
Grazie Principe
3 Giugno 2026Il PNRR: solo vanto della Meloni?
Durante il Covid nel 2020 il governo Conte, insieme ad altri capi di governo europei, ha ottenuto una quota molto alta del Next Generation EU/Recovery Fund. Il PNRR venne poi concordato dal governo Draghi nel 2021 con la Commissione europea, ottenendo la più ampia dote di fondi in relazione alle specifiche criticità italiane. È quindi per definizione uno strumento eccezionale e straordinario atto a incidere nei nodi strutturali che limitano il ritmo di sviluppo economico italiano. Come scrive Financial Times del 27 maggio scorso, Prevede risorse per 194 M.di di Euro da spendere entro il 2026, suddivisi in 71.8 M.di a fondo perduto, ossia gratis e 126.6 M.di a prestito (EU, con tassi d’interesse favorevoli). I fondi, ovviamente da non destinare a spesa corrente sono stanziati per investimenti mirati – come scrive Financial Times -, per rilanciare una lagging economy, ossia un’economia in ritardo, per esempio, scrive sempre il quotidiano economico britannico, migliorare i trasporti ferroviari e accelerare la giustizia Al fondo va aggiunto uno stanziamento italiano di 30.6 M.di di Euro., portando così il valore complessivo a 224,6 M.di Euro.
Il totale del fondo europeo, – che come sopra descritto, parte del Next Generation EU – ammonta in totale per l’intera Europa a circa 577 M.di di Euro. Quindi, la quota assorbita dall’Italia è pari al 37%, senza sommare i 30 M.di stanziati in più dal governo. Questo in considerazione del lungo periodo di stagnazione economica sofferto dal nostro paese. Malgrado queste iniezioni curative, arrivati quasi alla fine del percorso fissato dal piano, -scrive FT, Italy’s economy remains sluggish, lenta. Il nostro debito pubblico è molto elevato e continua a crescere mentre le riforme necessarie non sono state realizzate. FT avanza il dubbio che i fondi siano stati spesi non necessariamente male, ma diversamente da come previsto all’inizio dal governo Draghi. Infatti, la Presidente Meloni avrebbe speso il primo anno dalla sua nomina a rivedere il piano, che oggi è completamente differente da quello definito nel 2021. L’affermazione è di Stefano Firpo, allora estensore del piano per la parte relativa alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e ora Direttore Generale di Assonime a Roma. E Marco Leonardi, consulente economico di Draghi, ha espresso meraviglia della flessibilità di Bruxelles nell’approvare ben sei modifiche, accettando tutto quanto il ns. governo chiedeva. Il ministro per gi Affari Europei Tommaso Foti ha affermato che 9 su 10 obiettivi sono stati raggiunti, con una spesa di 166 M. di. È onestamente da dire che vi è stata una dispersione di progetti, spesso anteriori al varo del piano e prima mancanti di copertura. E anche a causa i tagli effettuati dai vari governi agli organici delle amministrazioni locali e regionali, oltre ai tempi stretti imposti dalla EU, spesso non si è fatto in tempo ad elaborarne di nuovi. Così, tuttavia, si sono utilizzati comunque i soldi ma spesso e a pensar male deviando dallo scopo di straordinarietà alla base della iniziale filosofia e carenti di una visione mirata e strategica. Aggiunge FT, the government is not transparent on how we spent the money or how much money is left. In ogni caso:
1. L’Italia sarebbe, secondo alcuni economisti, caduta in recessione nel 2025 senza i soldi del PNRR.
2. La performance della ns. economia è rimasta quanto meno poco brillante se il ns. PIL è cresciuto dello 0,5% nel 2025 – uno dei più bassi in Europa – e si prevede rimanga allo stesso livello per l’anno in corso (ovviamente salvo sorprese da eventi esterni ben noti). E il rapporto Debito/PIL appena sotto il 134% nel 2023 è salito sopra il 137% nel 2025 ed è previsto salire ancora, al 138,5% quest’anno, tra l’altro costituente il periodo finale, pre-elettorale dell’attuale governo.
Anche FT è ben consapevole che le riforme da noi non sono tanto gradite tanto da trovare troppe resistenze. Veronica de Romanis parla di Repubblica delle tribù nel suo recente libro L’Economia della paura, (MONDADORI, 2026), con tanti interessi di gruppo e di casta decisamente ostili. E aggiunge: se tu metti soldi nell’economia avrai comunque un impatto positivo. Ma ci si deve domandare quanto durerà. Estremizzando Keynes, se paghi qualcuno per scavare una buca e poi lo ripaghi per coprirla avrai comunque un impatto sul PIL. Ma cui prodest?



