
3 domande scomode a.. Michele Boldrin
11 Maggio 2026
3 domande scomode a.. Simone Venturini
13 Maggio 2026In occasione dell’importante appuntamento delle elezioni per la scelta del prossimo Sindaco di Venezia Luminosi Giorni ha scelto di interrogare direttamente i principali candidati.
Per ciascuno di questi abbiamo scelto tre domande volutamente “scomode” per cercare di approfondire gli aspetti più problematici riguardo alla candidatura. Le tre domande sono dunque ovviamente diverse da candidato a candidato proprio perché tese ad indagare gli elementi più spinosi per ognuno. Naturalmente, la nostra testata ha un orientamento programmatico e una prospettiva sul futuro di questa città precisi ed è sulla base di questo che abbiamo valutato i temi come problematici. Anche di questa scelta, ovviamente, ci prendiamo tutta la responsabilità, consapevoli che il nostro è solo un punto di vista e che ve ne sono, legittimamente, altri.
Non nascondiamo che il senso dell’iniziativa è stato (amichevolmente) sfidare gli interlocutori a essere il più franchi e onesti possibile. In questo senso, anche eventuali risposte elusive o ambigue saranno esse stesse risposte, che i lettori valuteranno.
Per assoluta trasparenza: la scelta di quali candidati considerare “principali” è stata di Redazione e ce ne assumiamo la responsabilità. Abbiamo posto le domande a (in ordine alfabetico): Boldrin, Martella, Martini e Venturini. Pubblichiamo di seguito i riscontri ricevuti.
Ci riserviamo, infine, di tornare sull’iniziativa con articoli di commento alle risposte ricevute, nelle forme e nei modi che riterremo opportuni.
DOMANDA 1
La città storica e l’estuario soffrono nella mobilità pubblica di tempi di percorrenza troppo lunghi, sia interni sia in collegamento con la terraferma, che penalizzano lavoro, servizi e centralità urbana. Da sindaco sosterresti soluzioni realmente innovative per collegamenti più veloci di adesso su gomma, ferro e vie d’acqua, anche riaprendo passaggi acquei oggi preclusi? Se sì, quali interventi concreti immagini? E, se no, hai delle controproposte concrete per raggiungere lo stesso obiettivo di ridurre drasticamente i tempi di percorrenza?
Servono soluzioni innovative, ma soprattutto attuabili e coerenti con la fragilità unica di Venezia e della sua laguna. L’obiettivo non è “correre di più” a ogni costo, ma ridurre i tempi reali di spostamento in modo affidabile, sostenibile e diffuso.
Il punto di partenza è chiaro: non esiste una singola grande opera risolutiva. Serve un pacchetto integrato di interventi su acqua, ferro e gomma, con priorità definite e tempi certi.
- Vie d’acqua: più efficienti e intelligenti
Il sistema dei vaporetti è capillare ma lento. Occorre intervenire su più fronti:
- Introduzione di linee dirette veloci, con poche fermate strategiche, affiancate a quelle locali
- Rinnovo della flotta con mezzi ibridi o elettrici, più performanti e con minore moto ondoso
- Revisione selettiva dei canali navigabili, solo dopo rigorose valutazioni ambientali
- Potenziamento delle linee e aumento delle corse per ridurre congestione e pressione turistica
- Miglioramento delle condizioni di lavoro e retributive del personale, per garantire un servizio più efficiente
- Collegamenti con la terraferma: il nodo principale
Il rapporto tra centro storico e terraferma è decisivo:
- Aumento della capacità ferroviaria sul Ponte della Libertà, con frequenze più alte e un servizio tipo “metropolitano” tra Venezia Santa Lucia e Mestre
- Revisione del sistema People Mover, oggi sottoutilizzato
- Creazione di veri hub di interscambio a Mestre, con parcheggi efficienti e integrazione tariffaria completa
- Logistica e servizi: meno traffico inutile
Ridurre i tempi significa anche ridurre il traffico:
- Distribuzione merci coordinata
- Micro-hub lagunari per limitare gli attraversamenti lunghi
- Regole più stringenti per il traffico acqueo privato nelle ore di punta
- Innovazione mirata
Apertura a nuove tecnologie (taxi condivisi, motoscafi elettrici, servizi a chiamata), ma rifiuto di soluzioni invasive o incompatibili con la laguna.
DOMANDA 2
Nel tuo programma pubblico sostieni che deve essere fissata una soglia di ingressi stabilita attraverso un atto della Prefettura che dichiara che, superato un certo numero di ingressi, la compresenza in città di residenti e visitatori diventa un pericolo per l’incolumità pubblica ed è uno strumento emergenziale. Qual è allora la tua strategia strutturale per governare i flussi turistici? Tu indichi la sola diminuzione della capacità ricettiva (concettualmente corretto), rinunciando all’effetto deterrenza di un contributo d’accesso dinamico. Ti pare sufficiente? Nessuno ha mai indicato un valore preciso della soglia massima di presenze. Sei disposto a definirlo? Qual è, secondo te, il numero massimo sostenibile di visitatori complessivi (pernottanti + giornalieri)?
La soglia di sicurezza è uno strumento emergenziale e non può diventare una modalità ordinaria di gestione. Va utilizzata solo in condizioni eccezionali.
È invece necessario ridurre e qualificare la capacità ricettiva:
- Stop alla trasformazione di abitazioni residenziali in strutture turistiche
- Regole più stringenti sugli affitti brevi
- Incentivi al ritorno dei residenti nel centro storico
Soglia massima di presenze
Non esiste un numero valido in assoluto: la soglia dipende da stagione, eventi, meteo e condizioni della mobilità. Tuttavia, è utile indicare un ordine di grandezza.
Con circa 50.000 residenti nel centro storico, la città entra in sofferenza quando i visitatori superano significativamente questo numero.
Si propone quindi:
- Una soglia operativa tra 50.000 e 60.000 presenze contemporanee (residenti esclusi)
- Oltre tale limite, attivazione degli strumenti di gestione straordinaria
Questa soglia si basa sulla capacità reale degli spazi pubblici, dei servizi e delle vie di fuga.
DOMANDA 3
Il tuo programma prevede molte politiche di spesa (trasporti, ristrutturazione edilizia pubblica, welfare, incentivi) e diversi obiettivi generali espressi per titoli, ma non ancora tradotti in misure operative. Come pensi di finanziare queste politiche, trovando le risorse necessarie e senza introdurre alcun ticket? Puoi chiarire con esempi concreti cosa significhi, nella pratica, “ridurre la dipendenza dai centri commerciali”, “alleviare l’impatto ambientale” o “rispondere alle esigenze dei residenti”? Come rispondi all’obiezione che, senza un piano economico dettagliato, il tuo programma rischia di sembrare un elenco di auspici più che una strategia realistica?
- Come finanziare le politiche senza nuovi ticket
Le leve sono concrete:
Riallocazione della spesa
- Centralizzazione degli acquisti
- Revisione dei contratti di servizio
- Eliminazione delle duplicazioni tra partecipate
Fondi esterni
- Utilizzo di fondi europei e programmi urbani
- Accordi con Stato e Regione
- Il punto è presentare progetti concreti e cantierabili.
Entrate esistenti più efficaci
- Contrasto all’evasione locale
- Revisione delle concessioni pubbliche.
- Chi utilizza risorse pubbliche deve pagare il giusto.
- Dalle parole alle azioni
Riduzione della dipendenza dai centri commerciali
- Incentivi e affitti calmierati per negozi di prossimità
- Vincoli urbanistici sulle grandi superfici
- Riequilibrio dell’offerta commerciale tra Venezia, Mestre e Marghera
Riduzione dell’impatto ambientale
- Elettrificazione progressiva dei mezzi pubblici
- Logistica urbana coordinata
- Efficientamento energetico del patrimonio pubblico
Risposta ai bisogni dei residenti
- Aumento degli alloggi accessibili
- Rafforzamento dei servizi essenziali
- Regolazione degli affitti brevi
- Metodo e credibilità
Per evitare un “libro dei sogni”:
- Ogni misura avrà costi, coperture e tempi definiti
- Le priorità saranno chiare e sequenziate
- Monitoraggio pubblico dei risultati
Esempio concreto: riqualificare 1.000 alloggi pubblici significa investimento iniziale, riduzione dei costi energetici e aumento dell’offerta abitativa.
Sintesi: niente nuovi ticket non significa mancanza di risorse, ma uso più efficace di quelle esistenti e maggiore capacità di attrarne.
Infine, Giovanni, lasciamo uno spazio libero a tua disposizione per un messaggio agli elettori e per convincerli che sei la migliore alternativa possibile per la scelta del futuro Sindaco.
Credo che la cosa migliore sia proporre una sintesi del nostro programma. Esso si fonda su un principio: Venezia va governata con un sistema integrato, non con interventi isolati.
- Città più vivibile
Mobilità più efficiente e meno congestionata, senza snaturare la laguna.
- Diritto alla casa
- Stop alla conversione turistica degli alloggi
- Regolazione degli affitti brevi
- Recupero e riutilizzo delle case pubbliche sfitte
- Gestione del turismo
Turismo da governare, non da eliminare, con strumenti per evitare sovraffollamento.
- Sostenibilità e risorse
- Nessun nuovo ticket
- Migliore uso delle risorse
- Investimenti in mobilità sostenibile ed efficienza energetica
Obiettivo: una Venezia più vivibile per i residenti, sostenibile ed equilibrata.
Perché una scelta indipendente dai partiti
La distanza dai partiti è una scelta di metodo, non di isolamento.
Significa:
- Maggiore autonomia decisionale
- Minori condizionamenti esterni
- Centralità di soluzioni tecniche e verificabili
- Rapporto diretto con cittadini e territorio
Non è una posizione contro la politica, ma un modo per riportarla alla sua funzione essenziale: risolvere problemi concreti con responsabilità e continuità.
Immagine di copertina © La Piazza Web



