
Nostra Patria è il mondo intero
30 Ottobre 2024
RIGENERAZIONE URBANA Tra riuso e degrado. La città intelligente diventa quella ‘adattativa’
31 Ottobre 2024PROLOGO
/prò.lo.go/
sostantivo maschile
- Monologo che precede l’inizio di una commedia o di un dramma, con funzione introduttiva o interpretativa
Nel 2017, la guida “Best in Travel”, vera e propria bibbia dei viaggiatori di tutto il mondo, edita annualmente da Lonely Planet come frutto della collaborazione tra i vari esperti redattori delle guide cartacee e i molti autori di monografie sulle diverse località e regioni (senza tuttavia ignorare i pareri della nutrita schiera – ormai prevalente – di blogger e follower armati di like a decretare il successo delle varie destinazioni), è riuscita a stupire non poco i lettori con l’inserimento della città di Venezia al 4° posto nella speciale classifica delle mete più convenienti.
Ma ancora più stupore hanno dettato le motivazioni della collocazione della città lagunare piazzatasi appena un gradino al di sotto del podio formato da Nepal, Namibia e dalla città di Porto: il costo degli spritz, più basso che in altri luoghi ed il fatto che “i veneziani affittano camere e appartamenti su Airbnb e altri siti analoghi ai turisti che possono così pernottare in città e risparmiare”.
“Prezzi abbordabili e Venezia sembrano due concetti incompatibili” – ammette la redazione di Lonely Planet – “ma tutti questi recenti fattori delineano un nuovo scenario turistico particolarmente attraente”.
Sempre nel 2017, il 20 dicembre si è svolto a Milano il convegno: “Turismo 2030 – Come evolverà il Turismo nel prossimo decennio”.
Il sociologo del lavoro Domenico De Masi al quale è stata commissionata la ricerca, riportava che nel 2030 il turismo mondiale interesserà 1,8 miliardi di persone, ovvero l’80% in più rispetto al miliardo di turisti del 2013 che hanno speso complessivamente oltre 1200 miliardi di dollari.
Tra i numerosi relatori anche Andrea D’Amico (Booking.com), Giovanni Moretto (Expedia.com) e Matteo Stifanelli (Airbnb), tutti esponenti di alcune delle principali piattaforme digitali e delle O.T.A.[1] protagoniste del Travel Tech. Dal dibattito emergeva una condizione che si è in gran parte già realizzata, ossia, che nel 2030 (ma certamente anche molto prima), nessuno si siederà più alla scrivania davanti al PC di casa per prenotare un volo o un soggiorno alberghiero, ma gli arriverà direttamente sul cellulare la proposta, già elaborata dall’intelligenza artificiale sulla base delle ricerche fatte in precedenza dal soggetto tramite un qualsiasi motore di ricerca su di una mostra, un ristorante, un oggetto, una canzone o una frase casualmente pronunciata al telefono. E l’offerta sarà ovviamente invogliante e tale da non poter essere scartata perché sarà tarata, oltre che sugli interessi specifici, anche sulla diponibilità economica in conto corrente, sull’età, sullo stato di salute, sullo stile di vita e sulle amicizie.
MOTIVAZIONI
Turista è “chi passa almeno 24 ore lontano dal luogo della propria residenza abituale con scopi ricreativi o di istruzione per un periodo non superiore ad un anno e il cui scopo sia diverso dall’esercizio di ogni attività remunerata”. La definizione, che risale all’epoca in cui il Grand Tour rappresentava il viaggio di formazione per i rampolli delle famiglie sia nobili che borghesi del nord-Europa, si sta rivelando ai nostri giorni di un valore evidentemente troppo elevato tanto che si è deciso di estendere la definizione fino a comprendere tutti coloro che viaggiano per svago, riposo e vacanza o per motivi di salute e religiosi.
In realtà, se vogliamo individuare il significato più profondo della spinta che sta alla base delle motivazioni del viaggio, dovremmo anche includere le sollecitazioni che la moda, la società e gli obiettivi (siano questi reali o immaginari) presentano come meta o incentivo. Il viaggio non viene più identificato con la scoperta del mondo esterno, bensì con l’esigenza di raccontare e documentare la propria presenza individuale nel mondo.
Il fenomeno globalmente diffuso dei selfie davanti a paesaggi e monumenti “iconici” da condividere immediatamente sui social media per mostrare se stessi in quei determinati luoghi è il segnale inquietante di quanto poco interessi il contesto, ma come su tutto prevalga la cultura narcisistica di massa, cifra ormai dominante di qualsiasi discorso pubblico contemporaneo, non tenendo però conto che la messa in scena di (del) sé è sempre o-scena.
Azioni
27 giugno 2023 – Turista 27enne bulgaro (ma residente in Inghilterra) incide con le chiavi il nome suo e della fidanzata sul muro del Colosseo
14 luglio 2023 – Una 17enne svizzera in vacanza con la famiglia a Roma con una pietra appuntita incide l’iniziale dl suo nome sul muro del Colosseo
16 agosto 2024 – Turista ucraino di 19 anni incide le sue iniziali su una parete del Colosseo
Come ogni anno, anche nella stagione 2024 i giornali e l’informazione televisiva hanno riportato episodi di inciviltà da parte dei turisti. Dall’agosto 2023 sono ben 9 le persone denunciate per aver deturpato il Colosseo con scritte ed incisioni. La giustificazione, in quasi tutti i casi, è stata che “non sapevamo che fosse così antico”.
Ai Fori Imperiali e al Palatino c’è chi ha staccato dei mattoni per portarseli via come souvenir, chi si arrampica sui monumenti dove è vietato per scattare un selfie.
A Venezia, bellamente ignorando l’hashtag #EnjoyRespectVenezia, oltre ai ripetuti tuffi nei canali e relative nuotate (persino davanti al Cimitero di San Michele) e alle acrobazie sul surf elettrico lungo il Canal Grande da parte di due giovani studenti stranieri, una coppia di turisti scalzi si persino è avventurata sui tetti del palazzo dove avevano preso alloggio.
Parecchia ignoranza e maleducazione. Ma sullo sfondo di questi comportamenti, rimane comunque la domanda del perché i turisti ritengano che nelle città d’arte e nei luoghi del turismo organizzato ci si possa comportare in maniera sconsiderata e in totale spregio del decoro urbano.
Oltre alla citata pratica del sefie o del filmato da postare su YouTube per avere il più alto numero di visualizzazioni possibile, la spiegazione più dettagliata, almeno per quanto riguarda Venezia, l’ha fornita la pubblicazione del libro di Robert C. Davies “Il giocattolo del mondo”[2] col sottotitolo “Venezia nell’epoca dell’iperturismo” che parte dall’idea (falsata) tipica del Romanticismo per cui Venezia non esiste come città, bensì è stata creata allo scopo di offrire molteplici occasioni di divertimento ai visitatori.
Che l’idea principale di Venezia sia quella romantica di Casanova e di Lord Byron piuttosto che quella – che ha fatto grande la Serenissima – di Enrico Dandolo, Sebastiano Venier o di Marcantonio Bragadin funziona ancora ai nostri giorni quando si propone di sostituire la statua equestre di Vittorio Emanuele II in Riva degli Schiavoni con quella di Giacomo Casanova (al quale sarà comunque intitolato il Carnevale del 2025).
Persino i restauri finanziati dall’Unesco – e questa è una critica puntuale del professor Davies – vanno nell’intento di rendere più attraente Venezia per i visitatori che, nonostante la minaccia ricorrente di inserire la Serenissima nella Black List, la lista nera dei siti Unesco maggiormente a rischio, arriveranno sempre più numerosi alla ricerca del “come nuovo” pittoresco.
Reazioni
L’estate del 2024 ha registrato un fenomeno nuovo di diffusa e partecipata protesta dei residenti delle città più gettonate dal turismo. Gli abitanti di Palma di Maiorca e di Barcellona hanno sfilato ripetutamente in corteo denunciando i danni dell’overtourism e della gentrificazione[3] arrivando a schizzare con pistole ad acqua i turisti presenti in numero eccessivo.
Stessa cosa per i residenti delle Canarie, scesi in piazza lo scorso 20 ottobre per frenare il turismo all’insegna dello slogan “Le Canarie hanno un limite” e perfino tra i turisti in spiaggia a Tenerife con il motto: “Questa spiaggia è nostra!”.
In questo caso, però, la critica ha assunto anche un significato politico accusando il Governo di aver adottato un “cattivo modello economico” in quanto, pur essendo vero che nel 2023 il turismo di massa ha registrato la punta di 16 milioni di turisti che hanno speso più di 20 miliardi di euro, il comparto genera principalmente posti di lavoro a basso reddito e l’impatto di questo affollamento sia sull’ambiente che sulla quotidianità della vita degli abitanti è particolarmente pesante per via delle numerosissime seconde case di proprietà di stranieri non residenti che vivono alle Canarie soltanto stagionalmente.
La città di Praga auspica più visitatori amanti di Kafka e meno turisti ubriachi dei tour delle birrerie del centro storico. Il consiglio comunale ha approvato un’ordinanza che vieta questi tour organizzati dalle agenzie di viaggio locali nelle ore notturne dalle 22 alle 6 del mattino a causa “dell’irragionevole consumo di alcool e del comportamento molesto dei partecipanti”. Il timore, inoltre, è che questi giri “possano creare l’impressione di mancanza di cultura nella nostra comunità, ridurre la percezione di sicurezza oltre a causare un possibile impatto negativo sulla visione della città da parte dei turisti, dei potenziali investitori e dei cittadini stessi”. Il vicesindaco ha dichiarato che “Praga è alla ricerca di un turismo più acculturato, più benestante e non di chi viene per un brevissimo periodo e unicamente per ubriacarsi”.
Ad Amsterdam, la popolazione residente si lamenta per il ritorno – dopo il Covid – dell’overtourism e si sono rischiati scontri, anche fisici, con gli abitanti che vedono di cattivo occhio la presenza delle comitive di turisti. L’amministrazione cittadina ha messo in atto il divieto di attraversamento del centro storico da parte dei Bus turistici come pure il divieto di accesso al “Red Lights District”, il quartiere a “luci rosse” e alle zone circostanti da parte dei gruppi, anche se accompagnati dalle Guide.
Ormai da alcuni anni, l’amministrazione comunale di Dubrovnik (Ragusa) ha introdotto il “numero chiuso” per la visita giornaliera entro le mura della “Città Vecchia” consentito a non più di 8000 persone in totale tra residenti e turisti.
Soluzione analoghe si stanno studiando per Santorini e Marsiglia, ma anche per le Dolomiti e le Cinque Terre.
EPILOGO
/epì.lo.go/
sostantivo maschile
- L’ultima parte di un discorso o di uno scritto, in cui si riassumono, concludendo, le cose già dette;
- Secondo la retorica greca, l’ultima parte dell’orazione (corrispondente alla peroratiodei Latini), che mira a commuovere l’uditorio…
A metà del 2023 l’India, con una popolazione di un miliardo e 429 milioni, ha -inaspettatamente – superato la Cina come numero di abitanti. In entrambi i Paesi si sta formando una classe media sempre più incline a viaggiare. Si presume che la popolazione indiana continuerà a crescere per alcuni decenni fino a raggiungere i 1.670 milioni nel 2050. Ciò significa che già negli anni ’40 di questo secolo i turisti indiani e cinesi che viaggeranno in tutto il mondo saranno di gran lunga la maggioranza con il rischio più che concreto che l’Europa divenga esclusivamente il museo del mondo.
E se il 2050 può sembrare un orizzonte temporale ancora troppo lontano, il Giubileo universale della Chiesa cattolica nel 2025 è invece già alle porte e prevede l’arrivo a Roma di 35 milioni di turisti (+170%) che si tradurranno in 105 milioni di presenze nella capitale e, di conseguenza, nelle principali città mete turistiche del Bel Paese.
“E contro il niente adesso parte
Ogni mezz’ora un volo charter
Itinerario di gran moda”
[“Canzone per Francesco” – Roberto Vecchioni – album “Elisir” – 1976][4]
[1] O.T.A. acronimo per On-line Travel Agency
[2] Robert C. Davies, Il giocattolo del mondo, Ed. wetlands, Venezia, 2022
[3] Termine introdotto dalla sociologa Ruth Glass ed utilizzato fin dal 1964 per indicare il cambiamento socio-culturale di un quartiere o di una zona cittadina a seguito dell’insediamento di un altro gruppo sociale o per un orientamento dei mercati in funzione delle esigenze del turismo.
[4] Versi tratti da “Canzone per Francesco” citati da Marco Paolini nel suo monologo teatrale “Il Milione” nella riedizione del 2024. I voli charter non esistono più, ma è sufficiente sostituirli con i voli low-cost e l’ assenza di motivazione non cambia.



