
Il PNRR: solo vanto della Meloni?
3 Giugno 2026Oltre il “pesciolino rosso”
Un tema largamente dibattuto nei commenti post elezioni è stata la vittoria (netta) di Martella nel centro storico (il solo “pesce”) e la altrettanto netta vittoria di Venturini nel resto del Comune (isole comprese). Esito per la verità abbastanza scontato ma che rappresentazioni grafiche come quella qui sotto – in cui le sezioni vinte dal neo sindaco sono in giallo e quelle vinte da Martella in rosso – hanno reso iconico dando la stura a molte caricature del pesciolino rosso circondato da una minaccia ostile (la più divertente delle quali è l’immagine di copertina).

Tale rappresentazione falsa però la prospettiva. Perché induce a leggere la situazione come se tutti gli elettori delle caselle rosse o gialle avessero votato Martella o Venturini rispettivamente. In realtà la situazione è assai più sfumata. Nel centro storico Martella ha ottenuto il 51,4% contro il 34,83% di Venturini. Certo un vantaggio netto ma non un plebiscito. Specularmente, in terraferma e isole Venturini è poco sopra il 55% e Martella veleggia tra 34% (isole) e 36 % (terraferma). In più va considerato che parliamo di mezzo corpo elettorale per la bassa affluenza (dato su cui varrà la pena fare serie riflessioni). Arrotondando, ma serve a dare una percezione plastica dei consensi, possiamo dire che, su 40 persone in centro storico, 20 non hanno espresso nessuna preferenza, 10 hanno votato Martella, 7 Venturini e 3 un terzo candidato. Nelle isole e in terraferma i numeri dei due candidati principali si invertono, evidentemente. Basta questo a parlare (come si è letto) di una differenza strutturale, quasi ontologica, dei due corpi elettorali? Direi proprio di no.
Anche perché, se parliamo di differenze strutturali, la situazione riflette quello che avviene ovunque. Sono andato per esempio a verificare i risultati delle ultime elezioni del Sindaco di Milano e Roma (consultabili sui siti istituzionali). Sala ha prevalso nel Municipio 1 con il 64, 58% dei consensi. Nel resto della città di Milano (tutti gli altri municipi messi insieme) col 55,45%. 9 punti percentuali di differenza. A Roma Gualtieri ha vinto il ballottaggio col 68% nella cosiddetta città storica e il 46% nella città campagna con valori via via decrescenti nelle altre città intermedie (vedasi la interessante suddivisione socioeconomica della Capitale in sette distinte entità urbane https://www.architettiroma.it/ar-web/la-citta-selvatica-di-federica-andreoni-redazione-ar-web/). Insomma, tutto il mondo è paese. È inevitabile che in un Comune appena mediamente “grande” vi siano sensibilità politiche e dinamiche culturali ed economiche diverse da zona e zona, a maggior ragione un Comune arcipelago come quello di Venezia.
Tutto ciò premesso, la rappresentazione manichea del pesciolino rosso circondato da vicini ostili ha dato impulso alla riproposizione della vexata quaestio del comune unito e alle mai sopite istanze separatiste (con varie sfumature, va detto, perché non tutti hanno invocato l’ennesima chiamata alle armi). Detto che i principali alfieri del separatismo che si sono misurati alle urne hanno avuto riscontri elettorali personali tra il deludente (nel migliore dei casi) e l’irrilevante – e anche questo va sottolineato – vorrei controproporre alcune osservazioni.
La prima: proprio la campagna elettorale ha plasticamente evidenziato che abbiamo un destino comune. Perché i grandi temi trattati (futuro del Porto, attrazione di lavoro pregiato, gestione del turismo, ambiente, rigenerazione urbana, trasporto pubblico) hanno dimensione addirittura oltre la scala dell’attuale Comune e pensare di affrontarli separatamente è, fattualmente, privo di senso. Forse che la vitale necessità di attrarre residenti, competenze, di creare posti di lavoro appetibili e remunerativi, di recitare un ruolo di capitale differenzia le due realtà di terra e di acqua? Forse che il problema dell’innalzamento del livello del mare, la necessità di affrontare i temi della salvaguardia e dell’operatività del Porto trova risposte diverse da una parte all’altra del ponte? Forse che il tema della limitazione e regolamentazione dei flussi turistici non impatta entrambe le sponde? E soprattutto, sarebbero sostenibili – e non invece esiziali – politiche diverse e magari contrapposte da parte di due amministrazioni separate? La realtà è che tutti i problemi possono essere seriamente affrontati con una visione complessiva e coerente. Vero che esistono temi particolarmente sentiti in un luogo specifico (come peraltro inevitabile ovunque) ma è compito del Sindaco affrontarli senza bisogno di sdoppiarlo.
Va pure ridimensionata la narrazione per cui i veneziani sono ostaggio dei concittadini di terraferma essendo una sparuta minoranza del corpo elettorale. I voti validi sono stati (arrotondo) 110k in totale. Di cui 74k in terraferma e 36k nella città d’acqua. In pratica uno su tre. Certo, non sufficienti a determinare da soli il Sindaco (come del resto non lo sono gli elettori del Municipio 1 di Milano..) ma non certo irrilevanti.
Va detto poi che è ragionevole ritenere che nel voto del centro storico abbia pesato anche la contrapposizione alimentata negli anni da Brugnaro, che ha davvero fatto di tutto per andare contropelo ai residenti della città storica con boutade infelici che poteva risparmiarsi (e che certo Venturini non reitererà).
Infine, non si può non notare che Venezia ha votato in maggioranza per un candidato residente in terraferma e al contrario terraferma e isole hanno votato per un residente in centro storico.. un elemento questo che invita a relativizzare la lettura identitaria del voto.
La verità è che la palla sta ora nelle mani del neoeletto Sindaco. A lui sta riequilibrare i consensi tra le diverse zone del Comune (e naturalmente gli auguriamo di riuscirci alzandoli nel pesce e non abbassandoli altrove..) curando le istanze dei residenti, da Pellestrina a Tarù. In questo senso gli va fatto un caldo augurio di buon lavoro, sul quale sarà giudicato. Lo faremo senza meno anche noi di Luminosi Giorni sulla base dei fatti e dei risultati. Con obiettività e serenità di giudizio. E senza sconti.
Immagine di copertina © Gruppo FB “Movimento Autonomia di Mestre”



