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28 Marzo 2024Lo scorso 20 marzo, inizio ufficiale della primavera, ho scoperto, me tapino, che si celebra anche la “giornata internazionale della felicità”. Nientedimeno. E lo si fa dall’ormai lontano 2012 (28 giugno, con Risoluzione ONU 66/281).
La celebrazione ha verosimilmente le sue radici lontane nell’illuminismo americano del Settecento, allorquando Thomas Jefferson volle e ottenne che nella Dichiarazione d’Indipendenza (4 luglio 1776) una sia pur succinta enumerazione dei diritti inalienabili, in quanto “naturali”, fosse coronata dal principio del “perseguimento della felicità”.
Bel tema intrigante, questo della “felicità per decreto legge”, su cui sarebbe interessante soffermarsi. Sennonché, spulciando qua e là su un qualsiasi motore di ricerca internet, si può scoprire poi che queste benedette giornate mondiali celebrative sono la bellezza di 152 e, anzi, sicuramente ammontano almeno a una buona metà dei giorni dell’anno, ove si consideri che in molti casi una stessa giornata è dedicata a più d’una celebrazione.
Ora, che cosa mai si celebra e si commemora nel corso dell’anno? Ebbene, passando in rassegna l’elenco di tali giornate, si oscilla sovente tra lo sconcerto e l’ilarità. Invece l’argomento sarebbe serio e forse preoccupante, a proposito delle caratteristiche della cultura e della civiltà umana (occidentale?) in ordine a tale bisogno celebrativo. L’argomento sarebbe serio, ma noi, qui, per il momento, ci limitiamo a trattarlo solo sul faceto.
E pensare che fino a ieri il mio modesto sapere si limitava a cosucce come la giornata della memoria (27 gennaio), quella della donna (8 marzo), la festa del lavoro (primo maggio), magari San Valentino (14 febbraio). Quest’ultima da non confondere, per inciso, con la giornata del bacio, nonché, peggio mi sento, con quelle sul benessere sessuale e perfino sull’orgasmo (22 dicembre).
Sicché ora scopro, intanto, che c’è anche un anniversario (il 12 ottobre) della medesima giornata mondiale (cioè di tutte le giornate celebrative, se non capisco male). E poi che l’anzidetta giornata della felicità ha quasi dei doppioni (o delle sottospecie) in altre giornate celebrative: della giustizia sociale, delle vittime della schiavitù, della sicurezza sul lavoro, contro l’omofobia, dell’amicizia, della solidarietà, della pace, della non violenza, contro la pena di morte, per l’eradicazione della povertà, contro la violenza contro le donne (che non è quella già citata dell’8marzo, si badi), per l’abolizione della schiavitù (da non confondere con quella citata poc’anzi) per la solidarietà umana, contro l’omofobia e simili. Tutte date diverse, beninteso.
Le date ve le risparmio, altrimenti non la si finisce più. Ma sono facilmente reperibili sulla rete alla voce Giornate mondiali – calendario. Ci sono poi le giornate mondiali inerenti alla sfera della salute e delle malattie. C’è la giornata del malato e quella delle malattie rare. L’elenco che segue è parziale: ecco, in ordine sparso, altre affezioni specifiche: lebbra, cancro, cardiopatie congenite, asperger (da non confondere con l’altra giornata sull’autismo), udito, rene, sindrome di Down, igiene delle mani (sic), talassemia, lupus, sclerosi multipla, vitiligine (!), salute mentale, psoriasi, ictus cerebrale, polmonite e via di questo passo. Tutte date celebrative diverse, ribadisco.
Le giornate internazionali dedicate agli animali, si sprecano. Eccole, in ordine pressoché cronologico di commemorazione: gatto, orso polare, fauna selvatica, migrazione dei pesci, pinguini, tapiro, rane, ostriche (non saprei se come animali o come cibo), uccelli migratori, api, tartarughe, giraffe, cane in ufficio (si badi), tigre, elefante, cane (generico, stavolta), rinoceronte, amanti del cane (che non sono animali, d’accordo) ed altre ancora. Naturalmente non manca una giornata mondiale degli animali in genere (4 ottobre).
Non difettano nemmeno le giornate dedicate ai cibi e alle preparazioni alimentari. Solo alcune: pizza italiana, Nutella (Nutella!?), carbonara day, whisky, hamburger (proprio così), giornata mondiale vegan e così via. Che sarà mai la giornata internazionale della Nutella?
A questo punto, pur nella incompletezza e parzialità dell’elenco disordinato che segue, non vorremmo privare il lettore di altre chicche celebrative, non si sa se sconcertanti o esilaranti (al lettore l’ardua sentenza): giornata mondiale del backup, quella dei blogger (come noi che qui scriviamo), quella della risata, dell’orienteering, dello snowbording, l’asteroid day, la giornata degli ufo, della posta, dello squash, delle “donne rurali”, del “guinnes wordl record”, del gabinetto (sì, avete letto bene), della Memoria Transgender (da non confondere – altra data – con la giornata mondiale del “dialogo tra religioni e omosessualità” e con quella contro l’omofobia).
Ora nella nostra pochezza culturale e morale ci sfugge, almeno in una parte dei casi, quale sia il senso di tali celebrazioni a livello mondiale. Cui prodest? Né vogliamo dire che siano state tutte promosse e patrocinate dall’ONU, come nel caso del giorno internazionale della felicità, perché semplicemente lo ignoriamo. Però la nostra perplessità e forse la vostra di lettori è comprensibile e plausibile. Ma certo ci sarà qualcuno che vorrà bacchettarci perché non siamo stati in grado di cogliere il valore morale, politico, civile eccetera dell’anzidetto profluvio di tali giornate internazionali di qualcosa.



