religiosa vorrà presentare un progetto per un luogo di culto sono disposto a discuterne senza preconcetti”. Quest’ultima frase va intesa come un sì o un no? Il dubbio sorge anche dal fatto che la moschea è propriamente un luogo di culto. E quindi la tua dichiarazione suona ambigua.
La nostra posizione è chiara: non siamo favorevoli alla costruzione di una grande moschea a Mestre. Detto questo, la frase che ho rilasciato alla stampa non era una contraddizione, ma una precisazione di metodo: se una comunità religiosa dovesse presentare un progetto formale per un luogo di culto, nessuna amministrazione responsabile può rifiutarsi a priori di esaminarlo. Questo vale per qualsiasi confessione e per qualsiasi progetto edilizio in città. Il punto dirimente, però, è che i luoghi di preghiera per la comunità musulmana esistono già sul territorio veneziano. Non vediamo la necessità di un’opera di nuova costruzione di quelle dimensioni, con tutto ciò che comporta in termini di impatto urbanistico e sociale. La libertà di culto è garantita dalla Costituzione e la rispettiamo. Ma l’integrazione autentica si costruisce con la trasparenza verso tutta la cittadinanza, non con promesse elettorali separate, e mai a scapito delle regole urbanistiche che valgono per tutti.
DOMANDA 2
In molte città, per ridurre le emissioni di CO2 da mobilità automobilistica privata, responsabile in Italia del 15% delle emissioni complessive si sono adottate politiche draconiane (ZTL estese, tariffe elevate per l’accesso in determinate aree urbane, zone a velocità 30 km/h, riduzione di parcheggi pubblici, non prevedendoli per le nuove realizzazioni urbanistiche, aumento della frequenza e la capillarità del servizio pubblico). La tua strategia di rilancio del commercio a Mestre punta invece all’aumento della permeabilità del centro, favorendone la fruizione anche per chi proviene dall’esterno e si articola su misure radicalmente opposte (definitiva abolizione delle ZTL e aumenti dei parcheggi). La qualità dell’aria e il rilancio del centro sono obiettivi entrambi importanti. La tua strategia privilegia evidentemente il secondo e ti chiediamo dunque se hai delle controproposte alternative concrete per raggiungere l’obiettivo di ridurre le emissioni auto.
Respingo la premessa implicita della domanda: che l’unico modo per ridurre le emissioni sia punire chi usa l’auto. Esistono alternative concrete e noi le stiamo costruendo. Sul fronte del trasporto pubblico, la riconversione della flotta ACTV verso l’idrogeno riduce le emissioni alla fonte, senza gravare sui cittadini. Sul fronte della mobilità privata, puntiamo su incentivi per la sostituzione dei veicoli più inquinanti con veicoli elettrici o ibridi, sull’ampliamento delle piste ciclabili e della micromobilità, e su nodi di interscambio – parcheggi scambiatori – che consentano a chi proviene dall’esterno di lasciare l’auto in periferia e raggiungere il centro con mezzi pubblici efficienti. L’obiettivo è ridurre il traffico di attraversamento, non penalizzare il residente o il commerciante. Aggiungo che il “Digital Urban Twin” ci permetterà di ottimizzare i flussi in tempo reale, riducendo la congestione e quindi le emissioni da stop-and-go, che sono tra le più inquinanti. Non servono divieti ideologici: serve una città più intelligente.
DOMANDA 3
Tra i tuoi principali competitori è largamente diffusa l’opinione che sia necessario limitare il numero delle locazioni brevi, per motivi che non è necessario ripercorrere. È un tema politicamente sensibile per l’opposizione delle associazioni di property manager e degli interessi che sottende, visto che perfino la bozza di Regolamento predisposta dal Comune è stata ritenuta da quelle organizzazioni come una sorta di vessazione. Nella tua coalizione vi sono partiti che guardano con avversione qualsiasi intromissione di legge nel settore e sono oggettivamente i riferimenti politici degli interessi di cui sopra. Sulla stampa tu hai dichiarato di non essere contrario a una legislazione che favorisca il residente che integra il reddito dalle grandi catene che controllano decine di appartamenti. Ma “non essere contrario” parrebbe dimostrare una debole attitudine a assumere tu l’iniziativa politica di perseguire questa legislazione (anche considerando i vincoli di coalizione). Ci sbagliamo?
No, non vi sbagliate sulla domanda, ma sulla risposta. Siamo favorevoli a una regolamentazione delle locazioni brevi che distingua nettamente il piccolo proprietario, che affitta un appartamento per integrare il reddito, dagli operatori professionali che gestiscono decine di unità come fossero alberghi non dichiarati. Questa distinzione è il cuore di qualsiasi norma equa e noi siamo pronti a sostenerla. Il che significa: sì, siamo disposti ad assumere l’iniziativa politica su questo punto. I vincoli di coalizione esistono in qualsiasi governo, ma non ci hanno impedito di costruire strumenti concreti già operativi: l’Agenzia dell’Abitare, le polizze assicurative cofinanziate dal Comune per chi sceglie l’affitto a lungo termine, i bandi auto-restauro per giovani coppie. La regolamentazione delle brevi è il tassello successivo, e non è un tema che intendiamo lasciare in mano agli altri.
Infine, Simone, lasciamo uno spazio libero a tua disposizione per un messaggio agli elettori e per convincerli che sei la migliore alternativa possibile per la scelta del futuro Sindaco.
Perché i numeri non mentono: abbiamo risanato un Comune che era sull’orlo del baratro, riducendo il debito di oltre 200 milioni e portando il patrimonio netto a oltre 2 miliardi. Oggi Venezia ha la solidità finanziaria per sognare in grande. Siamo l’unica alternativa al partito del no e alla spesa fuori controllo. La mia visione è quella di una Venezia capitale internazionale: una città che attrae investimenti e ricerca, che realizza il Bosco dello Sport per i suoi giovani, che difende la propria identità aprendo al mondo. Una città in cui un giovane veneziano non debba più scegliere tra la sua casa e il suo futuro. Scegliere noi significa scegliere concretezza, sicurezza e crescita. Avanti, insieme.
Immagine di copertina © Corriere del Veneto



