
IL VOLTAFACCIA DI SCHLEIN E CONTE SUL DDL CONTRO L’ANTISEMITISMO
1 Ottobre 2026
La sicurezza non è un numero. È un metodo
4 Ottobre 2026Ricevo una telefonata; terribile incidente stradale! Disastro! G. e M. sono stati portati via da due diverse ambulanze! Non sappiamo nulla di più!
Dove? Quando? Come stanno?
Non sappiamo. Non sappiamo.
Metto giù il telefono e chiamo F. “E’ successo questo, ma G. e M.dov’erano? Siamo in piena estate! Aspetta, chiamo L … e ti richiamo.”
Nervoso. Non fumo più. Non posso neanche accendermi una sigaretta. Ecco, suona il telefono.
Sono in Portogallo. Incidente in autostrada. Sono in due ospedale diversi!
Apro Google maps ed individuo i possibili ospedali. Sono medico e cerco di capire le caratteristiche e le specialità per rassicurare tutti. So che mi chiederanno.
Sono buoni ospedali. Uno dei due è a livello provinciale.
Telefono all’uno e all’altro. Creiamo una catena, ci passiamo le notizie. Ma non ci sono notizie. Due amici prendono l’aereo e partono. Li troveremo. Li troveremo.
Inizia più o meno così la tragica, complessa e a momenti disperante vita di tre mesi.
Appena è possibile li portiamo a casa; magari nell’Ospedale più vicino. In quello migliore. Tu sei medico, tu ci aiuterai.
Entrambi in coma, multitraumi. Operati d’urgenza. Rischio di vita e di lesioni permanenti.
“Allora voi vi occupate di trovare notizie e di chiedere documentazione, voialtri di studiare come portarli in Italia, e tu di trovare gli ospedali più adatti.”
Una catena di amici si mette in moto. Vengono individuati i due ospedali che distano una cinquantina di chilometri l’uno dall’altro. I due amici sono in rianimazione. I medici parlano in portoghese ma ce n’è uno che parla anche inglese.
L’amico avvocato comincia a studiare come riportarli in Italia. Mi telefona. “Guarda che non c’è alcuna normativa che preveda il trasporto in Italia. L’assistenza medica nell’Unione Europea è prevista in tutti i casi di urgenza; nessun problema per gli ospedali ed i ricoveri. Per il ritorno dobbiamo arrangiarci.”
Passano i giorni. Passano le settimane e dopo circa un mese le cose sono più chiare. Importanti lesioni e necessità di viaggio in aereo con anestesista per il rientro di uno dei due. Impossibilità di viaggio in aereo e necessità di viaggio in ambulanza con medico, infermiere e due autisti e con sosta in Francia in Hotel per l’altro.
Va bene ma dove li facciamo portare? Uno in quell’Ospedale e l’altro prima in Medicina e poi a riabilitarsi.
“Mettiamo in contatto gli ospedali! Chiediamo copia della documentazione clinica e delle immagini!”
“Io mi occupo dei contatti, tu organizza i viaggi”. Ci sentiamo e facciamo il punto. Non è possibile! È tutto a pagamento! Per il viaggio in aereo mi chiedono una base di 40.000,00 euro e per quella in ambulanza mi dicono che dovrebbe stare entro i 20.000,00.
Muoviamo l’ambasciata ed il consolato. Ci mandano un’assistente sociale che parla portoghese.
Niente da fare. Non è previsto alcun aiuto.
Io intanto mi muovo per la documentazione sanitaria e per mettere in contatto i medici. Un ospedale non risponde. Niente!! Non risponde. Come facciamo. Mandiamo mail, raccomandate, PEC. Muoviamo un’altra volta le autorità. NIENTE. NIENTE. Ma perché?
L’altro ci risponde ed il medico manda la documentazione necessaria.
Ma dove troviamo i 60.000,00 euro? Dove li troviamo?
L’avvocato, frugando nella documentazione in casa dei due, ha scoperto che hanno una Carta di Credito che prevede l’assicurazione! FORTUNA! I due ricoverati non possono parlare; chissà se lo sanno. Ma non possono parlare.
Finalmente abbiamo la risposta per il trasporto; l’assicurazione accetta. L’organizzazione può
partire.
L’ospedale che deve ricevere uno dei due pazienti non ha nessuna documentazione clinica. L’altro sì.
Non si può accettare il trasporto di un paziente senza documentazione clinica! Hanno ragione. Mille volte ragione. Ma l’altro ospedale non ci risponde. L’assicurazione blocca il trasporto. Non trasporta il paziente senza l’accettazione dell’Ospedale che deve riceverlo.
Che facciamo? Che facciamo?
Siamo italiani. Bluffiamo.
Garantiamo per l’Ospedale che deve ricevere il paziente. L’aereo atterra all’aeroporto vicino all’Ospedale portoghese pronto a caricare il paziente che arriva in ambulanza senza alcuna documentazione. Non c’è una lettere di trasferimento. Non c’è terapia. Non ci sono immagini. Non c’è Cartella Clinica.
Esigiamo che si vada avanti. Mi incarico di fare da scudo con i medici che riceveranno il paziente.
Scrivo una lettera con i dati clinici che ho raccolto nel lungo periodo di attesa. I colleghi italiani discutono, si alterano, si arrabbiano, si lamentano, smadonnano ma… accettano il paziente.
L’altro, quello in ambulanza, arriva normalmente dopo due giorni di viaggio.
Scrivo questo ricordo (ancora più complesso nella realtà) a solo un anno da quanto successo. Lo scrivo in seguito alle notizie che arrivano sul grosso problema sanitario di un giovane politico
italiano a Cuba (peraltro in questo momento non eletto).
Ambasciata e Consolato italiani pressoché inesistenti per M. e G. …
Sistemi Sanitari magari ottimi (hanno curato bene i due pazienti, con ottimi interventi chirurgici, etc.) ma non collegati fra loro.
Urgenza nel soccorso e nel ricovero acuto garantita, ma pazienti e familiari lasciati soli nel momento molto complesso del trasferimento.
Assicurazioni che dovrebbero essere obbligatorie in caso del viaggio all’estero. Svariate decine di migliaia di euro non sono facilmente a disposizione di famiglie ed amici.
Voli di Stato? Evidentemente disponibili solo per chi…
Badate bene. Devo solo ringraziare gli Ospedali ed i Medici Portoghesi ed Italiani. Sono stati fantastici nel curare i pazienti.
E’ il Sistema Sanitario di Emergenza in Europa che andrebbe completato! Anche, magari, con l’aiuto delle assicurazioni. Vedete voi quale potrebbe essere il metodo migliore.
Per i Paesi extra-EU poi mi raccomando: non viaggiamo senza assicurazione. Senza Assicurazione o Carta di Credito in molti casi potrebbe essere impossibile anche il semplice soccorso.



