Fa francamente cadere le braccia e soprattutto preoccupa per il futuro la risposta (riportata su “Nuova Venezia” dell’8 ottobre) che dà il PD veneziano, non tanto attraverso le parole di Sambo, che questa volta si è mantenuta corretta, ma soprattutto attraverso le parole delle seconde e terze linee (Bortoluzzi), all’uscita altrettanto maldestra e altrettanto mafiosetta del sindaco Brugnaro. Il quale nei giorni scorsi ha alluso, senza far nomi, a un PD dialogante da contrapporre a un PD, si suppone del Consiglio Comunale, ostruzionistico e oppositore a prescindere, non dialogante per principio.
Farsi dare lezioni di dialogo da Brugnaro in effetti può considerarsi una provocazione, perché il dialogo, anche con i suoi simili politici e figurarsi con gli avversari, è proprio estraneo al suo DNA. Questa testata lo ha sempre denunciato e ne ha avuto occasione non più tardi di una settimana fa, dopo la manifestazione di Mestre, seguita all’omicidio del giovane che si è immolato per difendere una persona che era stata derubata (https://www.luminosigiorni.it/cultura/repressione-vs-welafare-sociale-il-falso-dilemma/) oltre ad aver sempre espresso riserve su buona parte – anche se non su tutte – delle scelte politiche della giunta da lui guidata.
Il fatto è che l’opposizione a Venezia, non tutta, ma buona parte e la più influente, pari è nel metodo di contrapposizione sorda, di principio, e nel bollare tutte le proposte che non siano della propria fazione. Si legga allora come verso Brugnaro si esprime Bortoluzzi per “Nuova Venezia”:
“il Partito Democratico non stringerà mai patti con lui, quindi se qualche esponente del partito lo avesse contattato o avesse in mente di stringere accordi, cominci a fare i nomi, al posto di millantare relazioni che al di fuori delle istituzioni possiamo serenamente dire che non ci sono mai state”.
Avete capito bene? Il Nostro invita a fare i nomi, con il chiaro intento, si evince, nel caso Brugnaro mai li facesse, di attivare subito epurazioni e ritorsioni nei confronti di coloro che hanno osato tanto. Robe da far rimpiangere, più ancora che la mafia, gli uffici politici del PCUS e la polizia di Beria.
E il perché lo si capisce.
Loro sanno già in anticipo che con il Sindaco non si faranno “mai patti”. Allora solo lui non è dialogante, se il giudizio è già stato dato da loro per l’eternità?
Il fatto è che Il giudizio politico a pollice verso su Brugnaro fu dato una volta per tutte e per sempre già quasi dieci anni fa, prima ancora che fosse eletto, ai tempi della questione Isola di Poveglia, da lui conquistata allora con una logica privatistica (orrore!). Naturalmente lui nei dieci anni a seguire non ha mai fatto nulla per smentire tale giudizio attraverso il suo operato (non scelte sulla città, soprattutto d’acqua, con strizzate d’occhio ripetute a interessi corporativi) e per smentire il suo metodo a dir poco dispotico, da satrapo orientale del tempo che fu o da democratura est europea dei tempi nostri. Ma il fatto che il giudizio fosse stato dato in anticipo ha fatto si che l’opposizione cieca e sorda è stata messa in atto in modo sistematico su tutto, assolutamente tutto ciò che proveniva dalla Giunta e dalla maggioranza in Consiglio Comunale. Ora è praticamente impossibile che su tot progetti, tot delibere, tot attuazioni fatte in questo nove anni tutte andassero bocciate senza appello. Credo che un voto bipartisan in questi anni sia avvenuto due o tre volte su questioni politiche generali. Stop.
La risposta di Bortoluzzi avvelena perciò molto di più il clima di quanto non l’abbia già molto avvelenato Brugnaro. E non fa presagire nulla di buono per il futuro immediato e per quello a più lunga distanza.
Per esempio si capisce bene che la campagna elettorale già cominciata e fatta due volte, da subito, a partire da nove anni fa, continuerà pessimamente per i prossimi due con sordità reciproca. Ma si capisce bene anche cosa potrebbe accadere con un pur necessario avvicendamento politico alternativo ai programmi di questa maggioranza attuale, se lasciamo fare ai Bortoluzzi di turno. Si capisce bene infatti che a parti rovesciate loro si comporteranno con gli eredi di Brugnaro esattamente nello stesso modo non dialogante che hanno subito, perché non son capaci che di fare faziosamente politica ‘contro’.
Lo ripetiamo. Il Bilancio politico di questa giunta è in rosso. Punto.
Ma c’è rosso e rosso. E si intende che, siccome per gli attuali oppositori è rosso profondo, se l’auspicata alternativa fosse in mano loro lo ‘spoil system’ sciaguratamente comincerebbe, per ritorsione e solo per ritorsione, il giorno dopo le elezioni vinte. Secondo la logica bastarda che governa questa pseudodemocrazia dell’alternanza.
L’auspicio è invece ben altro.
Sia chiaro: nella prossima sindacatura è assolutamente necessaria e vitale per tutto il Comune una linea politica programmaticamente diversa in molti punti da quella della maggioranza attuale e del Sindaco . RI-punto.
Ma messa in mano a leadership dal metodo completamente diverso da questi untoretti d’accatto. Una leadership che dal giorno dopo le elezioni assuma quel profilo istituzionale che Brugnaro non ha mai meso in atto e che i suoi attuali oppositori dimostrano di non aver intenzione, anch’essi, di mettere in atto.
Istituzionale significa quel profilo alto, che veramente rappresenti “tutti” (lo promettono molti sindaci nell’euforia della vittoria, ma non lo fanno mai) e soprattutto inclusivo delle istanze che vengono da tutte le parti politiche, anche quelle formalmente di opposizione, che – e lo dovrebbero sapere appunto per primi gli attuali oppositori – a volte (a volte) hanno buone ragioni dalla loro. Perché la realtà non è mai in bianco e nero, ma fatta, per parafrasare a modo nostro il titolo di un celebre film, di infinite sfumature di grigio, ben più di cinquanta.
Quanto ai dialoganti nel PD, Brugnaro involontariamente e con altri fini, ha detto una mezza verità.
Certo che ci sono i dialoganti, Bortoluzzi mio, meglio, ci sarebbero, si fan chiamare ancora ‘riformisti’ (ma de che?) e però silenti, chinano la testa nel loro partito, sono afoni di fronte al massimalismo dilagante a sinistra, ben rappresentato dall’attuale segretaria nazionale, ormai succubi anche loro di questo bipolarismo distruttivo, che sembra fatto apposta per dividere, anzichè unire, una comunità, territoriale o nazionale che sia.
Ebbene c’è chi non ne può veramente più di questa solfa ammorbante.
Allora la nostra testata immodestamente, dopo tredici anni di gavetta e oltre duemila articoli pubblicati, ognuno aperto e letto da centinaia di lettori, si offre pubblicamente già da oggi per essere un casamatta, anzi un rifugio aperto a tutti i dialoganti (quelli veri del PD in primis, ma non solo, anche a pezzi buoni dell’attuale opposizione e dell’attuale maggioranza), aperto a coloro che non vogliono cedere alla logica di fazione e che vogliono prospettare un futuro ‘sereno’ alla politica, non improntato all’odio, al livore e al sistematico discredito dell’avversario.
Noi ci crediamo.