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18 Luglio 2024Gaza non esiste più! Edifici, strade, ospedali, infrastrutture, scuole, sedi universitarie, uffici, …non esiste più nulla, città rase al suolo interamente come Jabalja, rasa al suolo con la motivazione che nel sottosuolo si nascondevano militanti di Hamas. Come se avessero bombardato Palermo con la scusa di stanare i mafiosi latitanti o Milano per annientare il terrorismo!
Proviamo a mettere insieme alcuni termini che connotano le politiche dei vari governi che si sono succeduti dal 1948 in Israele. Non solo dal 7 ottobre.
Nakba, cioè catastrofe, occupazione, insediamenti illegali, colonialismo, coloni israeliani, uso sproporzionato della forza, asimmetria delle forze militari, anzi i palestinesi non hanno forze militari, umiliazioni, distruzione, espoliazione, violenza di stato da parte dei coloni legittimati all’esproprio e all’occupazione, operazioni militari, esproprio di case e terreni, derubati dei loro pochi averi, apartheid, deportazioni di massa, detenuti anche minorenni nelle carceri israeliani senza giusto processo, risoluzioni dell’Onu sistematicamente violate, diritto internazionale stracciato al quale loro non ritengono di dover sottostare, servizi sanitari collassati, aiuti umanitari bloccati, la carestia dietro l’angolo. I palestinesi non hanno uno stato, non hanno confini certi, non hanno un esercito! Una sproporzione ineguagliabile che non esiste in nessun’altra parte del mondo. Carneficina, massacro, genocidio! Un oltraggio insopportabile di cui il mondo ne conosce perfettamente l’orrore e le indicibili proporzioni ma tace!
Eppure, se vuoi raccontare la realtà oggettiva sotto gli occhi di tutti devi armarti di tanto coraggio.
Si dice, coraggio, ci vuole coraggio per parlare di Israele e dei suoi misfatti. Bisogna essere coraggiosi se vuoi raccontare.
Coraggio e’ la parola d’ordine che connota la narrazione del massacro che si compie a Gaza dall’indomani del 7 ottobre.
Coraggiosi i giornalisti, ben pochi, che prendono posizione contro il massacro, che denunciano le politiche del governo israeliano, quando gli altri, i meno coraggiosi, sono ridotti al silenzio o ad un racconto dimezzato fondato su omissioni, mezze verità, tanto non-detto, o meglio, tante menzogne. C’è dell’indicibile che troppi non dicono, omettono di dire.
No, non si è coraggiosi se si descrive tutto ciò. Non è una narrazione faziosa né tanto meno antisemita. E’ la narrazione che arriva anche dall’Ocha o dal patriarca di Gerusalemme.
Non siamo antisemiti se denunciamo tutto questo, se chiediamo il cessate il fuoco, se pretendiamo che Netanyahu venga incriminato per crimini di guerra. Come si può giustificare tale ferocia con la sola ragione di eliminare il terrorismo! Non è così, Israele vuole eliminare Gaza e liberarla dalla presenza dei palestinesi! Israele rivendica in maniera sacrosanta il suo diritto ad esistere, quel diritto che, però, nega ai palestinesi. Credo che sia sotto gli occhi di tutti. E certamente è inaccettabile il modo in cui lo rivendica, azzerando la sopravvivenza dell’altro popolo.
Invece siamo certamente antisionisti, visto che le politiche sioniste rivendicano per lo stato ebraico ad appropriarsi della terra promessa, della terra a loro assegnata da Dio. E parliamo di uno stato ebraico perché, che piaccia o no, Israele è lo “Stato-Nazione degli Ebrei” (secondo una legge del luglio del 2018), pertanto è uno stato teocratico perché è la patria degli ebrei, nonostante vi convivano altre minoranze, dai musulmani ai cristiani ed è uno stato assoluto (ab solutus) perché si ritiene sciolto dall’obbligo di rispettare le leggi, è al di sopra delle leggi e del diritto internazionale. E’ uno stato democratico, dicono. Si, è una democrazia ma una democrazia assoluta! Ossimoro che per Israele è perfetto. In quanto, in nome del loro sacrosanto diritto di esistere tutto gli è concesso, anche l’immunità e l’impunità per i loro crimini.
Chi è antisionista viene tacciato di antisemitismo! Credo che sia evidente la differenza ma i termini antisemitismo e antisionismo ma vengono confusi in maniera strumentale dal ricatto inaccettabile che Israele impone al mondo e ai capi del mondo. Curiosa la divaricazione tra le manifestazioni dei giovani e la mobilitazione dell’opinione pubblica tacciati di antisemitismo e le posizioni dei governi asserviti al ricatto del governo israeliano che genera impunità per loro e silenzio tombale sul cessate il fuoco per porre fine al massacro.
Qualcuno dice persino che parlare di genocidio del popolo palestinese è una bestemmia! Tutti quelli che dichiarano Putin un feroce dittatore assassino e criminale di guerra perché giustificano la crudeltà del governo israeliano? Sono entrambi paesi aggressori e oppressori. Certo è evidente che doveva reagire al massacro del 7 ottobre ma avrebbe avuto mille modi per farlo in maniera non così sproporzionata e irrefrenabile. La verità è che Israele è lo stato più forte in assoluto, contro cui nessuno si permette di muovere critiche. Gli Usa sono più deboli di Israele, l’Europa è più debole, l’Onu è più debole. Tutti inermi dinanzi le efferatezze di quel regime che persegue indisturbato la sua strada di annientamento e di liberazione e appropriazione di altre terre oltre quelle che ha espropriato in questi 70 anni, erodendo lo spazio vitale ai palestinesi!
E’ anche vero che i palestinesi devono liberarsi di Hamas che con le sue logiche integraliste e terroriste ha portato il suo popolo verso la distruzione, non ha accettato forme di tregua, non ha impedito l’eccidio di decine di migliaia di abitanti di Gaza, ha permesso e forse causato la distruzione di scuole, ospedali, edifici pubblici. Devono emanciparsi e trovare nuovi leader, nuove forme di lotta, nuove politiche per riaffermare il loro diritto alla terra e ad esistere.
E che ne sarà del popolo palestinese che, semmai questo sterminio finirà, avrà il deserto attorno ma anche dentro su cui sarà impossibile edificare, costruire una nuova società, nuovo lavoro, un nuovo tessuto socio-economico, nuove speranze di rinascita e di riaffermazione del proprio esistere?
E molto difficile è immaginare forme di convivenza pacifica con chi è stato responsabile di un massacro di tale portata e nei confronti dei quali potranno solo nutrire odio, risentimento, rabbia. Credo che sia sotto gli occhi di tutti ciò che è successo e che continua a succedere quotidianamente. Solo oggi 90 morti e più di 200 feriti per stanare un terrorista in uno spazio che avevano dichiarato sicuro! E’ moralmente e umanamente accettabile tutto ciò? Credo che sia lo scandalo del 21° secolo che tutti noi abbiamo permesso tutto ciò!
Siamo sicuri che ci vuole coraggio a scrivere queste cose?



