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DI FRONTE A GRANDI TEMI EPOCALI, GRAVI, URGENTI: SALTANO I NORMALI PARADIGMI DELLA POLITICA
20 Gennaio 2025Ci sono romanzi affascinanti, allegri, profondi, divertenti, che ci spalancano inattese prospettive sul mondo che viviamo oggi o che sono precursori di idee e di tempi avvenire, e ci sono romanzi necessari.
Quando dicevo nella mia ultima recensione dedicata alle poesie di Francesca Brandes che mi è capitato di rado di incontrare gli autori dei libri a cui mi dedico mensilmente non dicevo tutta la verità: anche nel caso di questa autrice spagnola, Angeles Caso, ho avuto la fortuna di conoscerla il 24 settembre scorso, giorno in cui ha presentato alla libreria IL GIRALIBRI la biografia-romanzo delle tre sorelle Bronte : “Tutto questo fuoco”, edito da Marcos Y Marcos.
Ecco, il suo è apparso ai miei occhi come un romanzo necessario, pronto come è a scoprire la forza e l’assoluta originalità di una famiglia di scrittrici donne in epoca vittoriana , tre giovani donne che, fin dalla prima giovinezza, stabiliscono un tacito patto che durerà la loro intera vita, e che le unirà in un lavoro appassionato e continuo di creazione poetica e letteraria, circondate da un ambiente che nessuno di noi oggi potrebbe pensare adatto a suscitare storie così forti di amore, passione, indipendenza, coraggio .
Questo libro, pur parlando di tempi ormai relativamente remoti, e di un laboratorio creativo che ha per mura quelle di un priorato in mezzo alle brughiere dello Yorkshire all’inizio dell’Ottocento, è a tutti gli effetti un libro femminista. Questo termine qui, lungi dal voler ripescare terminologie molto più recenti, trova il suo significato più autentico proprio perche’ applicato a questo remoto contesto geografico e culturale.
Nella parte iniziale del libro, in cui si affidano alle pagine i pensieri e le riflessioni su di sè e sulla propria famiglia da parte di Charlotte (la futura autrice di “Jane Eire” e di “Emma”), emerge in forma prepotente la cornice domestica in cui si volevano sistemare le donne dell’epoca , e la spontanea ribellione di lei e del suo fuoco creativo.
“Charlotte Bronte non smetteva mai di pensare a quanto fosse difficile essere una donna. Se fosse nata uomo, se fosse stata Branwell ( il fratello n.d.r.), per esempio, la sua vita sarebbe stata così diversa, così ricca, piena di azioni e imprese, e anche di presunzione”.
Lei sentiva , fin dalla giovanissima età, come “le ali straordinarie dello spirito ribelle delle donne”fossero continuamente trasformate in “inutili e orrendi monconi”.
Il modello femminile vittoriano che imponeva alle donne di “passare inosservate” , di essere “normali e silenziose”, si scontra fin da subito con l’intelligenza, la curiosità, la forza dirompente dell’immaginazione di Charlotte e delle sorelle Anne ed Emily ( le altre due sorelle Mary ed Elizabeth erano morte poco più che bambine di una violenta infezione). Il loro padre, il pastore di Haworth, che aveva già perso la moglie in giovane età, si affida all’aiuto di una zia nubile e, pur relegando le figlie loro malgrado nel chiuso della canonica, permette loro allo stesso tempo letture, riflessioni teologiche e filosofiche, l’affinarsi di una sensibilità letteraria e poetica del tutto inconsueta nelle loro coetanee magari più libere di muoversi e conoscere il mondo.
Il fuoco di Charlotte e delle sue sorelle si alimenta di mancanze, di lutti ,di difficoltà economiche continue, nel rispetto della legge ferrea e mai detta di incontrarsi nello spazio di una stanza tepida, nel pomeriggio, sbrigate le faccende domestiche, ognuna con la sua penna e il suo calamaio, mentre spesso fuori il vento sbatte contro gli alberi e rende la brughiera ancora più inospitale. Ma per loro casa è la parola letteraria, è costruire storie di donne senza paura, mettere assieme versi di dolore e di speranza che non saranno accettati dagli editori perché “ La letteratura non si concilia con la vita di una donna…c’è poco da fare . Più sarà assorbita dai doveri che le spettano, meno tempo avrà. Non le resterà tempo per questo, nemmeno come svago e riposo.”
Arriverà per loro il momento,in cui, pur di essere pubblicate, saranno costrette ad usare degli pseudonimi maschili, che verranno rivelati come tali molti anni dopo , da Charlotte, dopo la morte prematura delle altre due sorelle scrittrici.
Nello scorrere di queste pagine piene di rivelazioni, un posto non secondario appartiene alla dimensione dell’amore e del desiderio: nessuna delle tre sorelle è propriamente bella, sono intimidite dal loro stile di vita a dir poco appartato, ma scopriamo che anche loro hanno inseguito sogni d’amore , anche loro hanno patito per l’impossibilità di realizzarli concretamente, e il desiderio frustrato per tutta una vita viene rielaborato in lancinanti storie letterarie di passione .
E’ Emily questa volta a rivelarci il suo pensiero a questo proposito: “ …La vita era pericolosa. Era inevitabile sbagliare e soffrire. E invece tutti si affannavano a rinchiudere le donne perbene sotto una campana di vetro in cui il peccato e il male non potessero toccarle. La vita, avrebbero dovuto soltanto sfiorarla, senza poterci affondare i piedi, macchiarsi del suo tanfo e della sua sporcizia, né godere di tutta la sua gloria”.
Uno spaccato altrettanto interessante che emerge dalla descrizione così intima delle loro vite è quello del destino professionale predisposto al tempo per le cosiddette signorine di buona famiglia ma senza mezzi economici , cioè quello di diventare istitutrici o insegnanti in college privati per ragazze.
E’ di nuovo Charlotte, nella prima parte del libro, che vive con sofferenza la sua esperienza di insegnante in una scuola femminile. Soffre per quello che sente essere uno spreco del suo tempo, una mancanza della concentrazione che le serviva per costruire le sue poesie e i suoi romanzi, e, anche quando, successivamente, cercherà la soluzione di istitutrice privata presso una famiglia della regione, presto sarà costretta a lasciare l’impiego per problemi di scontri con la madre del ragazzino che doveva seguire.
Ma , per l’enorme numero di lettori e lettrici che hanno conosciuto “Cime tempestose” di Emily Bronte , sono le pagine di questo libro dedicate alle passeggiate delle sorelle nella brughiera attorno alla canonica che ci rivelano intero il fascino del contesto in cui quella storia di passione viene calata . E’ un mondo silenzioso, ventoso, selvaggio, che le sorelle barattano volentieri con i piaceri della vita sociale ( anche se ameranno comunque sempre concerti o conferenze) : è soprattutto Emily, la più introversa delle tre, a trovare rifugio in quella silenziosa solitudine battuta dal vento, ma sono molti i passaggi in cui le vediamo indossare mantelli e stivali, e sfidare la neve d’inverno il fango nelle altre stagioni e trovare la pulizia della mente e dello spirito nel movimento in silenzio.
E’un fuoco il loro immenso, meraviglioso, nato dalla vicinanza di tre menti e tre forme di immaginazione che si alimentavano silenziosamente con la vicinanza reciproca, un fuoco che è stato capace di sbaragliare distanze ed isolamento fisico per dilagare gloriosamente nello spazio della grande letteratura di tutti i tempi.
Angeles Caso, TUTTO QUESTO FUOCO La rivoluzione delle sorelle Bronte,
Marcos Y Marcos 2024



